La Francia di Hollande chiede ancora più flessibilità sui conti e la svalutazione dell’euro

La ripresa dell'economia in Francia si è arrestata. Il governo chiede alla BCE di svalutare l'euro e all'Europa di avere più flessibilità sui conti pubblici. Si rischiano solo maggiori tensioni con la Germania.

di , pubblicato il
La ripresa dell'economia in Francia si è arrestata. Il governo chiede alla BCE di svalutare l'euro e all'Europa di avere più flessibilità sui conti pubblici. Si rischiano solo maggiori tensioni con la Germania.

I dati negativi sul pil non erano attesi in Francia in questa misura: rispetto al primo trimestre dell’anno, la ricchezza prodotta è rimasta ferma. Parigi sembra essere entrata in una fase stagnante dell’economia, anche se ancora se la passa meglio di economie come l’Italia. Tuttavia, le stime di crescita per quest’anno sono state appena tagliate dal governo dal +1% precedentemente previsto al +0,5%.

Insieme a un’inflazione vicina allo zero, il ministro dell’Economia, Michel Sapin, ha già messo le mani avanti, avvertendo che l’obiettivo di un deficit al 3,8% del pil non potrà essere raggiunto quest’anno, perché il disavanzo dovrebbe attestarsi anche sopra il 4%.   APPROFONDISCI – Pil in calo in Germania e fermo in Francia, la stagnazione europea è realtà   Al contempo, Parigi ha lanciato un appello alla BCE, affinché eviti che l’Eurozona cada nella “depressione economica”. I francesi chiedono essenzialmente due cose: che l’istituto aumenti la liquidità e che svaluti l’euro, in modo da rilanciare le esportazioni.

La crisi di Hollande

In verità, il governatore Mario Draghi ha chiarito nei mesi scorsi, proprio su sollecitazione di François Hollande, che la BCE non può manovrare per statuto il tasso di cambio. Formalmente, sarebbe una decisione politica, che dovrebbe essere avallata dai governi dell’Eurozona. Insomma, la richiesta non potrà mai essere anche solo presa in considerazione. Quanto alle misure di allentamento monetario, nel Bollettino di agosto, Francoforte ha comunicato che i lavori preparatori per gli acquisti dei titoli Abs (quelli che cartolarizzano il credito bancario alle imprese) sono stati intensificati. Insieme all’asta Tltro, che dovrebbe tenersi dal prossimo mese di settembre, si tratta della misura con la quale l’istituto pomperà sui mercati diverse centinaia di miliardi di euro, al fine di stimolare il credito e l’inflazione. Ma Parigi chiede anche più flessibilità sui conti pubblici, dopo averne beneficiato più di qualsiasi altro membro dell’Eurozona. La Germania è fortemente irritata con i francesi, perché è consapevole che ulteriori concessioni alla Francia farebbe scalpitare il resto dell’Eurozona, specie i paesi come l’Italia, alle prese con una crisi del debito sovrano abbastanza complessa. Insomma, Hollande è stretto tra l’impossibilità di ottenere maggiori concessioni dall’Europa e la protesta interna. Il suo Partito Socialista è ormai terzo nei consensi, mentre il primo è da tempo il Fronte Nazionale di Marine Le Pen, anti-euro e anti-UE.   APPROFONDISCI – Ancora segnali di crisi dalla Francia, il malato d’Europa e bomba atomica per l’euro  

I giochi per la Commissione UE

Il governo francese si gioca, tuttavia, un’ultima carta: far nominare l’ex ministro dell’Economia, Pièrre Moscovici, commissario agli Affari monetari, nel tentativo di avere a Bruxelles una figura meno filo-austerity e persino nazionale.

Ma proprio le richieste impossibili della Francia potrebbero far saltare la nomina, perché i tedeschi non accetteranno di vedersi scavalcati dentro la Commissione da personalità in contrasto con i loro orientamenti di politica economica. E il principale alleato di Parigi è per ora Roma, il cui governo non gode di maggiore credibilità agli occhi di Bruxelles e di Berlino. Il fronte anti-austerità non potrebbe nemmeno decollare, d’altronde, perché la Francia emette i suoi bond a rendimenti pressoché simili a quelli tedeschi, pur avendo fondamentali economici ben peggiori. Irritare i mercati per cercare di ottenere l’improbabile non sarebbe saggio. Lo sa anche François Hollande, che dovrà limitarsi a qualche boutade sull’euro e a qualche rivendicazione sul deficit, ma nulla di più.  

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , ,