Esportazioni tedesche eccessive? Sì, ma Trump forse dovrà rassegnarsi

Le esportazioni della Germania sono eccessive? Così pare dai numeri, ma la cattiva notizia per Donald Trump è che non potrà quasi nulla per contrastarle.

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Le esportazioni della Germania sono eccessive? Così pare dai numeri, ma la cattiva notizia per Donald Trump è che non potrà quasi nulla per contrastarle.

Le esportazioni tedesche sono tornate oggetto di scontro tra Germania e USA. Prima ancora che iniziasse il G7 a Taormina, il presidente americano Donald Trump aveva definito “molto male” l’immenso surplus commerciale tedesco, dando origine a un malinteso per un errore di traduzione, visto che la stampa internazionale aveva lanciato la notizia che egli avesse qualificato il popolo tedesco come “molto cattivo” (da “very bad”). Il vertice in Sicilia si è concluso senza una dichiarazione finale congiunta con la cancelliera Angela Merkel, segno di quanto profonde siano le divergenze, specie in fatto di politiche commerciali e gestione della crisi dei migranti.

Da Monaco di Baviera, la cancelliera ha reagito a muso duro domenica scorsa, sostenendo che l’Europa non possa più confidare sull’America e che dovrà prepararsi a gestire il proprio futuro. Da Washington, Trump ha controreplicato ieri, attaccando la Germania, rea di esportare troppo e pagare poco per le spese NATO. (Leggi anche: La Germania vuole liberarsi degli USA)

Esportazioni Germania elevate

Lo scontro tra le due potenze economiche è qualcosa che va oltre le divergenze personali e che, in un certo senso, ci riporta all’inizio degli anni Settanta, quando l’allora presidente Richard Nixon fu costretto a dichiarare la fine dell’automatica conversione dei dollari in oro, segnando il collasso del sistema monetario scaturito dagli accordi di Bretton Woods nel 1944. Anche 46 anni fa ad avere reso impraticabile il “gold exchange standard” fu la crescita esponenziale delle esportazioni tedesche, insieme a quelle giapponesi.

Analizziamo i numeri. Quando Trump dice che la Germania esporta troppo, è una sciocchezza o no? Sul “troppo” si può dibattere, ma che il forte surplus commerciale tedesco sia un dato di fatto è fuori di dubbio.

Nel 2016, le merci tedeschi vendute negli USA sono risultate in valore di quasi 65 miliardi di dollari in più delle merci americane vendute in Germania. (Leggi anche: Export Germania da record)

Surplus tedesco cresciuto con l’euro

Stando ai dati dello stesso governo USA, in nessun mese dall’inizio del 1996 ad oggi si è anche solo lontanamente registrato un avanzo americano in fatto di import-export di merci con la Germania. Nei soli primi 3 mesi del 2017, il surplus tedesco verso gli USA è stato di 194,3 miliardi, la media di quasi 65 miliardi al mese. E Trump sembra avere ragione anche sul fatto che l’aumento di tali disavanzi USA verso la Germania sia avvenuto con la nascita dell’euro. Prima, le merci tedesche superavano quelle americane nell’import-export tra i due paesi di una ventina di miliardi al mese, successivamente il divario si è ampliato costantemente, fino ad arrivare all’apice di 75-80 miliardi mensili di due anni fa.

La brutta notizia per Trump è che difficilmente potrà invertire la rotta di tale tendenza. Per prima cosa, perché la Germania non può essere trattata sul piano commerciale quale potenza singola, essendo parte della UE per le politiche commerciali e dell’Eurozona per quelle monetarie. Quando a gennaio, prima ancora di insediarsi, ha tacciato la UE di essere una schermatura degli interessi tedeschi, egli potrebbe non avere detto una bugia totale, ma si è forse dato da solo la risposta su cosa fare per reagire a questi surplus costanti e imponenti della Germania. Washington sembra fregata e non solo per ragioni formali. (Leggi anche: Trump attacca la Germania: UE usata per i tuoi interessi)

Tedeschi un popolo di risparmiatori

Gli avanzi cumulati delle partite correnti tedesche (inclusi i movimenti dei capitali) negli ultimi dieci anni sono stati pari a oltre il 68% del pil della Germania. L’anno scorso, il surplus ha sfiorato i 300 miliardi di dollari, un terzo in più di quello della Cina, la cui economia è tre volte più grande di quella tedesca.

