La Dichiarazione di Roma firmata dai leader dell’Europa. Di cosa si tratta

In un testo di 66 righe, i leader europei si impegnano portare avanti l'integrazione europea. Ecco cosa dice la Dichiarazione di Roma sottoscritta in occasione dei 60 anni dei Trattati UE.

di Irma Annaloro, pubblicato il
In un testo di 66 righe, i leader europei si impegnano portare avanti l'integrazione europea. Ecco cosa dice la Dichiarazione di Roma sottoscritta in occasione dei 60 anni dei Trattati UE.

Davanti a quel documento storico del 1957, quando Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi posero le basi per la creazione di un mercato comune, 27 leader europei hanno rinnovato il proprio impegno a difendere i valori con cui è nata l’Unione Europea. E lo hanno fatto sottoscrivendo un documento, la Dichiarazione di Roma, con l’inchiostro della stessa penna usata proprio 60 anni fa e nella stessa sala, quella degli Orazi e Curiazi del Campidoglio, che li ospitò quel 25 marzo del 1957. Una firma dopo l’altra. Tutti i leader, eccetto la premier britannica Theresa May che non ha partecipato alle celebrazioni, hanno condiviso il documento. “Queste sono firme che restano – ha detto il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker – ci sarà un 100esimo anniversario della UE”.

Accolti dal premier Gentiloni e dalla sindaca Raggi, i leader europei hanno attraversato, uno ad uno, la grande piazza del Campidoglio progettata da Michelangelo. E hanno rilanciato, di fatto, l’integrazione europea per i prossimi dieci anni a dispetto della Brexit (la premier britannica ha deciso che mercoledì prossimo avvierà il processo di separazione dal blocco europeo) e nonostante l’idea di un Europa a ‘doppia velocità’ abbia spaccato il continente, preoccupando soprattutto i paesi dell’Est.

Il testo della Dichiarazione di Roma 

Noi, leader dei 27 Stati membri e delle istituzioni dell’Ue, siamo orgogliosi dei risultati raggiunti dall’Unione Europea: la costruzione dell’unità europea è un’impresa coraggiosa e lungimirante”. Inizia così il testo della Dichiarazione di Roma. 66 righe che partono dal presente e si rivolgono al passato, sessant’anni fa, quando l’idea di un’unione voleva, e doveva, superare anni di tragedie e di conflitti mondiali. “L’Unità europea è iniziata come il sogno di pochi – continua il documento – ed è diventata la speranza di molti. Fino a che l’Europa non è stata di nuovo una”.

Con la Dichiarazione di Roma, i leader europei ribadiscono i valori fondanti dell’Europa. Pace, libertà, democrazia, diritti umani. Da questo bisogna partire per affrontare sfide senza precedenti: “conflitti regionali, terrorismo, pressioni migratorie crescenti, protezionismo e disuguaglianze sociali ed economiche – si legge ancora – Insieme, siamo determinati ad affrontare le sfide di un mondo in rapido mutamento e a offrire ai nostri cittadini sicurezza e nuove opportunità”. E poi la promessa: “Per il prossimo decennio vogliamo un’Unione sicura, prospera, competitiva, sostenibile e socialmente responsabile”.

L’impegno dei leader europei sarà quello di sostenere una vera cooperazione, tra Paese e Paese, tra Stati membri e istituzioni dell’Unione Europea, perché questo è lo strumento migliore per perseguire obiettivi importanti. Lo strumento migliore per far sì che l’Unione sia “grande sulle grandi questioni e piccola sulle piccole”.

Noi leader – conclude la Dichiarazione – lavorando insieme nell’ambito del Consiglio europeo e tra le istituzioni, faremo sì che il programma di oggi sia attuato e divenga così la realtà di domani. Ci siamo uniti per un buon fine. L’Europa è il nostro futuro comune”.

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Argomenti: Politica Europa

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