La Germania dimezza le stime di crescita e così gela le speranze di una ripresa in Italia

La Germania ha rivisto al ribasso le stime di crescita del pil nel triennio 2014-2016. Questi dati indicano che anche l'economia italiana potrebbe andare peggio del previsto, ossia restare in recessione.

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La Bundesbank, la banca centrale tedesca, ha più che dimezzato le stime di crescita della Germania per il 2015, portandole dal +1,8% precedentemente atteso a +0,8%. E anche quest’anno la crescita sarà stata inferiore alle attese, con il pil che risulterà aumentato dell’1,4% contro l’1,9% delle stime precedenti. Infine, nel 2016 l’economia tedesca crescerà dell’1,5% dal +1,7% dell’ultima stima. Il rapporto semestrale, presentato in mattinata dal governatore Jens Weidmann, ha rivisto al ribasso anche l’inflazione, che quest’anno in Germania dovrebbe attestarsi allo 0,9% (+1,1% attesa a giugno), nel 2015 all’1,1% (da +1,5%) e nel 2016 a +1,8% (da +1,9%). Weidmann ha aggiunto che la debolezza attuale dell’economia tedesca dovrebbe essere di breve durata. A ottobre, comunque, gli ordini dell’industria tedesca risultano in crescita del 2,5% sul mese di settembre (indice destagionalizzato) e del 2,4% su base annua. Gli ordini interni sono cresciuti del 5,3%. I dati sono molto migliori delle attese.   APPROFONDISCI – Quantitative easing, ecco la proposta di Monti per convincere anche la Germania Industria, giù ordini e fatturato a settembre. E la manifattura in Germania ristagna  

E l’Italia?

Complessivamente, quindi, le stime sul pil tedesco sono state riviste al ribasso per ciascuno degli anni del periodo 2014-2016. Si tratta di un brutto segnale anche per il resto dell’Eurozona e, in particolare, per l’Italia, la cui economia è in recessione da ben 3 anni e mezzo e che si spera possa uscire dalla crisi nel 2015. L’OCSE stima già una crescita poco superiore allo zero per il nostro paese per l’anno prossimo, mentre il governo appare più ottimista, prevedendo un +0,6%, che qualora fosse centrato, sarebbe ugualmente un dato molto deludente dopo tre anni di cali.

Per Moody’s, poi, il pil italiano ballerà tra un -0,5% e il +0,5%, prevedendo il rischio, quindi, di un proseguimento della recessione.   APPROFONDISCI – Allarme Moody’s: l’Italia rischia la recessione anche nel 2015. La disoccupazione salirà   Ora, il ragionamento è il seguente: se la Germania, che stimava di crescere nel 2015 quasi del 2%, ora ritiene più probabile che il suo pil aumenti di meno dell’1%, ossia meno della metà, cosa accadrà all’Italia, che già teme di restare intorno allo zero? Anche perché il raffreddamento dell’economia non riguarderebbe la sola Germania, ma un pò tutta l’Eurozona, come hanno dimostrato i dati aggiornati di ieri della BCE: +0,8% nel 2015 (da +0,9% di settembre), con l’inflazione solo allo 0,5% (da +0,6%), senza includere i recenti ribassi dei prezzi energetici. Dunque, la Germania si aspetta di crescere intorno alla media dell’Eurozona. E’ credibile che faccia lo stesso anche l’economia italiana? Dati, che dimostrano ancora una volta come l’Italia rischi un quarto anno consecutivo di recessione o, nel migliore dei casi, vivrebbe semplicemente l’arresto della caduta del pil, che non implica una ripresa in sé.   APPROFONDISCI – La lunga crisi dell’Italia: deflazione confermata e alta disoccupazione almeno fino al 2020      

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