La frase da dimenticare di Moscovici, che favorisce la protesta violenta

Perché l'atteggiamento della Commissione europea verso l'Italia potrebbe provocare violenze in giro per il Vecchio Continente.

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Perché l'atteggiamento della Commissione europea verso l'Italia potrebbe provocare violenze in giro per il Vecchio Continente.

Il presidente Emmanuel Macron potrà sforare il tetto del deficit del 3% rispetto al pil per rispondere all'”emergenza sociale” in corso in Francia. E’ la frase pronunciata dal commissario (francese) agli Affari monetari, Pierre Moscovici, che conferma la posizione di Bruxelles in merito all’annunciata violazione dei vincoli di bilancio da parte di Parigi. In un discorso televisivo di oltre una settimana fa, il capo dello stato ha promesso il varo di misure sociali per placare le proteste dei “gilet gialli”, in molte occasioni degenerate nella violenza, tanto che il bilancio ufficiale delle vittime risulta ad oggi di nove persone. Trattasi di cittadini travolti in incidenti mortali, a causa dei blocchi stradali eretti per impedire il passaggio delle merci e che tanti danni all’economia francese sta provocando sotto Natale. Non ci sarebbe nulla di male nell’affermare che le regole fiscali possano essere infrante in ragione di un bene superiore, ossia la pace sociale.

Tuttavia, la frase di Moscovici si rivela allarmante per due motivi. Il primo, perché sottintende che le ricette propinate dalla stessa Commissione sarebbero contrarie proprio al mantenimento dell’ordine pubblico, in quanto provocherebbero proteste violente. Secondariamente, perché nello stesso frangente in cui Bruxelles dava il suo placet (nemmeno richiesto) a Parigi sullo sforamento del deficit, all’Italia venivano fatte le pulci sui decimali, nonostante nel nostro caso non si trattasse nemmeno di infrangere il tetto massimo consentito. Eppure, sull’ondata del forte malessere sociale alimentato da anni di crisi profonda della nostra economia, oggi l’Italia ha un governo euro-scettico, che ironicamente qualcuno ha definito “dei gilet gialli”.

In altre parole, la battuta di Moscovici tradisce una cultura poco avvezza alla democrazia, visto che il confronto avviene in maniera puntigliosa con un governo percepito come ostile, in quanto non europeista, mentre sulla base delle violenze in Francia, si sono chiusi entrambi gli occhi sulle misure fiscali in deficit di Parigi.

E’ molto pericoloso un simile atteggiamento, perché segnala ai cittadini europei che per ottenere risultati non basta forse nemmeno votare per partiti euro-scettici, bensì bisognerebbe scatenare la violenza. E così, se con il braccio di ferro con Roma, Bruxelles ha voluto da un lato quasi avvertire gli elettori sull’inutilità e, anzi, sui rischi di affidarsi alle formazioni “sovraniste”, dall’altro ha lasciato intendere di piegarsi senza nemmeno combattere nel caso di disordini. Speriamo che nessuno abbia colto il senso grave di tale atteggiamento, altrimenti ben presto i cittadini europei potrebbero mettersi in testa di ottenere qualche risultato non già puntando sul voto, essenza della democrazia, bensì mettendo a ferro e fuoco una nazione. E forse così i commissari non guarderebbero più alle virgole sul deficit.

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