La Finlandia apre allo scudo anti spread in cambio del Colosseo?

Scudo anti spread in cambio del Colosseo, così il web lancia la notizia dell'incontro tra Monti e i Finlandesi ma l'Anfiteatro Flavio nella fonte originaria non è mai nominato

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Scudo anti spread in cambio del Colosseo, così il web lancia la notizia dell'incontro tra Monti e i Finlandesi ma l'Anfiteatro Flavio nella fonte originaria non è mai nominato

Mentre molti di noi erano in vacanza per le ferie estive in Italia giungeva una delegazione di finlandesi diretta ai monumenti storici della Capitale, ma non per fini puramente turistici.  

Finlandia Colosseo: cosa c’è di vero?

La proposta del governo finlandese è quella del via libera all’attivazione di una sorta di scudo anti spread a patto però che questi ultimi siano garantiti da beni pubblici di valore, come gli immobili storici e i monumenti simbolo della cultura italiana. E il nostro di governo sta valutando questa proposta, anche se molti italiani sono, come spesso accade, tenuti all’oscuro di tutto. La notizia è stata divulgata dalla tv pubblica di Helsinki, Yle, e ripresa dal sito web italo-finlandese LaRondine.fi e da alcune agenzie di stampa internazionali. Purtroppo il limite tra realtà e scoop non è sempre chiaro: il governo finlandese non ha fatto espresso riferimento all’Anfiteatro Flavio ma in generale ad immobili, entrate fiscali e partecipazioni a garanzia dei titoli di Stato. E’ chiaro che, ipoteticamente, tra questi potrebbe finire anche uno dei simboli della storia di Roma Antica e citarlo aiuta senza dubbio a risvegliare l’interesse dei cittadini italiani, spesso purtroppo dormienti rispetto al destino economico e non solo del nostro Paese. E così ecco spuntare in rete commenti di protesta intrisi di nazionalismo, di orgoglio per uno dei simboli di Roma che però nel frattempo resta abbandonato in maniera incurante agli effetti dell’usura, del tempo e dello smog. Insomma noi possiamo maltrattarlo come vogliamo il Colosseo ma resta nostro e guai a chi lo tocca! Ma qual è la verità su questa proposta di obbligazioni garantite?  

Il bond Colosseo non esiste ma c’è invece un’Italia in svendita

Kare Halonen,  Segretario di Stato agli Affari europei, e Martti Hatemaeki, sottosegretario alle Finanze hanno illustrato a Roma nei giorni scorsi la proposta dei covered bond, titoli ad alta garanzia e a basso rischio, all’esecutivo italiano. Non si tratta di un’idea del tutto nuova: i primi accenni a questo progetto erano stato discussi in via ufficiosa in occasione della visita ufficiale del presidente del Consiglio a Helsinki, ad inizio agosto. Anzi il premier finlandese già a giugno aveva presentato al  Consiglio europeo quella che allora era stata dai più considerata un’idea assurda. La strategia di base è quella di acquistare crediti sul mercato garantiti da asset pubblici. L’effetto primario per lo Stato cedente è quello di un freno dei tassi di interesse con conseguente riduzione dello spread. Non è un caso che la proposta arrivi dal Governo finlandese che, insieme a quello olandese, è stato il più reticente all’ipotesi di acquisto di titoli pubblici dei Paesi in crisi ad opera della Bce.  

Dalla Grecia, alla Spagna fino all’Italia: la Finlandia invidia in Mediterraneo

I primi a ricevere questa proposta sono stati i Greci: in questo Paese infatti la crisi è una realtà urgente e palpabile e ha già portato a conseguenze di tipo sociale. E senza dubbio la Grecia vanta un patrimonio storico e artistico non inferiore al nostro. Lo scorso anno i finlandesi chiesero che il Partenone fosse posto a garanzia della loro quota del prestito Ue ad Atene. L’accordo però si limitò ad altri pegni di valore, quantomeno simbolico, minore. Lo stesso metodo di copertura solo previa garanzia è stato proposto alla Spagna. Facile attribuire la ratio di questa strategia all’invidia dei nordici per lo sconfinato patrimonio storico-culturale del Mediterraneo. Eppure questo sistema, nei primi anni ’90, fu applicato dai finlandesi anche in senso contrario: per combattere la svalutazione del “markka” non esitarono a garantire i titoli di Stato con affitti delle case popolari. Dunque è giusto prendere in considerazione questa ipotesi? Quel che è certo è che sarebbe giusto rendere partecipi i cittadini quantomeno di questa eventualità.

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Argomenti: Economia Italia