La crisi infinita della Grecia, verso un terzo salvataggio?

ZeroHedge: "Felice Anno Nuovo Germania, la Grecia ha bisogno di un nuovo Bailout". Ecco svelato perchè Atene non può fare a meno di un terzo salvataggio

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
ZeroHedge:

La Grecia ha chiuso il 2012 con il successo dell’operazione di buy-back, il riacquisto dei propri titoli del debito pubblico sul mercato a un valore medio pari a un terzo di quello nominale. Lo stato ellenico ha risparmiato complessivamente poco più di 20 miliardi di debito, potendo così accedere ai 44,3 miliardi di nuovi aiuti che UE e Fondo Monetario gli hanno in grossa parte già concesso il 13 dicembre scorso e che in parte gli concederanno ancora in tre rate entro il primo trimestre dell’anno (Buy-Back Grecia, sorridono FMI, Germania e Hedge fund, ennesima sberla al retail).  

Crisi della Grecia: la situazione resta difficilissima anche se non fa più notizia

Gli spread in calo mostrerebbero un lento ritorno alla fiducia degli investitori verso i bond Piigs, ma non per questo la situazione in Grecia è vicina a una soluzione della crisi. I numeri dell’economia reale sono disastrosi: nel terzo trimestre del 2012, il Pil greco è crollato del 7,2%, mostrando un’accelerazione negativa dal -6,3% del secondo trimestre. La disoccupazione ha raggiunto ormai il 26% della popolazione lavorativa, mentre un terzo dei greci vive sotto la soglia di povertà relativa. Anche quest’anno, poi, sarà recessione: il sesto anno consecutivo di crollo del pil, che dovrebbe portare l’economia a perdere oltre un quarto della sua ricchezza prodotta nel 2007 (Grecia e Portogallo, le cifre del disastro dell’austerità) E se la disoccupazione in Grecia cresce al ritmo dell’1% al mese, si prevede che essa sfiori il 30% nei prossimi mesi, mentre non meno preoccupante è la tragedia del settore bancario, alle prese con prestiti in sofferenza, cresciuti dal 16% di fine 2011 al 24% dello scorso mese, un’impennata del 50% in un solo anno, secondo i numeri riportati dal quotidiano Kathimerini e rilanciati dal sito Zerohedge (Happy New Year Germany: Greece Needs A New Bailout) Un prestito su quattro non è più esigibile dalle banche elleniche, conseguenza di una crisi che non consente alle famiglie di ripagare un mutuo e alle imprese di restituire il credito ottenuto. La cifra di questo allarme ammonta a 55 miliardi di euro, 5 miliardi in più di quanto finora hanno beneficiato gli istituti greci con iniezioni di liquidità provenienti dai due “bailout” attuati.

Aiuti alla Grecia o aiuti alle banche greche?

Dopo 240 miliardi di salvataggi per mano di Europa e Fondo Monetario, dopo la tagliola del debito del marzo 2012 e il “buy-back” di un mese fa, le banche greche sono ancora sotto di 5 miliardi di euro, ragion per cui gli immensi flussi di denaro giunti a destinazione non lasciano segno nell’economia reale. Gli istituti non prestano denaro, ma pensano solo a ricapitalizzarsi. Le imprese e le famiglie non ottengono liquidità per investire, mantenere gli attuali livelli produttivi o per finanziare i consumi e la disoccupazione esplode e con essa i crediti in sofferenza, dando vita a un corto circuito allarmante. E il meglio deve ancora arrivare, secondo il quotidiano inglese The Guardian, che fa notare come pensionati e dipendenti pubblici vedranno solo alla fine di gennaio i primi effetti dell’ulteriore taglio ai loro redditi, deciso dal governo con il piano di austerità approvato a novembre, che peserà sul 2013 per 9,2 miliardi. Una situazione del genere rischia di esplodere, secondo il quotidiano, perché l’insoddisfazione verso la coalizione di governo è del 77,3%, stando a un sondaggio Karpa, mentre la stessa mostra segnali di fragilità interna, che potrebbero portare a una caduta dell’esecutivo di Antonis Samaras entro la primavera prossima. Secondo i giornalisti di Sua Maestà, due sarebbero le date essenziali di quest’anno: giugno e settembre. A giugno inizia la stagione estiva in Grecia, che potrebbe dare sollievo all’economia, grazie all’arrivo dei turisti stranieri. A settembre, invece, si terranno le elezioni federali in Germania e non è un mistero che non si potrà parlare sino ad allora di condonare almeno parte del debito ellenico, onde evitare di far infuriare gli elettori tedeschi. Eppure, The Guardian prevede che il condono potrebbe riguardare il 50% del debito di Atene, che quest’anno dovrebbe attestarsi al 180% del pil. Senza questo atto, sarebbe impossibile pensare a un miglioramento delle finanze elleniche, che starebbe avvenendo negli ultimi mesi solo grazie al mancato pagamento di parte degli interessi, per via dei vari piani taglia-debito. Se l’economia non migliora, non c’è speranza che l’austerity dia gli effetti sperati. Dovremmo attendere settembre, quindi. Sempre che la bomba sociale e politica non scoppi prima, con buona pace in quel caso di Frau Merkel.

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Argomenti: Economie Europa