La crisi delle valute emergenti non è finita per Pimco

Le valute emergenti continueranno a deprezzarsi per Pimco. Il recupero di questi giorni sarebbe solo temporaneo.

di , pubblicato il
Le valute emergenti continueranno a deprezzarsi per Pimco. Il recupero di questi giorni sarebbe solo temporaneo.

Il più grande fondo obbligazionario al mondo, Pimco, invita a puntare su posizioni “short” per le valute emergenti rispetto al dollaro, in considerazione dei cali a cui potrebbero andare ancora incontro nei prossimi mesi. Una posizione si definisce “short”, quando scommette sul ribasso del titolo su cui viene aperta. Alla base della crisi delle valute emergenti ci sarebbero due fattori principali, stando al Cyclical Outlook del fondo: la svalutazione dello yuan, avvenuta in agosto, e il rafforzamento del dollaro. La prima ha reso la Cina un’economia relativamente più competitiva degli altri mercati emergenti, aumentando la pressione sui rispettivi mercati dei cambi. Il super-dollaro lo si deve, invece, alle attese di un prossimo rialzo dei tassi USA. Quest’ultima prospettiva sembra allontanarsi nelle ultime settimane e non è un caso che a beneficiarne siano stati proprio i corsi delle valute emergenti, saliti mediamente del 2,4% da inizio mese, con guadagni di oltre il 5% per il peso colombiano, la rupia indonesiana e il rublo russo. Su quest’ultimo, in verità, peserebbe anche di più la risalita delle quotazioni del greggio, a loro volta legate proprio all’indebolimento del dollaro. Ma il rally recente non cancella il -8,3% accusato nel terzo trimestre dalle 20 principali valute emergenti, il peggiore risultato da 4 anni a questa parte. Questi mercati stanno dimostrando di non essere riusciti a dare vita a un modello di crescita sganciato dalle materie prime, la cui caduta dei prezzi sta provocando un drastico rallentamento economico. E vediamo la reazione nelle ultime sedute delle principali valute emergenti: la lira turca, che dall’inizio dell’anno ha perso più del 21%, dall’inizio del mese ha guadagnato il 3,3%; la rupia indiana è risalita di appena lo 0,6% questo mese, restando in calo del 4% da inizio anno; il real brasiliano cresce del 3,2%, ma cede il 31,5% dall’1 gennaio ad oggi;il rublo segna un progresso di circa il 5% nelle sedute di ottobre, pur perdendo intorno al 3% nel 2015, ma ben il 20% rispetto ai massimi toccati il 14 maggio scorso. Dunque, non c’è un sostanziale recupero delle valute emergenti, bensì una timida risalita dai valori di qualche settimana fa. D’altronde, i guadagni ottobrini sono in linea con quelli realizzati dalle materie prime, di cui queste economie sono spesso produttrici: il Brent ha mostrato un rialzo del 5% e le commodities, in generale, del 2,4%.

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , , , , , ,
>