La Germania aggira il taglio del debito della Grecia, odore di guai per Tsipras

La proposta della Germania di fare garantire alla UE il debito della Grecia verso l'FMI potrebbe porre fine alle discussioni sull'"haircut", ma metterebbe politicamente nei guai il premier Alexis Tsipras.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La proposta della Germania di fare garantire alla UE il debito della Grecia verso l'FMI potrebbe porre fine alle discussioni sull'

Il taglio del debito della Grecia è necessario per renderlo sostenibile, condizione necessaria perché l’FMI partecipi al nuovo piano di salvataggio da 85 miliardi in 3 anni? Ecco che dalla Germania arriva una proposta da parte della cancelliera Angela Merkel, che se accettata, chiuderebbe da un lato la porta a una ristrutturazione in stile “haircut”, dall’altro consentirebbe ugualmente all’istituto di Washington di erogare i nuovi aiuti ad Atene. Secondo un’ipotesi degli ambienti di governo e da poco pubblicata sul quotidiano tedesco Die Zeit, la cancelliera si accingerebbe a chiedere alla UE di garantire all’FMI per il rimborso integrale dei crediti vantati nei confronti della Grecia. In questo modo, che il debito pubblico ellenico sia considerato o meno sostenibile, l’FMI non avrebbe più motivo di temere per i pagamenti, perché questi sarebbero coperti da Bruxelles. In questo modo, l’istituto potrà sciogliere la riserva sulla sua partecipazione al terzo bailout in 5 anni.   APPROFONDISCI – L’FMI non potrà più aiutare la Grecia, ma allora perché partecipa al negoziato?  

La Germania farebbe scacco matto

Dal canto suo, Frau Merkel otterrebbe un successo politico interno invidiabile, mettendo a tacere le opposizioni piuttosto numerose dentro al suo partito, la coalizione CDU-CSU, mostrandosi determinata a non acconsentire alcun condono del debito e a imporre alla Grecia 35 riforme, in cambio dei nuovi aiuti. Ma per il governo Tsipras sarebbe un’ecatombe sul piano politico. Il premier ha giustificato l’accettazione di dure dosi ulteriori di austerità davanti al suo partito con la prospettiva reale di una ristrutturazione del debito a novembre, successivamente alla prima revisione da parte della Troika delle misure attuate da Atene. Vero è che per ristrutturazione non s’intende di per sé solo un taglio del debito, ma più in generale una rinegoziazione dei termini, ovvero un allungamento delle scadenze e/o un abbassamento degli interessi. A rigore, ciò resterebbe possibile, anche se la UE dovesse accettare la proposta tedesca di garantire i debiti verso l’FMI, mettendo così la parola fine al dibattito sul taglio. Tuttavia, è evidente che Alexis Tsipras mirasse proprio al condono parziale, che lo stesso FMI aveva stimato nella misura del 30% del pil, ossia intorno ai 50 miliardi di euro.   APPROFONDISCI – La Grecia è in depressione, serve un condono del debito da 95 miliardi per NIESR  

Mancato haircut sarebbe sconfitta bruciante per Tsipras

Berlino avrebbe così vinto senza dubbio su tutta la linea, costringendo alla Grecia di accettare condizioni stringenti per restare nell’euro e senza concederle alcunché sul piano del debito. Certo, la proposta offrirebbe un potenziale azzardo morale ad Atene, la quale potrebbe approfittare della garanzia europea per non rimborsare più le rate dovute all’FMI e strappare così indirettamente un condono con un atto di forza unilaterale. Ma si tratterebbe di una strategia perdente e poco fattibile, perché la reazione dei creditori europei sarebbe l’immediata chiusura dei rubinetti del credito e dei finanziamenti alle sue banche, facendo sprofondare Atene in uno scenario simile a quello di luglio, quando la sua economia è stata paralizzata dal mix di scarsa liquidità, controllo sui capitali e stop ai prestiti BCE alle banche elleniche. La domanda, a questo punto, sarebbe questa: sarebbe in grado Syriza di reggere gli umori degli elettori a settembre o al più tardi a ottobre (diamo per scontate le elezioni anticipate), avendo subito una sconfitta pressoché totale e venendo meno proprio il mantra del taglio del debito, quale compenso per i sacrifici imposti all’economia ellenica? E come accoglierà la Commissione europea la proposta tedesca, che ha tutto il sapore di negare a Tsipras un appiglio politico dinnanzi ai detrattori interni, alla vigilia del voto in Parlamento dell’accordo tecnico siglato ieri con i creditori?   APPROFONDISCI – In Grecia è scontro dentro Syriza e il governo Tsipras minaccia le dimissioni    

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Argomenti: Economie Europa, haircut, Ristrutturazione debito Grecia