La Germania sconfessa in pieno la linea di Draghi

Le ultime dichiarazioni di Jens Weidmann, consigliere BCE e capo della Bundesbank, sono di totale dissenso verso Mario Draghi. Ecco le vere ragioni della Germania sulla crisi dell'Eurozona

di Carlo Robino, pubblicato il
Le ultime dichiarazioni di Jens Weidmann, consigliere BCE e capo della Bundesbank, sono di totale dissenso verso Mario Draghi. Ecco le vere ragioni della Germania sulla crisi dell'Eurozona

Parla il “falco” tedesco, consigliere della BCE, Jens Weidmann. E le sue sono parole  sembrano voler indebolire la faticosa opera di “sintonizzazione” fra istanze tedesche e quelle europee. Nel suo intervento all’Euro Finance Week di Francoforte di stamattina, ha affrontato vari temi. Il consigliere della Banca Centrale Europea  ha dichiarato che per la vigilanza bancaria attuata direttamente dalla BCE, debba prevalere una logica da cda di società per azioni piuttosto che il  principio democratico di  “una testa un voto”. Quindi più potere alla Germania e alla Bundesbank, per la quale chiede il rispetto dell’autonomia domandando una rigida divisione all’interno della BCE tra politica monetaria e vigilanza bancaria. Diffidenza sulla possibile unione bancaria europea che viene vista come un modo di trasferire rischi nazionali nell’Eurozona. Weidmann ha infatti parlato di “un progetto orientato al futuro” che – ha aggiunto – non puo’ risolvere l’attuale crisi e che dovrebbe essere attuato in modo non affrettato”. Critiche non troppo velate verso la decisione della  BCE di aiutare il sistema bancario spagnolo in crisi, quando Weidmann ha affermato che “non dovrebbero esserci delle garanzie per la sopravvivenza delle banche in difficoltà finanziarie”. Mario Draghi è stato preso nuovamente di mira quando si è affrontato il tema  dello scudo anti spread. Il programma di acquisto di titoli di stato da parte della Bce  per i paesi che accedono agli aiuti condizionati del fondo salva stati (Esm), ha spiegato il numero dello Bundesbank, ”potrebbe indebolire gli sforzi dei paesi per le riforme strutturali”. E rincara la dose “Gli acquisti di titoli di stato da parte della Bce non sono democraticamente legittimati”. Infine sul fronte greco Weidmann considera che “Un eventuale nuova ristrutturazione del debito greco, con un taglio al valore nominale dei titoli è una questione aperta ma non costituisce una soluzione per i problemi”. Insomma se volevamo capire le ragioni delle politiche di austerity desiderate dalla Germania basta ascoltare Jens Weidmann…

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Argomenti: Crisi Euro