La deflazione morde l’Eurozona, ma cos’è e qual è la causa? Ecco la verità

Tutti impauriti dalla deflazione, ma pochi ne conoscono le cause e la cura. In tanti, invece, credono che la soluzione potrà arrivare solo dalla BCE, stampando ancora moneta. Ecco la verità su cosa sta accadendo nell'Eurozona.

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Venerdì scorso abbiamo avuto notizia dall’Istat che l’Italia è entrata formalmente in deflazione nel mese di agosto. Non accadeva dal 1959. Il fenomeno consiste nella contrazione generalizzata e tendenziale dei prezzi. Infatti, in agosto, essi sono diminuiti dello 0,1% su base annua. La deflazione non ha attecchito solo in Italia, ma si ha, ad esempio, anche in Spagna e in Grecia. Proprio per contrastare il rischio che prenda piede in tutta l’Eurozona, il governatore della BCE, Mario Draghi, dopo domani potrebbe annunciare il varo di un piano di “quantitative easing”, ossia di acquisti in larga scala di titoli di stato e di obbligazioni private garantite, come ha fatto la Federal Reserve negli USA in questi anni di crisi.   APPROFONDISCI – L’Italia è entrata in deflazione: prezzi ad agosto -0,1%. Draghi annuncerà il QE giovedì   Ma perché la deflazione fa così paura? Diversi analisti ed economisti sostengono che essa comporti una contrazione dell’attività economica, qualora riuscisse a portare in negativo le aspettative sui prezzi futuri. La previsione di prezzi in calo scoraggerebbe gli investimenti delle imprese, mentre i consumatori tenderebbero a ritardare gli acquisti, in modo da comprare a costi più bassi. Il risultato di queste azioni è un calo della produzione, dell’occupazione, dei consumi e del reddito. Ora, soltanto in un’occasione nella storia, la deflazione è stata associata alla crisi dell’economia, cioè durante la Grande Depressione. Basterebbe già questo fatto per instillare il dubbio che le cose siano più complesse. Ma il punto è che gli organi di stampa tendono a sposare una tesi univoca sulle cause e pure sui rimedi a questo ipotetico male. Non si dice, tanto per essere schietti, che prezzi in calo rianimano la domanda, specie delle famiglie più in difficoltà, perché aumenta il loro potere di acquisto. Al contrario, si guardano le cose solo dal lato del debitore, non anche del risparmiatore. Ed è il risparmio che garantisce risorse per gli investimenti, quindi, per la crescita. Un paese senza risparmio è destinato a trovare all’esterno le risorse per finanziare la propria crescita, un pò come gli USA degli ultimi anni, con la differenza che essi hanno come moneta il dollaro, valuta di riserva mondiale. Si dice, ad esempio, che l’Italia è in deflazione, perché i consumi si sono ridotti e così pure la produzione delle imprese. Si dice anche che la soluzione potrebbe arrivare solo dalla BCE, che pompando nuova liquidità in circolazione, farà lievitare i prezzi. Ci si dimentica di dire, però, che l’istituto ha già immesso sui mercati fin troppa liquidità, com’è accaduto con le aste Ltro e azzerando i tassi.

Lo ha affermato anche il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, quando ieri ha sostenuto che di liquidità non ce n’è “troppo poca, ma troppa”.

Le vere cause della deflazione

E allora, perché tutta questa immensa liquidità sui mercati non si è tradotta in inflazione e in stimolo alla ripresa dell’economia? Semplice, perché non è mai arrivata a destinazione. Si è fermata nelle sfere finanziarie, impiegata dalle banche per acquistare titoli di stato, azioni, obbligazioni private. E non a caso i corsi di questi titoli sono letteralmente esplosi e hanno alimentato una potente bolla finanziaria. Anch’essi sono prezzi, anche se non di beni di consumo e di servizi.   APPROFONDISCI – Draghi alimenta la bolla finanziaria e la Germania teme il crac. Quali sono i rischi?   Ma c’è di più. Le banche non prestano denaro e ciò porta le imprese a dovere tagliare gli investimenti e spesso pure la produzione. Domanda: ma perché non prestano soldi all’economia reale? Risposta: perché i tassi sono così bassi, che non trovano conveniente farlo. In sostanza, è la strategia folle di Draghi e delle banche centrali del pianeta a impedire che la crisi abbia un suo sbocco. Tassi zero sono allettanti per famiglie e imprese. Peccato che non troveranno nessuno disponibile a prestare loro denaro a questi livelli. Se la BCE pensasse realmente di risolvere la crisi dell’Eurozona e di impedire la deflazione inondandoci di nuova liquidità si sbaglia. Potrebbe dare vita così a una trappola – della liquidità, appunto – simile a quella vissuta dal Giappone dal 1997 fin quasi a oggi. Le tipografie di Francoforte non stanno servendo a rianimare l’economia europea, bensì a contenere al minimo il costo di rifinanziamento del debito pubblico degli stati membri. Che poi ciò comporti una crisi generalizzata delle economie poco importa. Meglio collocare BTp a 10 anni al 2,39% e BoT a sei mesi allo 0,136%. Se con questo gioco l’Italia è entrata in deflazione e non riesce ad uscire dalla recessione, la colpa potrà sempre essere addossata ai “cattivi tedeschi”, che con la loro ossessione per l’austerità e l’inflazione ci richiamano ad essere meno spendaccioni, dato il nostro debito pubblico al 135,6% del pil. Ma che vogliono questi?   APPROFONDISCI – Board BCE, giovedì sarà battaglia tra la Bundesbank e Draghi. Cosa accadrà?  

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