Anche in questo caso, l’euro potrebbe c’entrare qualcosa, se è vero che prima del 2002, la bilancia dei pagamenti di Berlino fosse sempre in deficit e per un valore cumulato del 5,4% del pil nel periodo 1996-2001.

La cattiva notizia per Trump è che forse potrà poco o niente per cercare di risolvere questo squilibrio ai danni dell’economia americana. L’eccesso di esportazioni di un paese, infatti, dipende anche da fattori non sempre direttamente controllabili, di tipo culturale. Una bilancia commerciale molto in attivo segnala, infatti, che gli abitanti di un paese tenderebbero a importare poco, ovvero a sotto-consumare. Se questo è vero, significa che starebbero risparmiando molto. E, in effetti, i numeri ci spiegano che i tedeschi siano un popolo di risparmiatori, ma non da oggi. (Leggi anche: Parli tedesco? Risparmi di più)

Domanda interna debole in Germania

Dall’inizio del Millennio, il tasso di risparmio medio annuo sul reddito disponibile è stato in Germania di quasi il 10%, costantemente superiore a quello della UE (5,6%), dell’Eurozona (6,9%), della stessa Italia (6,4%) e doppio rispetto a quello degli USA (5,1%), solo per fare qualche raffronto. Si consideri che a causa della crisi, i risparmi degli italiani risultano crollati in termini percentuali rispetto ai redditi disponibili di circa il 60% dal 2000 e a tre volte più bassi che in Germania (3,3% nel 2016).

A fronte degli scarsi consumi interni, anche il bilancio pubblico tedesco contribuisce poco alla domanda, registrando avanzi fiscali sin dal 2014. Ergo, bassa domanda = basse importazioni, cosa che associata a un cambio dell’euro debole per i fondamentali dell’economia tedesca produce elevati surplus commerciali, grazie a esportazioni molto sostenute. (Leggi anche: Germania, avanzo bilancio record)

Impotenza USA dinnanzi alle esportazioni record della Germania

Cosa potrà fare Trump per cercare di riequilibrare il passivo con la Germania? Poco e niente. In teoria, dovrebbe ottenere un apprezzamento dell’euro, un aumento dei consumi interni e un bilancio pubblico meno austero. Nessuna di queste tre condizioni è manovrabile dagli USA.

Quanto ai conti pubblici tedeschi, l’ordine fiscale è connaturato all’essenza stessa della Germania e difficilmente l’obiettivo verrebbe abbandonato da alcun governo a Berlino, essendo ampiamente condiviso dagli elettori.

I consumi delle famiglie non sono, d’altra parte, gestiti dallo stato, non essendo la Germania un’economia pianificata. Essi risentono di fattori culturali, ma anche demografici: i tedeschi sono un popolo abbastanza vecchio e gli anziani tendono a consumare meno dei giovani, per cui quando la loro incidenza sulla popolazione aumenta, si riduce il dinamismo dei consumi. Se a ciò aggiungiamo che la cultura del risparmio risulta storicamente diffusa anche tra i più giovani in Germania, capiamo di quanto difficile sarebbe ribaltare la tendenza. (Leggi anche: Trump contro euro debole Germania, ma qual è suo vero obiettivo?)

Euro sarà sempre debole per la Germania

Infine, l’euro. La Germania stessa chiede alla BCE di porre fine agli stimoli monetari, sostenendo che la moneta unica sarebbe troppo debole e causa principali dei surplus tedeschi. E’ vero, ma nemmeno quando Mario Draghi inizierà a porre fine al “quantitative easing” e ad alzare i tassi, il cambio sarà in linea con i fondamentali dell’economia tedesca, essendo esso una media della forza di tutte le 19 economie dell’Eurozona.

La Germania avrà sempre un euro più debole di quanto non sarebbe oggi il suo marco tedesco; semmai, la questione è di quanto più debole sia, se tanto, come oggi, o se poco, come ipotizzabile in futuro. Né Trump può realisticamente pensare di imporre dazi contro le auto tedesche, perché sarebbe un atto di “guerra” commerciale contro tutta la UE, le cui conseguenze rischierebbero di essere catastrofiche per l’intera economia mondiale, americana compresa. (Leggi anche: L’euro debole ha fatto bene alla sola Germania)

 

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