La ‘crisi’ dei treni alta velocità: 18mila ore di ritardo nel 2018, che cosa cambierà

Secondo Fs, l’arrivo di nuovi treni pendolari Pop e Rock e l’utilizzo del sistema di controllo elettronico della marcia del treno su snodi importanti dovrebbe migliorare nettamente la situazione.

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Secondo Fs, l’arrivo di nuovi treni pendolari Pop e Rock e l’utilizzo del sistema di controllo elettronico della marcia del treno su snodi importanti dovrebbe migliorare nettamente la situazione.

I ritardi sono ancora il tarlo dei treni italiani. Lo dicono i dati del Portale informativo circolazione di Rfi che parla di 18mila ore di ritardo per i treni ad alta velocità di Trenitalia e Italo. I dati sembrano confermare un certo peggioramento rispetto ad alcuni anni fa. Si parla del 50,5% per i treni in arrivo, 821mila minuti in più rispetto al 2014.

Treni alta velocità spesso in ritardo

Un report simile riguardava i treni pendolari come abbiamo visto nel recente articolo Inchiesta treni pendolari di Altroconsumo: le tratte peggiori per ritardi e cancellazioni. Non va meglio però a quelli ad alta velocità, utilizzati ogni giorno da migliaia di persone per spostarsi da Nord a Sud. Il ritardo medio è di 7 minuti e mezzo. Solo il 34,8% dei treni è arrivato a destinazione puntuale. Nel 2017 la percentuale era 39,9%. In ogni caso i dati sono peggiori rispetto al passato e questo va sicuramente rivisto considerando che si tratta di almeno 5 punti percentuali. In particolare, considerando i mesi di ottobre e novembre, questi sono risultati particolarmente drammatici sul fronte ritardi, anche più di 5 minuti. In seguito, come scrive anche Il Sole 24 Ore, l’amministratore delegato di Fs, Gianfranco Battisti, aveva chiesto misure urgenti come la cancellazione di alcuni cantieri e altre misure legate al ritocco degli orari e più controllo nelle sale operative per evitare il conflitto di treni regionali e alta velocità e di conseguenza limitare i ritardi.

Come si potrebbe risolvere la situazione

Secondo Fs, l’arrivo di nuovi treni pendolari Pop e Rock e l’utilizzo del sistema di controllo elettronico della marcia del treno su snodi importanti dovrebbe migliorare nettamente la situazione ma l’Autorità di regolazione dei trasporti chiede misure urgenti come l’orario dei treni, che andrebbe totalmente rivisto già dall’estate ma anche le nuove infrastrutture dovrebbero essere una soluzione.

Il problema si pone soprattutto sulle tratte Roma-Firenze, Milano Centrale e Roma Termini, quelle con maggior afflusso, in cui i sistemi sono maggiormente saturi.

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