La frittata del PD sull’allarme razzismo contro Salvini, un uovo travolge il Nazareno

L'allarme razzismo con il caso Osakue non c'entra un bel niente. Anzi, la vicenda cavalcata contro il governo e, in particolare, il ministro Salvini ha coperto di ridicolo il PD.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
L'allarme razzismo con il caso Osakue non c'entra un bel niente. Anzi, la vicenda cavalcata contro il governo e, in particolare, il ministro Salvini ha coperto di ridicolo il PD.

Se non fosse vero, diremmo che si tratti della sceneggiatura di una commedia all’italiana. Ieri sera, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, annuncia su Instagram che sono stati individuati coloro che nei giorni scorsi a Moncalieri (Torino) avevano lanciato uova contro diversi passanti, colpendo anche l’atleta Daisy Osakue, ferita alla cornea di un occhio, scatenando polemiche politiche sul presunto atto di razzismo. Invece, si scopre che il movente razziale non c’entra nulla con gli eventi, come si evinceva già dal fatto che prima della ragazza di origini nigeriane, anche un pensionato e altre donne tutti bianchi erano stati oggetto dell’atto imbecille. A meno che non fossero daltonici, gli autori del gesto avevano già dimostrato di comportarsi da mentecatti, indistintamente dal colore della pelle dei malcapitati. Ma c’è un dato quasi comico che rende la storia più piccante: i tre ragazzi fermati, che hanno spiegato alle forze dell’ordine di avere agito solo “per goliardia”, avevano utilizzato l’auto del padre di uno di loro, che risulta essere consigliere comunale del PD.

Se il PD soffia sul razzismo per abbattere Salvini e 5 Stelle

Ed ecco che l’evento utilizzato sul piano mediatico proprio dal PD per fare campagna contro Salvini e gridare l’allarme razzismo si trasforma in un boomerang, sempre mediatico, che seppellisce il Nazareno con una risata. I presunti “razzisti” non solo non sono tali, ma sono ragazzi che non hanno niente a che spartire con gli ambienti dell’estrema destra, anzi sono cresciuti in casa della sinistra. Cosa c’entra il PD con l’accaduto? Meno di niente. A tutti può capitare di avere un figlio imbecille. Il punto è un altro: Maurizio Martina e la sterminata platea di intellettuali, giornalisti e analisti di centro-sinistra sono usciti ridicolizzati dal caso, che avevano cercato di sfruttare per accusare il governo giallo-verde di ispirare un clima razzista.

L’episodio della sfortunata Osakue, che già risultava poco convincente per il contorno, sembra la sintesi perfetta della spirale retorica in cui è caduto il PD. Si prende un accadimento in sé ancora dubbio e lo si assurge a simbolo di qualcosa più grande; gli si costruisce sopra un’analisi socio-politica da quattro soldi per colpire l’avversario e s’invoca l’unità delle forze politiche, sociali e delle istituzioni contro quest’ultimo. Invece, la giovane atleta mal si è prestata a questa narrativa, che la stessa maggioranza ha avuto buon gioco di sfruttare a proprio vantaggio. Il padre risulta essere stato arrestato nel 2002 con l’accusa di sfruttamento della prostituzione e oggi fa il mediatore culturale in un centro di accoglienza di Asti, mentre diversi quotidiani riportano che la stessa atleta è iscritta al PD, un fatto quest’ultimo che chiaramente non potrebbe mai inficiare il giudizio di valore che assegniamo alla vicenda.

L’irrilevanza del PD nel dibattito politico

Se l’allarme razzismo è il cavallo di battaglia su cui il PD punta per risollevarsi dalle batoste elettorali nei prossimi mesi, sembra che abbia sbagliato spartito. Gli italiani, di ogni fede politica, non accettano di essere additati quali cattivi, ignoranti e privi di umanità senza alcun fondamento e al solo scopo di portare acqua al mulino di questo o quel partito. Non è descrivendo la realtà per quello che non è che il Nazareno possa sperare di riconquistare il consenso a sinistra. Il rischio per il segretario reggente Martina consiste nell’irrilevanza politica a cui il suo partito pare destinato, in assenza di un’analisi realmente auto-critica sulle ragioni per cui in pochissimi anni sia passato dal record del 40,8% al 19%, con tendenza ancora calante e persino nelle roccheforti “rosse”. Se non offrirà una visione chiara e non remissiva sul rapporto con l’Europa e se non si dimostrerà capace di elaborare una visione critica del suo stesso operato in economia, tra PD e Forza Italia sarà una bella gara a chi prenderà di meno al prossimo giro.

Il suicidio di Berlusconi, l’abbraccio mortale tra Forza Italia e PD

Il pericolo fascista è stato ridicolmente cavalcato in campagna elettorale con gli esiti disastrosi che sappiamo per tutto il centro-sinistra. La retorica pro-migranti sta completando l’alienazione dall’elettorato italiano, come segnala anche il flop di alcune manifestazioni anti-razziste già tenute in città come Viterbo. Intendiamoci, se una causa è buona, lo è indipendentemente dai numeri che riesce a smuovere. Tuttavia, se in Italia ci trovassimo davvero dinnanzi al rischio di un’ondata razzista, a mobilitarsi sarebbero coscienze ben più numerose del ristretto gruppuncolo di intellettuali da salotto che non hanno forse mai in vita loro dovuto condividere le difficoltà a cui sono esposte quotidianamente le periferie delle nostre città, tra criminalità, immigrazione incontrollata, disagio sociale e disservizi. E non basta riunirsi una tantum a Scampia o in qualche altro quartiere a rischio per rilanciare il PD tra la gente. Casi montati ad arte come quelli di Osakue dimostrano che i dirigenti del Nazareno vivono in una dimensione tutta propria, dalla quale è difficile sottrarsi, in assenza di contenuti con cui ritagliarsi un profilo popolare.

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Argomenti: Politica, Politica italiana

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