La crisi dell’Euro riesploderà in autunno. Jürgen Stark: anche la Francia avrà bisogno di aiuti

L'ex banchiere tedesco, già capo economista della BCE, avverte: oltre a Italia e Spagna, anche la Francia dovrà chiedere aiuto a Francoforte

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L'ex banchiere tedesco, già capo economista della BCE, avverte: oltre a Italia e Spagna, anche la Francia dovrà chiedere aiuto a Francoforte

In occasione del primo anno dal discorso di Londra del governatore della BCE, Mario Draghi, quando promise ai mercati di “fare tutto il possibile” per salvare l’euro, l’ex banchiere tedesco dell’Eurotower e capo-economista sotto la guida di Jean-Claude Trichet, Jürgen Stark, prevede uno scenario pessimistico, che svela in un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt.

Secondo Stark, che si dimise nell’estate del 2011 dalle cariche, in polemica con gli acquisti dei titoli di stato di Italia e Spagna, attuati dalla BCE, la crisi finanziaria riesploderà in autunno, dopo le elezioni in Germania. I mercati, sempre secondo l’ex banchiere centrale, testeranno l’Omt di Draghi, che ha solo comprato il tempo in favore degli stati in crisi, senza che questi lo abbiano sfruttato per fare le riforme. Al contrario, spiega, il piano anti-spread ha avuto il torto di avere allentato la pressione sui governi dell’Eurozona, la sola in grado di costringere i governi in paesi come l’Italia a fare le riforme.

 

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Lo scenario che descrive Stark è da incubo, quanto realistico. In Portogallo c’è la crisi politica, la Grecia non è in grado di ripagare i suoi debiti e l’Italia non ha portato avanti le riforme, ma anzi non ci sarebbe nel nostro paese una consapevolezza generale della crisi. Da qui, l’inevitabile richiesta in autunno alla BCE di comprare i titoli di stato, quando la pressione dei mercati tornerà in auge. Ma, attenzione. Per Stark, anche in Francia ci saranno forti pressioni per essere ammessa al piano di acquisti di Draghi. Non solo. Tali acquisti saranno attuati senza una contropartita reale sul piano delle riforme, perché ci saranno forti pressioni politiche, affinché la BCE perda la sua indipendenza rispetto ai governi, cosa che il tedesco ritiene già compromessa dagli acquisti del 2011 e dai salvataggi che Francoforte ha messo in atto negli ultimi tre anni.

La Francia sfrutterebbe il momento per chiedere alla Germania una revisione dello statuto della BCE, limitandone l’autonomia. Berlino cederà per salvare l’euro, a cui non può rinunciare.

Dunque, sarà un autunno caldo. I mercati avrebbero concesso all’Eurozona una tregua temporanea, in attesa di verificare la bontà delle azioni dei governi. Insufficienti, specie in Italia. Da qui, il riemergere delle tensioni finanziarie, subito dopo le elezioni in Germania del 22 settembre.

Per quanto il punto di vista di Stark sia parziale, trattandosi di un ex falco della BCE, esso svela le previsioni di parte non indifferente del mondo politico-finanziario di un nuovo focolaio di crisi dopo l’estate. E questa volta Roma cadrà.

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