La crisi immobiliare in Italia sta finendo? Cosa dicono i dati e quali sono le prospettive

La crisi immobiliare in Italia potrebbe essere prossima alla fine? I dati indicano una realtà abbastanza dura per i proprietari di case e per i potenziali acquirenti.

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La crisi immobiliare in Italia potrebbe essere prossima alla fine? I dati indicano una realtà abbastanza dura per i proprietari di case e per i potenziali acquirenti.

I prezzi degli immobili in Italia sono diminuiti nel 2014 del 4,2%, in deciso rallentamento dal -5,7% del 2013. Dal 2010, il calo è stato mediamente dell’11,5%, mentre per la prima volta il prezzo delle abitazioni nuove è ora più basso di quello di 5 anni fa. Sono i dati pubblicati dall’Istat, secondo cui nell’ultimo trimestre del 2014 si sarebbe registrata una riduzione dei valori delle case per le famiglie dello 0,8% rispetto ai 3 mesi precedenti e del 2,9% su base annua. Dunque, la tendenza volgerebbe al miglioramento, nel senso che si starebbe riducendo il tasso con cui i prezzi degli immobili diminuiscono. E ieri l’Agenzia delle Entrate segnalava che il numero delle compravendite nel 2014 risulta cresciuto del 3,6% sull’anno precedente. Il peggio potrebbe essere passato, ma siamo sicuri che questo significherà la fine della crisi del settore?

Bankitalia pessimista su ripresa immobiliare

Lo scorso 24 marzo, gli economisti della Banca d’Italia hanno avvertito che il mercato immobiliare potrebbe non tornare più ai livelli degli anni Novanta e quelli degli anni Duemila fino alla recessione del 2006, prima che scoppiasse la crisi finanziaria nel 2008, adducendo al loro pessimismo la peculiarità che contraddistinse quella fase in Italia, quando tra il 1998 e il 2006, i prezzi degli immobili aumentarono del 60%, stimolati da un boom degli acquisti (+75%), a loro volta conseguenza dell’aumento del numero delle famiglie e dei residenti nel nostro paese. Queste dinamiche, spiegano, difficilmente si ripeteranno nei prossimi anni, anche per via del fattore demografico. In pratica, la popolazione italiana non dovrebbe aumentare, ma nel frattempo invecchia sempre più e ciò riduce anche la domanda di nuove abitazioni. Certo, uno stimolo potrebbe arrivare dai bassissimi tassi di interesse per via della politica monetaria ultra-accomodante della BCE, che già in economie, come la Germania, sta portando a un surriscaldamento dei prezzi degli immobili e a un aumento dei mutui contratti.   APPROFONDISCI – Mercato mutui Italia: finanziamenti immobiliari a -6,9% nel primo semestre 2011   Tuttavia, è altamente improbabile che le banche italiane riprenderanno a erogare mutui alle famiglie, quando la disoccupazione si aggira intorno ai massimi storici e le sofferenze degli istituti sono anch’esse ai livelli record, pari a quasi il 12% del pil.

Tassazione immobili eccessiva

Il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha aggiunto un altro elemento che non compare nei dati, quando ha spiegato che il calo dei prezzi sarebbe nella realtà maggiore di quello indicato nelle statistiche ufficiali, perché queste non dicono anche che molte case restano invendute, in quanto nessuno le compra.   APPROFONDISCI – Crisi mercato immobiliare, in Italia non si comprano più case   Spaziani Testa ha evidenziato come il crollo del settore abbia coinciso con la triplicazione delle imposte sugli immobili dal 2011 ad oggi, facendo appello alle istituzioni per un cambio di approccio sulla materia fiscale. Il gettito IMU sulle abitazioni è passato, infatti, dai 9 miliardi di 4 anni fa ai 24 del 2014, ben oltre la media Ocse, con un’incidenza sul pil dell’1,5%, il 50% in più della Germania, dietro alla sola Francia con il 2,5%. E’ evidente che triplicare le tasse su un bene in appena 3 anni comporti un tracollo della sua domanda. Ma è assai improbabile che il governo muti radicalmente impostazione nel breve termine. Oltre alla convinzione che la casa resti la ricchezza a cui attingere per fare cassa, i conti pubblici non sarebbero nemmeno tali da fare sperare in grossi margini di manovra. Diremo che la crisi immobiliare sarà finita, quando i prezzi smetteranno di diminuire, ma non per questo dovremo attenderci una reale ripresa da qui ai prossimi anni.   APPROFONDISCI – IMU e Tasi imprese: coefficienti per il calcolo 2015 Tasse immobili: nuova stangata per quelli produttivi    

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