La Fed taglia ancora i tassi, ma la comunicazione di Powell non funziona

La Federal Reserve taglia il costo del denaro negli USA di un altro 0,25%, ma la reazione del mercato non è quella desiderata dalla Casa Bianca, che inveisce contro il governatore Jerome Powell, accusandolo di essere "senza coraggio" e "un pessimo comunicatore".

di , pubblicato il
La Federal Reserve taglia il costo del denaro negli USA di un altro 0,25%, ma la reazione del mercato non è quella desiderata dalla Casa Bianca, che inveisce contro il governatore Jerome Powell, accusandolo di essere

Jerome Powell ha annunciato ieri, senza alcuna sorpresa, un secondo taglio dei tassi da 25 punti base (0,25%) al nuovo range 1,75-2%. Il board ha votato 7 a 3, segno che l’allentamento monetario in corso negli USA continui a non convincere del tutto i componenti della prima banca centrale nel mondo.

Immediata la reazione del presidente Donald Trump, che ha ribadito le sue critiche all’operato del governatore, definendolo “senza coraggio”, “pessimo comunicatore” e “senza visione”. Nel corso della conferenza stampa, Powell ha rivisto leggermente al rialzo la crescita dell’economia americana per quest’anno, portandola al 2,2% dal 2,1% di giugno, mentre per l’anno prossimo le previsioni restano al 2%. E l’inflazione per il 2019 dovrebbe attestarsi all’1,5%, con il dato “core” all’1,8%.

Ciononostante, il governatore spiega che sulla crescita negli USA pesa il rallentamento globale, sul quale incidono anche le tensioni sui dazi. Ma il mercato del lavoro resterà forte, aggiunge. Ad ogni modo, una frase riassume l’importanza del suo discorso di ieri: “E’ certamente possibile che avremo bisogno di riattivare la crescita organica del bilancio (della Fed) prima di quanto pensassimo”. Che abbia aperto a un quarto round di “quantitative easing”?

Gli analisti restano divisi sul significato effettivo di queste parole, le quali avrebbero dovuto essere colte come un messaggio abbastanza “dovish” e, invece, hanno finito per rafforzare il dollaro contro le altre valute e a fare salire repentinamente i rendimenti a 2 anni, a fronte di un decennale quasi stabile. Non si direbbe, insomma, che l’esito del board di ieri abbia sortito un mutamento in senso più accomodante delle previsioni di analisti e investitori.

Il super dollaro non si sgonfia e Trump chiede ora un maxi-taglio dei tassi Fed

Powell non convince del tutto i mercati

E forse Trump ha ragione a criticare la comunicazione dell’istituto, anche se probabilmente essa risente proprio delle divisioni in seno al board tra quanti riterrebbero che l’economia americana non sia in condizioni tali da necessitare un accomodamento monetario e quanti, al contrario, vorrebbero che la Fed facesse ancora di più per sventare sul nascere il rischio di recessione.

Se Powell si sta muovendo da qualche mese sarebbe solo per le forti pressioni pubbliche subite dalla Casa Bianca, in assenza delle quali non avrebbe verosimilmente varato alcun taglio dei tassi e, anzi, avrebbe continuato ad alzarli, come segnalava ancora un anno fa di questi tempi. E il mercato capta questa assenza di convinzione.

Sta di fatto che il dollaro rimane forte e che i rendimenti americani, per quanto in tracollo negli ultimi mesi, abbiano smesso di arretrare e in una sola settimana (quella scorsa) sulla scadenza a 10 anni siano esplosi dello 0,35% all’1,90%, quasi a riprova di come il mercato non creda del tutto a Powell, anche in virtù della forza dell’economia americana. Al momento, esso sconta un terzo taglio dei tassi entro l’anno, al termine del quale il costo del denaro negli USA scenderebbe all’1,75%, sempre nettamente superiore ai livelli nulli o negativi di Europa e Giappone. E qui sta l’ira di Trump, che pretenderebbe un taglio vigoroso per indebolire il dollaro. Ma la disoccupazione ai minimi da 50 anni e la crescita del pil ancora sopra il 2% legano le mani a Powell, che ad ogni conferenza stampa sembra quasi alzare le mani e dire: “vorrei, ma non posso”.

Treasury a rendimento zero? Trump preme sulla Fed: c’è la carta QE, non solo tassi

[email protected] 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , , ,
>