La Germania chiude al taglio del debito della Grecia, la Merkel litiga con Tsipras

La Germania chiude al taglio del debito della Grecia, ma si rende disponibile a una ristrutturazione. Intanto, da Atene arrivano dati alquanto opinabili sull'uscita dalla recessione dell'economia ellenica.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Germania chiude al taglio del debito della Grecia, ma si rende disponibile a una ristrutturazione. Intanto, da Atene arrivano dati alquanto opinabili sull'uscita dalla recessione dell'economia ellenica.

Intervistato dalla radio tedesca Deutschlandfunk, il vice-ministro delle Finanze, Jens Spahn, esponente della CDU-CSU, il partito della cancelliera Angela Merkel, ha chiuso all’ipotesi di un taglio del debito della Grecia, escludendo a  priori che sul cosiddetto “haircut” possa intavolarsi una discussione. Allo stesso tempo, Spahn ha aperto a una ristrutturazione, che potrebbe assumere le forme, spiega, di un allungamento delle scadenze e/o di un mancato pagamento degli interessi per un certo periodo. Egli ha ribadito l’importanza per la Germania che l’FMI resti coinvolto nel salvataggio. Ma il vice di Wolfgang Schaeuble ha sollecitato il governo Tsipras a varare le riforme, dalle liberalizzazioni alle privatizzazioni, affinché la Grecia possa tornare a crescere, come stava accadendo nella fase finale del precedente esecutivo, in cui l’economia ellenica si stava espandendo al ritmo più elevato nell’Eurozona. I soli tagli alla spesa pubblica non bastano, ha affermato Spahn, il quale ha riconosciuto gli enormi sforzi compiuti da Atene sulle riforme.   APPROFONDISCI – La Grecia a un passo dalla firma dell’accordo con i creditori sul salvataggio  

Fine recessione Grecia nel secondo trimestre?

E dalla Grecia arrivano dati alquanto clamorosi, quanto dubbi (il paese ha già truccato i conti per numerosi anni fino al 2009), pubblicati dall’istituto di statistica Elstat, secondo cui nel secondo trimestre del 2015 il pil sarebbe cresciuto dello 0,8% sui primi 3  mesi dell’anno e dell’1,4% su base annua. Cifre al limite dell’inverosimile, se si considera che l’economia ellenica fosse ricaduta nella recessione nell’ultimo trimestre del 2014 e nel primo di quest’anno. Come sarà stato possibile il ritorno alla crescita, quando i capitali sono fuggiti e il paese è piombato nella reale prospettiva di uscire dall’euro? Quand’anche i numeri fossero veritieri, l’introduzione del controllo sui capitali alla fine di giugno lascia prevedere facilmente un rapido ritorno della recessione sin dal  mese di luglio, mese estremamente negativo per i commerci interni e l’occupazione.   APPROFONDISCI – Grecia, la Commissione UE precisa: l’accordo è solo tecnico. Boom disoccupati a luglio  

Conti Grecia meglio delle attese

Allo stesso tempo, nei primi 7 mesi dell’anno, le entrate – sono sempre dati di oggi – sono diminuite del 40% a 26,7 miliardi, ma le spese sarebbero state contenute a 27,7 miliardi, per cui il disavanzo è stato di 1 miliardo contro gli 1,37 previsti. E l’avanzo primario sarebbe stato di 3,53 miliardi dai 2,98 del target del governo. Mentre ci si interrogherà sulla credibilità di queste cifre, è certo che stasera il premier Alexis Tsipras potrebbe essere costretto alle dimissioni, qualora l’intesa con i creditori non fosse ratificata in Parlamento da una maggioranza di almeno 120 deputati della maggioranza, un fatto che evidenzierebbe l’impossibilità di proseguire con un governo di minoranza. L’ex ministro dell’Energia, Panagiotis Lafazanis, licenziato un mese fa, ha annunciato che guiderà con altri 11 esponenti di Syriza un movimento anti-memorandum, che si batterà “in ogni angolo del paese” contro i termini del terzo salvataggio, respinti dal referendum del 5 luglio scorso dal 61% dei greci, ha spiegato.   APPROFONDISCI – In Grecia è scontro dentro Syriza e il governo Tsipras minaccia le dimissioni  

Elezioni Grecia probabili, scontro Merkel-Tsipras

Si capisce come in questo clima Tsipras abbia bisogno di un contentino da offrire ai suoi uomini e all’opinione pubblica, ovvero il condono parziale del debito da parte dei governi europei. Ma la cancelliera non vuole sentirci su questo punto, tanto che nella notte tra lunedì e martedì, riporta il tedesco Bild, tra i due ci sarebbe stata una telefonata molto animata, durante la quale avrebbero alzato la voce e litigato. La cancelleria ha confermato la chiamata, ma non ha voluto aggiungere particolari. Ieri, Berlino ha proposto uno schema alternativo all’“haircut”, che consentirebbe ugualmente all’FMI di partecipare al bailout. In tal senso, una decisione dell’istituto è attesa per l’autunno. Secondo la proposta tedesca, la UE garantirebbe per i crediti dell’FMI verso la Grecia, cosicché non sarebbe più necessario un taglio del debito pubblico ellenico per renderlo sostenibile agli occhi dell’istituto, dato che la cosa non avrebbe più importanza, essendo i suoi crediti certi. L’operazione, però, avrebbe un sapore di smacco per Tsipras, che dopo essere stato steso al tappeto un mese fa con l’accettazione del piano di aiuti, non potrebbe nemmeno confidare nell’onore delle armi, uscendo sconfitto su tutta la linea. Da qui la possibile litigata notturna con Frau Merkel, mentre si avvicinano ad Atene le elezioni anticipate.   APPROFONDISCI – La Germania aggira il taglio del debito della Grecia, odore di guai per Tsipras    

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Argomenti: avanzo primario, Economie Europa, haircut, Ristrutturazione debito Grecia