La denuncia di Cottarelli imbarazza il governo Renzi: io taglio e voi spendete

Il commissario Carlo Cottarelli denuncia il "modus operandi" del governo Renzi e mette in imbarazzo un esecutivo sotto attacco su più fronti per l'assenza di riforme e di risultati.

di , pubblicato il

Il commissario incaricato alla spending review, Carlo Cottarelli, ha risposto ieri dal suo blog alle critiche espresse dall’economista Francesco Giavazzi dalle colonne del Corriere della Sera. Giavazzi aveva definito “lento” il lavoro del commissario, esternando la sua sfiducia sull’operato.

L’attacco del commissario

Ma Cottarelli non ci sta e dal suo blog ha attaccato duramente la pratica di coprire determinate spese con risparmi futuri, derivanti dalla spending review, sostenendo che così sarà impossibile abbassare le tasse sul lavoro, fatto necessario per la crescita, visto che le relative coperture vengono impegnate già in anticipo per aumentare la spesa da qualche altra parte. E calcola il commissario, che per il 2015 sono stati impegnati già 1,6 miliardi con questo sistema, anche se formalmente, ad esempio, per i prepensionamenti in favore dei lavoratori della scuola, al fine di consentire loro di andare in quiescenza con la cosiddetta “quota 96”. Cottarelli spiega che formalmente non è possibile finanziare programmi di spesa con risparmi futuri, per cui si fa ricorso ai tagli lineari. Di conseguenza, quando i risparmi saranno effettivamente realizzati, essi serviranno solo ad evitare i tagli lineari di spesa e non ad abbassare le tasse, mentre se non dovessero arrivare, si procederà, appunto, a dare luogo ai tagli lineari. Le opposizioni, con Forza Italia e Lega Nord in testa, hanno giudicato le parole di Cottarelli un messaggio chiaro di sfiducia all’operato dei ministri del governo Renzi. La polemica ieri sera era montata già così alta, che il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, si è sentito in dovere di precisare che tali esternazioni sarebbero state strumentalizzate contro il governo, quando sarebbero state un’accusa a una tipica pratica parlamentare.   APPROFONDISCI – Renzi è sempre più solo, l’economia gli fa paura e pensa alle elezioni anticipate   Sarà, ma pare proprio che il Cottarelli abbia denunciato quella che sembra, al contrario, essere la linea di politica economica del premier Matteo Renzi. D’altronde, il bonus Irpef degli 80 euro mensili in busta paga è stato parzialmente finanziato con risparmi previsti per il rifinanziamento del debito pubblico. Se è vero che essi hanno finanziato un intervento fiscale a favore dei lavoratori, è indubbio come si sia trattato non solo di impegnare risparmi futuri, ma, addirittura, anche incerti, visto che dipendono dall’andamento dei tassi di mercato. Cottarelli potrebbe lasciare l’incarico. Nulla di traumatico, il suo lavoro è stato sostanzialmente inutile, potrebbe essere svolto da qualsivoglia burocrate del ministero del Tesoro. Tuttavia, il suo addio è polemico e ha il gusto della denuncia di una gestione dei conti pubblici abbastanza disinvolta. L’ennesima spia di un governo che non starebbe rispondendo alle attese e che si affida alle invettive e all’ottimismo di maniera per evitare di commentare i dati reali, che dicono tutt’altro.   APPROFONDISCI – Manovra correttiva sempre più certa dopo il caso Poste, conti pubblici allo sbando

Argomenti: ,