La dieta mediterranea fa bene a molte patologie, ma soltanto se sei ricco

Uno studio dell'International Journal of Epidemiology mette in relazione fattori ambientali e socio-economici per l'analisi della dieta mediterranea.

di Carlo Pallavicini, pubblicato il
Uno studio dell'International Journal of Epidemiology mette in relazione fattori ambientali e socio-economici per l'analisi della dieta mediterranea.

La dieta mediterranea fa bene alla salute: lo si dice da sempre e spesso abbiamo pensato che fosse per campanilismo, perché noi italiani siamo gelosi del nostro ‘stile’ culinario, apprezzato in tutto il mondo. Ebbene, la scienza medica ha dimostrato già da tempo che questa tipologia di dieta davvero è un’alleata della buona salute. La dott.ssa Marialaura Bonaccio, che lavora nel Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione di Neuromed ha affermato che “i vantaggi cardiovascolari associati alla dieta mediterranea in una popolazione generale sono ben noti”. È stata pubblicata di recente una ricerca, però, che sembra cambiare un po’ le carte in tavola: si tratta dello studio di un gruppo di ricercatori dell’Istituto neurologico mediterraneo Neuromed, il cui contributo è stato pubblicato sull’autorevole rivista scientifica internazionale International Journal of Epidemiology.

La novità consiste nell’approccio: i benefici della dieta mediterranea sono connessi allo status socio-economico delle persone, a quanto hanno studiato, se sono ricchi o poveri.

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La dieta mediterranea è per i ricchi

Il dato più interessante e, se si vuole, inaspettato è il seguente: la riduzione del rischio di patologie cardio-vascolari è osservabile in misura nettamente maggiore nelle persone che presentano un livello di istruzione più elevato e/o un maggiore reddito familiare. La dott.ssa Marialaura Bonaccio sottolinea il seguente aspetto: “Per la prima volta il nostro studio ha rivelato che lo status socioeconomico è in grado di modulare questi vantaggi di salute. In altre parole, è improbabile che una persona con un basso livello socioeconomico che si sforza di seguire un modello alimentare mediterraneo abbia gli stessi benefici di una persona con reddito più elevato, nonostante entrambi aderiscano in maniera simile alla stessa dieta sana”.

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Ma in che senso?

Cosa significa? Semplice: la dieta mediterranea, soprattutto per quanto concerne i prodotti di qualità, è piuttosto costosa; lo studio ha evidenziato – anche se può sembrare un’ovvietà – che c’è un gradiente economico molto elevato per quanto concerne il consumo di prodotti integrali (che costano ben di più) e per quanto concerne la diversificazione dei prodotti (frutta e verdura, ma anche il pesce, e così via). “Queste differenze sostanziali nel consumo di prodotti appartenenti alla dieta mediterranea ci porta a pensare che la qualità degli alimenti possa essere importante per la salute come la quantità e la frequenza di assunzione”, chiosa Licia Iacoviello, responsabile del Laboratorio di Epidemiologia Nutrizionale e Molecolare.

L’invito di questo gruppo di ricercatori è, se vogliamo, di carattere politico: i risultati “dovrebbero promuovere una seria considerazione dello scenario socioeconomico della salute” e soprattutto una parità di accesso a quelle ‘fonti’ naturali di benessere che la dieta mediterranea offre alle persone. Difficile immaginare che i governi italiani, che tagliano spesso e volentieri la spesa pubblica per la sanità, possano davvero prendere in considerazione questo invito.

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia

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