La FED pronta a comprare titoli di stato in Europa. Scricchiola l’egemonia tedesca

Mentre Bruxelles discute da anni su come risolvere la crisi e Berlino pensa di imporre un nuovo fiscal compact, Bernanke potrebbe calare il suo asso e acquistare titoli di stato dei paesi europei

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La Germania di Angela Merkel vorrebbe lanciare un nuovo Fiscal Compact, ma basato stavolta sulla competitività. Lo afferma il gruppo di ricerca indipendente Corporate Europe Observatory, secondo cui il 18 marzo scorso, le grandi multinazionali europee avrebbero incontrato il cancelliere tedesco, il presidente francese François Hollande e il presidente della Commissione UE, José-Manuel Barroso. Durante il vertice, avrebbero discusso su come rilanciare la competitività dei colossi industriali europei, così come già avrebbero fatto durante il vertice di Davos del World Economic Forum a gennaio.

Tra le richieste che Berlino potrebbe fare proprie, quella di legare maggiormente il salario alla produttività dei singoli lavoratori, di rendere molto più flessibile il mercato del lavoro, ad esempio, consentendo più agevolmente i licenziamenti e di spostare poste di bilancio pubblico dal welfare al sostegno al business.

Ricette, che dovrebbero consentire ai grandi gruppi industriali di essere più competitivi con il resto del mondo.

 

La FED compra bond europei

Ma mentre l’Europa filosofeggia su come uscire dalla crisi, il capo economista dei mercati europei di Ubs, Andreas Hoefert, prevede che la Federal Reserve di Ben Bernanke potrebbe presto comprare titoli di stato europei. Citando un discorso dello stesso governatore del 2002, quando spiegava che l’istituto americano potrebbe acquistare non solo titoli di stato domestici, ma pure stranieri, Hoefert ritiene che la mossa possa essere giocata presto. Essa mirerebbe a raggiungere nel breve due obiettivi strategici. Anzitutto, fare il lavoro “sporco” al posto della BCE, che si mostra impossibilitata a intervenire sui mercati dei bond. Non è un mistero che la Fed sia innervosita dall’inerzia di Francoforte, anche perché ritiene che l’Eurozona e le sue debolezze siano un fattore di instabilità per l’economia dell’intero pianeta, degli USA in primis.

Secondariamente, questi acquisti avrebbero un effetto desiderabile per la visione della coppia Bernanke-Obama: indebolire il dollaro. Comprando titoli in euro, la moneta unica si rafforzerebbe, mentre il dollaro si deprezzerebbe. Se aggiungiamo che anche lo yen da qualche mese inizia a deprezzarsi contro le valute principali, in seguito alla nuova politica espansiva della Bank of Japan, s’intuisce come l’intervento della Fed farebbe rafforzare l’euro, disincentivando, però, le esportazioni dall’Eurozona verso il resto del mondo.

Certo, il petrolio espresso in dollari costerebbe di meno per noi, ma l’economia si indebolirebbe, tranne che i consumi interni non fossero in grado di spiazzare la minore domanda dall’estero.

Più in generale, però, se Bernanke acquistasse BTp, Bonos e altri bond sovrani per lenire la crisi dei mercati finanziari in Europa, l’Area Euro perderebbe la sua autonomia, con il paradosso che la stabilità degli stessi conti pubblici degli stati membri dipenderebbe direttamente dalle azioni di una banca centrale straniera, di una potenza economica rivale.

Il potere dei tedeschi sarebbe certamente ridimensionato sul piano politico e finanziario. E forse anche questo è un obiettivo della Casa Bianca e della Fed. Lasceranno che Berlino proponga i vari compact.

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