La Danimarca si avvia ai tassi zero sui bond a 10 anni. Mutui a 30 anni all’1,5%

I rendimenti dei bond governativi in Danimarca si stanno schiantando di seduta in seduta sulle attese dell'abbandono del "peg" tra corona danese ed euro da parte della banca centrale. L'istituto trova grandi difficoltà a difendere il cambio di riferimento.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

La Danimarca sta lottando mani e piedi per evitare di dovere abbandonare il “peg” tra la corona e l’euro, dopo che gli investitori stranieri hanno iniziato a comprare valuta danese sulla prospettiva che la banca centrale abbandoni il cambio di riferimento, com’è avvenuto il mese scorso con la SNB, la banca centrale svizzera, che ha dovuto far fluttuare il franco liberamente, rinunciando al cambio minimo. Gli afflussi di capitali avrebbero costretto il governatore Lars Rohde ad acquistare ingenti quantità di valuta straniera a gennaio. Secondo Nykredit/Realkredit, l’istituto avrebbe dovuto vendere 120 miliardi di corone, pari a 18,3 miliardi di dollari. Il livello delle riserve, quindi, sarebbe lievitato di circa un quarto, un’accelerazione prodromica a una possibile decisione clamorosa di Rohde. Questo pomeriggio saranno pubblicati i dati delle riserve valutarie e lì vi sarà l’occasione di analizzare la sostenibilità della politica del cambio di Copenaghen.

Peg a rischio

Rohde ha il compito di tenere la corona danese agganciata all’euro attorno al tasso di riferimento di 7,46038, con un margine teorico di tolleranza del 2,25%, nei fatti di appena l’1%. Il “peg”, prima con il marco tedesco e oggi con la moneta unica, è stato introdotto nel lontano 1982 e viene difeso strenuamente da tutta la politica danese e dalla banca centrale.   APPROFONDISCI – La Danimarca dovrà abbandonare il peg con l’euro? Terzo taglio dei tassi in 10 giorni La Svizzera spiega la fine del cambio minimo. E la Danimarca è in allerta sulla corona   La richiesta di qualsivoglia titolo denominato in corone è così alta che i bond governativi a 2 anni hanno toccato il rendimento record minimo del -0,5%, mentre anche i rendimenti quinquennali si trovano adesso in territorio negativo e i bond a 10 anni hanno visto ridursi dal venerdì scorso i rendimenti di ben 30 punti base ad appena lo 0,15%, la metà di quelli tedeschi e giapponesi. Se il trend dovesse consolidarsi e gli investitori iniziassero realmente a credere che prima o poi il “peg” non sarà sostenibile, è verosimile che anche i decennali danesi mostreranno rendimenti negativi. A contribuire a tale tendenza vi è anche l’annuncio del governo di Copenaghen della sospensione di tutte le aste di titoli pubblici per quest’anno. L’intento del governo è di tagliare l’offerta, in modo che i rendimenti si comprimano a tale punto da disincentivare ulteriori afflussi di capitali. I titoli di stato danesi godono del rating AAA da parte delle agenzie.   APPROFONDISCI – La Danimarca prova una mossa disperata per difendere il cambio con l’euro  

Rendimenti minimi anche per bond privati

Il punto è che adesso anche il mercato dei bond corporate da 500 miliardi di dollari, il più grande al mondo in termini pro-capite, sta esibendo rendimenti negativi. In sostanza, gli investitori stanno pagando le imprese danesi per prestare loro denaro. Un assurdo economico, frutto delle attese rialziste sulla corona. Nykredit, la banca più grande del paese scandinavo, ha fatto sapere che non emetterà bond con rendimenti negativi, mentre Realkredit lo prenderà in considerazione. I tassi zero si stanno trasferendo anche sui mutui alle famiglie. Diverse banche danesi stanno già offrendo prestiti a tasso fisso a 30 anni all’1,5%, il livello più basso di sempre. Il prossimo passo sarà, dunque, quello dei tassi negativi anche per la scadenza decennale. Gli analisti ritengono che se ciò accadesse, potrebbero rimanere tali per un bel pò. Anche in questo caso vale l’esempio della Svizzera: dopo la fine del cambio minimo, i decennali elvetici rendono sotto lo zero. E il franco dovrebbe tenersi contro l’euro ai livelli attuali, intorno alla parità, per un anno.   APPROFONDISCI – La Danimarca nell’euro? Niente referendum a breve, ma l’opposizione incalza La Danimarca sotto pressione sul cambio taglia i tassi e conferma il peg dopo la SNB

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Argomenti: cambio minimo, Economie Europa, rendimenti negativi, tassi negativi