La Fed in mano alle colombe più estreme. Cosa accadrà ora?

Dopo il ritiro dalla corsa di Summers e l'indisponibilità di Geithner, Obama è costretto a puntare sulla Yellen, anche se spera in un ripensamento di Bernanke. Ma il Fomc di ieri ha svelato che prevale la linea delle colombe più radicali alla Yellen

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Dopo il ritiro dalla corsa di Summers e l'indisponibilità di Geithner, Obama è costretto a puntare sulla Yellen, anche se spera in un ripensamento di Bernanke. Ma il Fomc di ieri ha svelato che prevale la linea delle colombe più radicali alla Yellen

La decisione della Fed di rinviare ancora una volta il “tapering” del QE3, cioè la riduzione degli stimoli monetari da 85 miliardi di dollari al mese, ha stupito un pò tutti. Anche gli analisti più prudenti si attendevano un taglio del piano di acquisti per almeno 10 miliardi, specie dei Treasuries. Tra i big, forse solo Nouriel Roubini ci aveva visto giusto (Le previsioni di Roubini: perchè un tapering Fed è improbabile a settembre). 

 

Fomc Fed: le colombe hanno liquidato i falchi

Aldilà dei fondamentali dell’economia USA, presi a giustificazione della scelta e che si prestano, in verità, a letture contrapposte, il Fomc di ieri e martedì ha confermato la sensazione già nell’aria che l’istituto sia nelle mani delle “colombe” più radicali, guidate dalla vice di Ben Bernanke, Janet Yellen, data in pole position per succedere al capo, quando scadrà il secondo mandato a fine gennaio prossimo.

 

 

LA CORSA PER LA SUCCESSIONE 

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Essendosi ritirato Lawrence Summers dalla corsa per la guida della Fed e data l’indisponibilità dell’ex segretario al Tesoro, Timothy Geithner, a correre per la carica, il presidente Barack Obama, a cui spetta la nomina, non avrebbe molte strade. O tira fuori dal cilindro un nome fuori dalla rosa più gettonata per media e politici, o accetta a malincuore di nominare governatore la Yellen, che godrebbe dell’appoggio dei democratici al Senato, specie dell’ala più liberal. A meno che Bernanke non ci ripensi e accetti un terzo mandato, magari limitatamente ai prossimi due anni. Il pressing ci sarebbe, ma difficilmente sortirà l’effetto desiderato.

C’è chi legge nel rinvio del “tapering” anche un’arma di pressione sul Congresso, affinché raggiunga un accordo per la riduzione del deficit. Il comunicato di ieri, infatti, recita che l’incertezza politica pesa sulla crescita, al cui andamento è legata la politica monetaria.

 

Successione Ben Bernanke e giochi di potere

E dalla politica potrebbero arrivare venti di guerra, nel caso la Yellen salisse agli scranni più alti della banca centrale americana. I repubblicani hanno mal digerito già la politica ultra-accomodante di Bernanke, anch’egli repubblicano, ma evidentemente di vedute diverse. Affidare la Fed a una colomba radicale avrebbe il significato di una sfida della Casa Bianca al Congresso, con la Camera a maggioranza repubblicana. E la destra potrebbe reagire chiudendosi a riccio sul tetto del debito e sulle altre misure necessarie a contenere il deficit federale. La paralisi a Washington potrebbe portare a un nuovo declassamento del rating sui Treasuries.

 

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Argomenti: Fed

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