La Germania scelga tra default della Grecia o condono del debito, intervista al Prof. Voudouris

Intervista al Professore di Economia e Finanza, Kontantinos Vouroudis, sulla situazione economica in Grecia. Il rischio Grexit per ora si è sopito, ma non quello di un default. E la Germania per evitarlo dovrebbe condonare il debito.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Intervista al Professore di Economia e Finanza, Kontantinos Vouroudis, sulla situazione economica in Grecia. Il rischio Grexit per ora si è sopito, ma non quello di un default. E la Germania per evitarlo dovrebbe condonare il debito.

La Grecia vede finalmente la luce in fondo al tunnel? Per capirci di più, abbiamo intervistato per Investire Oggi il Professore di Economia e Finanza, Konstantinos Voudouris, docente in diversi istituti privati di preparazione universitaria.

1) La Grecia sta completando il suo terzo e forse ultimo “bail-out” dal 2010. Ci potrebbe descrivere sinteticamente la situazione economica e sociale nel suo paese?

Possiamo descrivere il periodo che va dal 2010 come “l’era glaciale dell’economia greca”. I ghiacciai del disastro economico si stanno sciogliendo e il paziente, ovvero l’economia ellenica, si sta riprendendo. Alcune variabili pro-cicliche macro sono migliorate, come l’inflazione tornata dopo 3 anni di spirale deflazionistica, altre stanno migliorando molto lentamente, come la disoccupazione, ancora superiore al 20%. Un milione di persone resta intrappolato nella prigione della disoccupazione parziale con salari mensili di 300, 200 o persino 100 euro. La povertà è ancora alta e i consumi sono deboli per sostenere l’inflazione da domanda. Il risultato è la “lowflation”, fenomeno a cui lei ha fatto riferimento in un suo recente articolo.

Perché la bassa inflazione è un fenomeno mondiale e la deflazione è dietro l’angolo

2) Crede che la Grecia sarà in grado di rifinanziarsi da sola sui mercati subito dopo la fine del bail-out? E cosa accadrà, quando il Tesoro di Atene dovrà emettere bond con rendimenti maggiori degli interessi applicati sugli aiuti europei? E il sistema bancario è abbastanza forte ora per resistere a uno scenario negativo?

Partendo dalla sua ultima domanda, il settore bancario non è ancora resistente a uno scenario negativo, nonostante tre iniezioni di liquidità. Il PSI, il taglio dei bond ellenici, è stato devastante per queste banche. Ci sono ancora controlli sui capitali e i crediti deteriorati (Npl) ammontano al 50%. Le banche elleniche vendono i crediti problematici ad alcuni fondi, ma credo sia come prendere un’aspirina, non la soluzione del problema.

La Grecia è in grado di rifinanziarsi da sola sui mercati sotto alcune condizioni, seppure a rendimenti superiori. I salvataggi sono monete con due facce: aiuti finanziari con tassi più bassi, ma anche misure di austerità che colpiscono l’economia.

3) La Grecia è percepita in Europa come un fallimento delle cosiddette politiche di austerità. Tuttavia, il paese manca di riforme credibili e i governi succedutisi, non solo l’ultimo, non hanno tagliato la spesa, preferendo aumentare ulteriormente le tasse nell’ultimo decennio, a differenza parzialmente di Portogallo e Irlanda, le altre due economie dell’Eurozona salvate dalla Troika e che adesso crescono. Non pensa che sia questa la ragione del fallimento dei salvataggi?

Ogni nave non è uguale all’altra e anche ogni paese ha bisogno di differenti piani di salvataggio, secondo la visione keynesiana. La Troika ha implementato il detto “una stessa taglia per tutti”, che è sbagliato. I programmi di austerità hanno inferto grosse ferite alle persone e all’economia. Il violento deprezzamento dell’euro sin dal 2010, a causa della politica monetaria espansiva di “super Mario” (Mario Draghi), ha sostenuto le esportazioni greche (nonostante il fatto che esse siano anelastiche rispetto al tasso di cambio) e in combinazione con il calo delle importazioni, le partite correnti sono tornate positive. Ma questo è stato il risultato della politica monetaria, non di quella fiscale.

Le misure di austerità hanno eliminato i deficit del governo, ma anche prosciugato i risparmi privati, per cui il risultato finale non è positivo. Quando colpisci i salari e i redditi, le famiglie tendono a consumare, non a risparmiare. Di conseguenza, gli investimenti privati sono crollati.

4) Se oggi si tenesse un referendum in Grecia sull’euro, quanto sarebbe alto il sostegno per la moneta unica?

La verità è che l’euro non è un’area monetaria ottimale. Ma ci sono molte riforme che devono essere implementate per trasformare l’economia greca e ciò richiederà anni o decenni. L’economia in Grecia non è pronta per una Grexit e i sondaggi nazionali lo dimostrano.

5) Il governo attuale punta all'”haircut” o a una qualche forma di ristrutturazione del debito nelle mani dei creditori pubblici europei. La Germania si oppone a simili richieste, mentre il Fondo Monetario Internazionale concorda. Cosa pensa che accadrà?

