La Francia rischia un’austerità alla Piigs? Deficit fuori controllo per Parigi

La Francia fa i conti con la crisi: niente obiettivo deficit al 3% nel 2013 e intanto il governatore della BdF parla di misure necessarie per 40 mld di euro. La popolarità di Hollande ai minimi termini

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Francia fa i conti con la crisi: niente obiettivo deficit al 3% nel 2013 e intanto il governatore della BdF parla di misure necessarie per 40 mld di euro. La popolarità di Hollande ai minimi termini

Gli ultimi dati sullo stato di salute della Francia confermano la portata della crisi economica che sta colpendo il paese. Parigi ha registrato nel 2012 un deficit pubblico del 4,8%, superiore al 4,5% fissato dal governo, seppur in miglioramento dal 5,3% del 2011. Male il debito, salito a fine 2012 oltre la soglia del 90%, al 90,2%. Questi i dati riportati da Bloomberg. Un incremento rapido dell’indebitamento pubblico, che si scontra con una crisi dell’economia sotto gli occhi di tutti. Il pil quest’anno dovrebbe essere piatto, con una crescita prevista tra lo zero e lo 0,1%, mentre per il 2014 il governatore della Banque de France, Christian Noyer, prevede un +1,2%, che secondo le stime degli analisti sarebbe un dato eccessivamente ottimistico.  

Economia Francia: cresce la distanza tra Parigi e Berlino

I dati sulla produzione manifatturiera e dei servizi dimostrano inequivocabilmente che Parigi arretra, mentre la Germania, seppure su un sentiero non sempre lineare, avanza. Certo, non è ancora recessione e né la condizione finanziaria francese può essere per il momento assimilabile a quella dei Piigs, se si pensa che lo stato paga sugli Oat a dieci anni un rendimento di appena l’1,8%, ai minimi storici, di soli 56 punti base superiore a quello dei Bund tedeschi. Un elemento di fiducia, per qualcuno, che sarebbe conseguenza più della mancanza di alternative che della solidità di Parigi.  

Rapporto deficit Pil Francia: obiettivi decisamente lontani Francia austerita

Ma economisti e manager sono tutti concordi nel ritenere che su questa strada la Francia non può più proseguire. Il presidente François Hollande continua a sostenere che centrerà l’obiettivo del deficit al 3% nel 2013, ma Bruxelles pronostica un +3,7%. Pragmaticamente, quindi, non si scenderà sotto il 3% fino a tutto il 2014 e sempre che il governo tagli le spese. Secondo Noyer, in un’intervista rilasciata a Radio Europe 1, servirebbero 40 miliardi per non sforare, cioè lo stato dovrebbe spendere esattamente quanto nel 2012, paventando l’ipotesi di congelare stipendi pubblici e pensioni.  

Spesa pubblica Francia: la più alta d’Europa

E’ un dato di fatto che la Francia sia l’unico stato della UE, in cui il settore pubblico è cresciuto più velocemente del privato dal 1987 in poi. Un esercito di 5 milioni di dipendenti pubblici e una spesa pubblica al 56% (la più alta d’Europa) non sembrano più sostenibili, specie da quando la presidenza Hollande sembra non gradire ricette di rilancio della produttività, di alleggerimento del carico fiscale e di riforma del mercato del lavoro, considerate indispensabili per impedire il declino di Parigi. Al contrario, bocciata dalla Corte Costituzionale l’aliquota del 75% sopra il milione di euro di reddito, Hollande punta tutto sulla lotta all’evasione fiscale, dichiarando guerra ai paradisi (si veda il caso Google) e ritiene che la soluzione della crisi passi per lo più dalla svalutazione dell’euro, le cui quotazioni sarebbero eccessive anche per l’export transalpino. Ma nessuna riforma strutturale è stata approntata dalla nuova presidenza socialista, che tra i suoi primi atti ha visto l’introduzione della Tobin Tax per la Borsa di Parigi (facendone crollare il numero delle transazioni) e la cancellazione dell’aumento di due anni dell’età pensionabile dell’era Sarkozy, anche se limitatamente ai lavoratori cosiddetti “precoci”.  

Disoccupazione in Francia in costante ascesa, popolarità di Hollande ai minimi

E, tuttavia, la disoccupazione sale, il pil scema verso la recessione e i conti sono sempre più in rosso. Ne fa le spese il tasso di popolarità di Hollande, precipitato a livelli infimi, tanto da resuscitare la figura politica di un Nicolas Sarkozy, dato un anno fa per morto. Proprio per distrarre i francesi dalla crisi e per dare un contentino alla parte più ideologica dell’elettorato della gauche, che solo undici mesi fa gli spalancava le porte dell’Eliseo, Hollande procede come un rullo compressore sul tema dei matrimoni gay e dell’adozione dei bambini da parte delle coppie omosessuali, la cui legge è stata già approvata dall’Assemblea Nazionale ed è in corso di approvazione definitiva al Senato, dove i socialisti hanno la maggioranza.  

Francia Germania: una cordialità formale

I rapporti con la Germania sono formali, tesi, freddi. Per Berlino, Parigi sta facendo squadra con i Piigs, ponendo fine al connubio tra il cancelliere Angela Merkel e l’ex presidente Sarkozy. Ma i tedeschi non calcano la mano con i colleghi di Francia, nella consapevolezza che se cade anche quest’ultima, l’Eurozona è finita e la stessa sopravvivenza dell’Unione Europea sarebbe a rischio.

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Argomenti: Economie Europa