La crisi europea e la speranza italiana riposta nel terziario

Gli indici PMI di ottobre confermano la contrazione economica del Vecchio Continente, mentre il settore servizi italiano tiene.

di Carlo Robino, pubblicato il
Gli indici PMI di ottobre confermano la contrazione economica del Vecchio Continente, mentre il settore servizi italiano tiene.

Oggi sono stati diffusi gli indici PMI (Purchasing Managers Index) per l’economia europea. Dati molto interessanti perchè fungibili come “termometro” per l’economia e come strumento affidabile nel tracciare e anticipare la congiuntura. Ma com’è la salute del Vecchio Continente? Non buona a giudicare i dati nudi e crudi, che indicano come nel mese di ottobre l’indice PMI dei servizi in Europa è passato da 46, 1 punti del mese precedente a 46,0 punti, deludendo così le aspettative dei giorni scorsi  che prevedevano valori ben diversi (46,2 punti). L’indice Pmi composito, che sintetizza l’andamento del settore manifatturiero e terziario, è stato pari a 45,7 punti, in ribasso di 0,2 punti rispetto al 45,9 punti di settembre confermando (qualora ce ne fosse ancora bisogno) il ciclo decrescente dell’intera economia europea. Per l’indice PMI esiste un valore soglia dei 50 punti, e le difficoltà sono segnalate dal fatto che ormai si sono raggiunti i valori minimi dal gennaio 2010.  

Indice Pmi servizi di Germania, Francia e Italia: le indicazioni del mese di ottobre

Osservando i dati dei singoli Paesi, notiamo un sostanziale andamento pro-ciclico sia in Germania (PMI servizi peggiorato a 48,4 punti, rispetto ai 49,7 punti perciò sensibilmente superiore al’aggregato europeo) che in Francia (44,6 punti di ottobre contro i 45 punti del mese precedente), con le due potenze maggiori economiche che tradiscono le aspettative di rialzo dell’indice e vedono il loro terziario in affanno. Il settore dei servizi europeo segue quindi l’andamento di Francia e Germania mentre l’Italia va in controtendenza. Infatti nel nostro Paese l’Indice PMI dei Servizi e’ salito a 46 punti dai 44,5 punti di settembre mostrando perciò un aumento, ma non tale, purtroppo, da allontanarci dalla dura realtà di una contrazione del settore semplicemente rallentata nell’ultimo mese. Pesa sempre il quadro macro italiano: crisi economica ben lontana da una via d’uscita e incertezza politica del Paese. Ne fanno le spese principalmente i dati occupazionali del settore: diminuzione della domanda e margini sempre più ridotti prospettano ulteriori tagli di posti di lavoro. Il dato di ottobre comunque è confortante dal momento che la direzione intrapresa è quella giusta, infatti il tasso di contrazione è ben lontano da quello registrato nel punto più critico dalla crisi del terziario raggiunto lo scorso aprile (indice PMI servizi pari a 42,3 punti).

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Argomenti: Economia Italia, Economie Europa