Quantitative easing, come Draghi ha fatto bene anche ai tedeschi

Come interagisce il cambio dell'euro con l'andamento del mercato azionario italiano e quello tedesco? E che ruolo ha svolto il "quantitative easing" della BCE in questi anni?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Come interagisce il cambio dell'euro con l'andamento del mercato azionario italiano e quello tedesco? E che ruolo ha svolto il

Il cambio euro-dollaro è salito ai massimi da circa sei mesi e mezzo, arrivando stamattina fino a 1,11688. Ma chiediamoci come potrebbe impattare una moneta unica più forte sull’andamento di Piazza Affari. A tale proposito, vi presentiamo il grafico di sopra, che evidenzia la correlazione tra il cambio euro-dollaro negli ultimi 5 anni, utilizzato come proxy per descrivere la forza della moneta unica, e il mercato azionario di Italia e Germania, ovvero rispettivamente l’indice Ftse Mib e il Dax 40.

Stando ai dati riscontrati, vi sarebbe un legame debole tra le variazioni del cambio e quelle registrate dall’azionariato a Milano. La correlazione nel quinquennio è negativa per poco più del 30%, vale a dire che un rafforzamento dell’euro implica una contrazione scarsa di Piazza Affari, mentre un suo deprezzamento rinvigorisce il listino milanese di poco. (Leggi anche: Cambio euro-dollaro ai massimi da 6 mesi)

Il legame tra euro e borsa tedesca

Diverso il caso della Germania. La Borsa di Francoforte appare correlata negativamente al cambio euro-dollaro di oltre il doppio di Milano. Nel quinquennio esaminato, parliamo di una correlazione del -69%, ovvero un apprezzamento del cambio provocherebbe un tonfo dei titoli tedeschi, mentre un suo deprezzamento una buona crescita delle quotazioni.

Restringendo l’analisi agli ultimi due anni, ovvero dal varo del “quantitative easing” della BCE, che rastrellando assets obbligazionario sul mercato ha spostato gli investitori privati verso il comparto azionario, scopriamo che per Piazza Affari la correlazione negativa con il cambio è solo appena cresciuta di un punto percentuale, mentre a Francoforte si è registrato un crollo dal -69% al -39%, ovvero oggi l’azionariato tedesco risentirebbe meno delle variazioni del cambio dell’euro. (Leggi anche: Quantitative easing, tedeschi chiedono a Draghi l’uscita dagli acquisti dei bond)

Cosa ha provocato il QE di Draghi in borsa?

Che interpretazione dare di queste cifre? La debole e costante correlazione negativa tra Milano ed euro sarebbe determinata dalla scarsa presenza di investitori stranieri sul nostro mercato azionario. Appena una settantina di società avrebbero nel loro capitale quote rilevanti nelle mani di azionisti non italiani. Viceversa, la Germania è percepita sempre più negli ultimi anni come un porto sicuro per gli investimenti. Essa offre il vantaggio di tutelare il valore dei capitali per il caso, non più escluso a priori, di una rottura dell’Eurozona, grazie al fatto che un eventuale ritorno al marco tedesco implicherebbe per Berlino una rivalutazione del cambio rispetto a quello attuale della moneta unica. (Leggi anche: Investire in Bund anche con rendimenti negativi? Ecco perché avrebbe senso)

Va da sé, che un rafforzamento/indebolimento della moneta unica farebbe defluire/affluire più capitali a Francoforte che non a Milano, a causa proprio della maggiore presenza di investitori stranieri. Del perché con il varo del QE si sarebbe registrato un forte allentamento di tale correlazione potremmo spiegarlo nel seguente modo: man mano che gli investitori al di fuori dell’Eurozona siano stati indotti dalla BCE a spostarsi verso l’azionariato, essi hanno prediletto perlopiù il mercato tedesco, avvertendo i rischi per paesi come l’Italia, che negli anni della crisi dello spread si sono mostrati vulnerabili. Dunque, Draghi ha reso più allettanti le azioni tedesche rispetto a quelle italiane. D’altronde, il suo obiettivo è stato non solo di far tendere l’inflazione al target, bensì pure e forse, soprattutto, di salvare il comparto obbligazionario del Belpaese e, in generale, del Sud Europa.

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: bolla finanziaria, Cambio euro-dollaro, Economia Italia, Germania

I commenti sono chiusi.