La fortuna di Salvini e la crisi della Merkel passano per l’Austria

Matteo Salvini fortunato sul piano della congiuntura politica internazionale. E l'Italia avrà le sue carte da giocare con il semestre austriaco, trovando alleanze ad est e persino a Berlino.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Matteo Salvini fortunato sul piano della congiuntura politica internazionale. E l'Italia avrà le sue carte da giocare con il semestre austriaco, trovando alleanze ad est e persino a Berlino.

La Lega di Matteo Salvini sarebbe primo partito in Italia, superando il Movimento 5 Stelle nei consensi. Questo, secondo un sondaggio realizzato nei giorni scorsi da Swg per il TG La 7. Impensabile fino a poche settimane fa, ma sarebbe divenuto realtà. Del resto, le elezioni regionali in Molise e Friuli-Venezia-Giulia avevano registrato un tonfo dei pentastellati, rispetto ai risultati del 4 marzo, mentre il Carroccio sembra avere il vento in poppa, complici il tracollo di Forza Italia e l’abilità con cui il suo leader sta impegnando le prime settimane al governo da ministro dell’Interno e vice-premier, comportandosi come se di fatto fosse il presidente del consiglio. Un pizzico di fortuna in politica, così come nella vita, non guasta mai. E sembra che Salvini ne stia avendo per effetto di una congiuntura internazionale a lui favorevole. Il collega tedesco Horst Seehofer ha posto un ultimatum di due settimane alla cancelliera Angela Merkel: se entro fine mese, la UE non si sarà mostrata capace di dare risposte sull’immigrazione, chiuderà le frontiere della Germania. Sarebbe la fine politica di Frau Merkel.

Cosa accade all’Italia se cade il governo della cancelliera Merkel?

E mentre il presidente francese Emmanuel Macron sbraita contro l’Italia sul tema migranti, il sostegno a Salvini arriva da est e dal centro dell’Europa. Non solo il Gruppo di Visegrad, capitanato dal premier ungherese Viktor Orban, bensì pure l’Austria del cancelliere Sebastian Kurz, che a soli 31 anni sta creando scompiglio a Bruxelles con la sua politica incentrata sulla sicurezza. Gli astri, dicevamo, sembrano allineati in favore del leader leghista, se è vero che dall’1 luglio prossimo sarà proprio Vienna a presiedere il semestre europeo. E sapete su cosa incentrerà la sua presidenza? Su “Un’Europa che ti protegge”. Sembra lo slogan uscito da un post social di Salvini.

Perfetto, ma lo è ancora di più, se pensiamo a quello che ieri ha twittato niente di meno che il presidente americano Donald Trump contro l’Europa e, in particolare, la Germania della Merkel sulla gestione fallimentare dei flussi migratori: “Non vogliamo che succeda a noi quanto sta succedendo in Europa con l’immigrazione. I tedeschi si stanno rivoltando in Germania contro la loro leadership, mentre l’immigrazione sta colpendo gli equilibri già fragili della coalizione a Berlino. La criminalità in Germania cresce. Grosse errore per l’Europa avere fatto entrare milioni di persone che con forza e violenza hanno cambiato la loro cultura”. E mentre Trump attacca ormai quasi costantemente la Germania, il suo ex responsabile alla Sicurezza nazionale, Steve Bannon, si trova in sosta permanente a Roma, dove esprime sostegno ampio al governo Conte, così come a Ungheria, Polonia, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia e i “sovranisti” della stessa Berlino.

Leadership della Merkel molto debole

Tutto questo, quando il 28-29 giugno si terrà il Consiglio europeo, che da mesi viene atteso ormai come un appuntamento messianico per cercare di rinvigorire le istituzioni comunitarie e l’Eurozona, riformandole. Tuttavia, l’emergenza migranti rilanciata dall’Italia relegherà in secondo piano questi temi, ponendo in risalto proprio il mancato coordinamento sulla sicurezza e la paralisi di Bruxelles, incapace persino di prendere una posizione ufficiale sulle diatribe in corso tra i vari stati. Di per sé, questo sarebbe un successo per Roma, se riuscisse cioè a porre al centro dell’attenzione l’assenza di una politica europea laddove servirebbe, rinviando la discussione spinosa sulle riforme, che ci vedrebbe da un lato schierati contro l’impostazione “egoistica” dei tedeschi, dall’altro pure contro quella solidaristica di Macron, che nasconde le insidie della necessaria maggiore integrazione politica tra gli stati membri dell’Eurozona.

Migranti e riforme europee: se la Germania fa asse con Salvini contro Macron

In questo stato confusionale da manicomio, il potere negoziale dei commissari si riduce, perché sarà difficile che contrappongano all’Italia con veemenza misure di drastica riduzione del deficit da qui a breve, quando percepiscono di rischiare seriamente di perdere uno dei fondatori della UE. La stessa debolezza della leadership merkeliana non depone in favore di una posizione aggressiva di Bruxelles verso Roma sui temi fiscali. Il vero limite a cui Salvini e il premier Giuseppe Conte, così come il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, incontreranno nell’attuazione del loro programma sarà rappresentato dai mercati finanziari, che con lo spread a sopra i 200 punti ci segnalano di avere scarsa fiducia sulle nostre azioni future. E l’economia italiana ha iniziato già a rallentare il passo, pur essendo stata la più debole d’Europa nei trimestri passati. Non è un caso che ancora oggi, il governatore della BCE, Mario Draghi, abbia voluto ribadire la linea “prudente” e accomodante sui tassi, che saranno alzati in maniera “prevedibile”. In assenza della politica, Francoforte ha capito che spetterà ancora una volta ad essa tenere insieme questa baracca di matti.

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Argomenti: Crisi Euro, Germania, Politica, Politica italiana

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