La crisi della Francia abbatte Hollande, che promette: forse non mi ricandido

Il presidente francese François Hollande promette di non ricandidarsi nel 2017, se la disoccupazione non scenderà entro la fine del suo mandato. La crisi economica nel paese è forte e 3,4 milioni di francesi sono alla ricerca di un lavoro.

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Anche nel mese di settembre, la produzione industriale francese mostra una variazione congiunturale nulla, com’era accaduto in agosto, pur sempre meglio delle attese, che erano per un calo dello 0,2-0,3%, a conferma del clima che si respira ormai da tempo a Parigi. Cresce la produzione manifatturiera dello 0,6%, ma i dati sul Pmi di ottobre hanno indicato una contrazione, per cui ci sarebbe ben poco da gioire.   APPROFONDISCI – L’Eurozona sempre più divisa: migliorano Germania e Spagna, è crisi nera in Francia   La disoccupazione è al 10,2%, pari a 3,4 milioni di persone alla ricerca di un lavoro. Da quando François Hollande è in carica, è salita per 27 mesi su 30, complessivamente di 508.600 unità. Di più: questo è il terzo anno di stagnazione dell’economia francese e i conti pubblici peggiorano, anziché migliorare, con un deficit al 4,4%, un debito pubblico che potrebbe toccare il 100% del pil entro i prossimi 2 anni e un governo senza una linea apparentemente coerente. Ieri, un’intervista al TF1 è stata l’occasione per fare il punto con Hollande sui suoi primi 2 anni e mezzo di presidenza. E’ a metà mandato esatto, ma la sua popolarità è del 13%, il dato più basso mai rilevato per un presidente in carica, che si confronta con il 38% di cui godeva il predecessore Nicolas Sarkozy, dopo due anni e mezzo al potere. APPROFONDISCI – La Francia è sotto pressione. Hollande e Valls sbattono contro le agenzie di rating e la UE  

La fine di Hollande

Hollande ha promesso che non ci saranno nuove tasse, oltre quelle già annunciate e ha dichiarato che se la disoccupazione non dovesse scendere da qui ai prossimi 2 anni e mezzo, che lo separano dalla fine del mandato, non si ricandiderà alle elezioni presidenziali del 2017 per un secondo incarico.

Il presidente ha detto che il suo obiettivo sin dall’inizio è stato di lottare contro la disoccupazione, per cui, se fallisse, non si presenterà nuovamente agli elettori. Un discorso drammatico, che rimarca tutte le debolezze politiche dell’attuale governo e dell’Eliseo. In meno di 28 mesi, Hollande ha cambiato tre governi e viene accusato a destra di essere lassista, a sinistra di avere abbracciato senza se e senza ma la politica dell’austerità della Germania.
Ma a stravolgere l’assetto politico della Francia è l’avanzata del Fronte Nazionale di Marine Le Pen, anti-UE e anti-euro, che dopo avere vinto le elezioni europee con il 25% dei voti e avere riportato successi anche alle municipali della tarda primavera, adesso guida i sondaggi anche per il futuro rinnovo dell’Assemblea Nazionale e per la sfida delle presidenziali. Nelle scorse settimane, l’ex ministro del Lavoro socialista e oggi sindaco di Lille, Martine Aubry, ha apertamente criticato la posizione di Hollande e del premier Manuel Valls sull’economia, di fatto candidandosi a sfidare i due in un probabile confronto dentro al Partito socialista, che si terrà prima delle prossime elezioni presidenziali.   APPROFONDISCI – Francia, Aubry sfida Hollande e Valls: serve una nuova politica economica Francia, il premier Valls alla Germania: basta austerità, attenti a come parlate al Sud Europa      

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