La Danimarca prova una mossa disperata per difendere il cambio con l’euro

Continuano le pressioni sulla corona danese, tanto che il governo di Copenaghen ha dovuto sospendere le emissioni di titoli di stato per l'anno in corso, in modo da abbassare i rendimenti e di evitare ulteriori afflussi di capitali.

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La Danimarca è sotto pressione: la sua banca centrale è dovuta intervenire tre volte in 10 giorni per difendere il “peg” tra la corona danese e l’euro, messa a rischio dai massicci afflussi di capitali, intensificatisi dopo che la banca centrale svizzera, la SNB, ha annunciato a sorpresa l’abbandono del cambio minimo tra il franco e la moneta unica. Per tre volte in poco più di una settimana, il governatore Lars Rohde ha tagliato i tassi sui depositi delle banche, portandoli da -0,05% a -0,50%, nel tentativo di scoraggiare l’ingresso dei capitali. Tuttavia, la situazione si sta facendo molto pesante e diventa sempre più difficile per Rohde difendere il cambio di riferimento di 7,46038 con un margine di tolleranza teorica del 2,25%, ma nei fatti di appena l’1%. Negli ultimi giorni, su diversi mutui sono stati applicati tassi negativi, il che implica formalmente che sarebbero le banche a pagare i mutuatari per dare loro denaro. Si tratta dell’ultima “follia”, frutto di una politica monetaria disperata, ancorata alla difesa di un cambio sempre più apparentemente irrealistico.   APPROFONDISCI – La Danimarca dovrà abbandonare il peg con l’euro? Terzo taglio dei tassi in 10 giorni  

Pressioni sulla corona

Anche perché, se la Grecia dovesse davvero rompere con l’Eurozona, l’euro si schianterebbe sui mercati valutari e, fatta salva la sua esistenza, il governatore della BCE, Mario Draghi, non impedirebbe un suo tracollo controllato, perché ciò rinvigorirebbe le esportazioni e la crescita delle economie dell’unione monetaria, oltre che l’inflazione. Ma ciò aumenterebbe le pressioni rialziste sulla corona a livelli insostenibili. Gli investitori stanno scommettendo proprio su questo, ossia che prima o poi la banca centrale danese debba capitolare e come la SNB dovrà abbandonare l’ultra-trentennale difesa del cambio. In questo caso, tuttavia, sembra fortemente condiviso in politica, come dentro all’istituto, l’ancoraggio all’euro, dato che la Danimarca esporta i tre quarti delle sue merci nell’Eurozona. E’ probabile, quindi, che prima o poi si abbandonerà il cambio di 7,46038 e si troverà un qualche valore di riferimento più basso (la corona sarebbe rafforzata).   APPROFONDISCI – La Danimarca nell’euro? Niente referendum a breve, ma l’opposizione incalza  

Niente emissioni di bond pubblici

Ora, al fine di evitare arrivi massicci di capitali e di abbassare i rendimenti, il ministero delle Finanze di Copenaghen, su indicazione di Rohde, ha annunciato che per quest’anno non saranno più emessi nuovi bond governativi per rifinanziare il debito pubblico, grazie agli ingenti surplus fiscali realizzati nel 2014. Prima dell’annuncio, si calcolava che il governo danese avrebbe dovuto raccogliere sul mercato 75 miliardi di corone, pari a 11 miliardi di dollari. L’obiettivo è molto chiaro: evitare che gli investitori stranieri comprino titoli di stato della Danimarca, attirati non solo dal loro rating AAA, ma anche dalla prospettiva di un apprezzamento della corona, cosa che farebbe salire il rendimento di questi bond. Inoltre, abbassando l’offerta di titoli, i rendimenti dovrebbero scendere e ciò spingerebbe gli investitori a portare altrove i loro denari, attenuando la tensione sulla corona. Si tratta, con ogni evidenza, di una speranza forse destinata ad essere delusa a breve. Se è vero che gira il detto “mai scommettere contro la Fed”, volendo sottolineare come le banche centrali abbiano la possibilità di infliggere forti perdite a chi le contrasta, è indubbio che la SNB abbia mostrato tre settimane fa che siamo alla fine dell’onnipotenza degli istituti centrali e che le politiche monetarie insensate, come quelle di Copenaghen di questi mesi, dovranno andare a sbattere contro la realtà. Stando così le cose, la fine di questo “peg” tra corona danese ed euro sembra vicina.   APPROFONDISCI – La Svizzera spiega la fine del cambio minimo. E la Danimarca è in allerta sulla corona

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