La Grecia è oberata di troppi debiti, per cui non ha bisogno di più debito, né con l’emissione di bond, né con un nuovo salvataggio pubblico.

A mio avviso, poiché il 67% del debito greco è sensibile alle variazioni dei tassi di interesse, i creditori dovrebbero congelare i tassi. E’ altresì necessario un condono del debito. Il debito greco è insostenibile, ovvero vi è la probabilità del 95% che venga ripagato se viene tagliato del 35% con una crescita economica media annuale della Grecia pari allo zero d’ora in avanti o del 20% con una crescita media annuale del 2%.

La Germania continua a chiudere gli occhi di fronte al problema, ma c’è ancora una finestra aperta per un condono del debito, dato che l’Eurozona non è solo la Germania (penso). Se la Germania non accetta un compromesso sul condono del debito, dovrà far fronte a un default della Grecia.

6) Syriza e Alexis Tsipras hanno seminato il panico nella UE all’inizio del loro governo in 2015. I primi mesi sono stati turbolenti con Yanis Varoufakis ministro delle Finanze, mentre dopo si è notato un repentino cambiamento nei toni e nell’atteggiamento del premier. Cos’è davvero successo a suo avviso?

Il tentativo di Tsipras di uccidere gli uccelli di Stinfalo (l’austerità) come un nuove Ercole è fallito. Varoufakis ha giocato con il fuoco, mettendo in pratica la teoria dei giochi con i creditori. Il gioco è stato “lo scorpione e la rana”. La sua politica ha aumentato le probabilità di una Grexit, ma non così tanto come i media ellenici mostrano. Se Varoufakis è un demone, Papademos è il male. Il diagramma seguente ne è una prova. Ma chiaramente, l'”effetto Varoufakis” non è stato positivo per l’economia.

7) Secondo tutti i sondaggi, se oggi si tenessero le elezioni, Syriza perderebbe e vincerebbe Nuova Democrazia (partito conservatore ellenico). Il premier Tsipras ha di recente annunciato che le prossime elezioni si terranno entro l’autunno dell’anno prossimo. Cosa cambierà dopo una probabile sconfitta del premier sul piano politico ed economico?

Le società di scommesse danno al 75% le probabilità di vittoria di Nuova Democrazia e i sondaggi concordano. La mia previsione è per una vittoria risicata dei conservatori e un governo di collaborazione, forse con il PASOK. Kyriakos Mitsotakis ha una visione economica differente da Tsipras. Egli taglierà la spesa pubblica e attuerà alcune misure di sollievo fiscale. Ha promesso ai suoi elettori che ridurrà le tasse sulla proprietà (ENFIA), anche se queste ammontano solo al 9% del totale. Sbagliato, sbagliato, sbagliato! Il problema è l’alta tassazione su imprese e consumi, non sulle proprietà. La prego, mi faccia mandare un messaggio a Mitsotakis e Tsipras: “Iniziate a pensare all’economia greca, non ai vostri elettori”.

8) Ci indichi 3 o 4 misure che ritiene debbano essere adottate subito per migliorare la situazione economica in Grecia.

Il problema dilaniante della Grecia è la gigantesca disoccupazione. I giovani emigrano in altri paesi e sempre più numerosi desiderano farlo. Trattasi di lavoratori produttivi, di consumatori migliori di quelli più anziani. Emigrano per l’assenza di posti di lavoro vacanti.

Come vediamo dalla Curva di Beveridge greca, il tasso di posti vacanti è permanentemente sotto l’1% negli ultimi anni. Ciò dimostra che il governo deve incrementare la domanda di lavoro. Anzitutto, abbassando l’aliquota sulle imprese dal 29% al 22%. Questo deve essere fatto domani, perché consentirebbe alle imprese di aumentare la domanda di lavoro, colpendo la disoccupazione. E genererebbe anche investimenti. In più, l’economia greca si fonda sui consumi. L’IVA deve essere abbassata al 20% dal 24% attuale, che è un disastro. Le due misure aumenterebbero anche le entrate fiscali, come spiega la Curva di Laffer. Troverete queste curve nel mio nuovo libro sulla crisi del debito ellenico (spero presto). L’implementazione di queste misure non richiederebbe minori surplus fiscali, ma bisogna convincere i creditori.

9) Dopo anni di immensi sacrifici per i greci, molti politici ed economisti europei credono che non abbia alcun senso per Atene lasciare l’Eurozona. Condivide questo punto di vista o crede che la Grexit sia ancora nel novero delle prospettive future?

Dopo sette anni di svalutazione interna, l’ultima cosa di cui la Grecia ha bisogno è la svalutazione. I greci sono esausti delle misure di austerità. Una Grexit è improbabile ora, secondo l’indice Sentix. La probabilità è molto bassa (4,1%). Una Grexit aumenterebbe gli interessi al 36%, mandando l’inflazione su percentuali a doppia cifra e dando uno schiaffo ai poveri consumatori.

 

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Argomenti: Crisi del debito sovrano, Crisi della Grecia, Default Grecia, Grexit