La disoccupazione a marzo risale al 13%, smentito l’ottimismo sul Jobs Act del governo Renzi

Torna in crescita la disoccupazione a marzo, salita al 13%, quasi ai massimi di sempre. Il dato dell'Istat contraddice l'ottimismo del governo Renzi sugli effetti d'impatto del Jobs Act.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Torna in crescita la disoccupazione a marzo, salita al 13%, quasi ai massimi di sempre. Il dato dell'Istat contraddice l'ottimismo del governo Renzi sugli effetti d'impatto del Jobs Act.

Brutta sorpresa stamane da parte dell’Istat: a marzo il tasso di disoccupazione in Italia è salito dello 0,2% su febbraio al 13%, intorno ai massimi di sempre, mentre su base annua si è registrato un aumento dello 0,5%. In un solo mese è cresciuto di 52 mila unità il numero dei disoccupati, +138 mila nei 12 mesi. Il tasso di occupazione flette dello 0,1% su febbraio e anche in relazione allo stesso mese dell’anno precedente al 55,5%, pari a un calo di 59 mila unità, -70 mila su base annua. Stabile al 36% il tasso di inattività. E anche la disoccupazione giovanile torna in prossimità dei massimi di sempre al 43,1% dal 42,8% di febbraio. In valore assoluto, ciò equivale a 8 mila disoccupati in più in un mese tra i 15 e i 24 anni. Stabile al 14,5% il tasso di occupazione per questa fascia di età.   APPROFONDISCI – Italia: rallenta la corsa la disoccupazione a febbraio   Eppure, il Ministero del Lavoro aveva pubblicato esattamente una settimana fa dati positivi sull’occupazione a marzo, evidenziando un aumento netto di 92 mila contratti. Tali cifre avevano fatto sperare in un’inversione di tendenza del mercato del lavoro, sulla scia del Jobs Act, la riforma voluta dal governo Renzi, che ha reso più flessibili i contratti a tempo indeterminato per i neo-assunti, al contempo prevedendo sgravi  contributivi per le imprese. Non si potrebbe nemmeno affermare che l’aumento della disoccupazione sia conseguenza del maggior numero di persone in cerca di un posto di lavoro, spinto dalle migliori prospettive, visto che l’occupazione risulta lievemente in calo e il tasso di inattività è stabile. In sostanza, il Jobs Act avrebbe consentito una trasformazione dei contratti già esistenti nella tipologia a tempo indeterminato, ma l’impatto netto non sarebbe stato ancora positivo.   APPROFONDISCI – Jobs Act, a marzo i primi effetti sull’occupazione? Vediamo i dati preliminari  

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Argomenti: Jobs Act