La crisi dei regali di Natale ai tempi della pandemia

Come sono cambiati i regali di Natale con la pandemia di coronavirus.

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Chi si può invitare a pranzo o a cena a Natale e Capodanno?

La crisi del Natale si fa sentire anche con il calo dei regali. Rispetto all’anno scorso l’effetto del coronavirus appare chiaro a tutti e non è soltanto la tredicesima minore a pesare ma anche quel clima di sfiducia che si è creato. 

Anche i regali di Natale vanno in crisi

Secondo un’indagine di Confcommercio, infatti, un italiano su 4 rinuncerà ai regali di Natale e agli acquisti, chi ha deciso di farli spenderà meno. A resistere sono i giochi per bambini mentre i doni per adulti hanno perso consensi. Da un lato c’è la tredicesima più leggera ma dall’altro anche un clima di incertezza e tristezza dovuti alle nuove regole imposte dal Governo tra divieti di spostamenti, festeggiamenti blindati e via dicendo che hanno trasformato il clima di festa in sfiducia. Nonostante tutto, chi ha deciso di non rinunciare ai regali di Natale lo farà cercando di spendere il meno possibile e quindi cercando offerte online ma anche nei negozi fisici

Clima di sfiducia e tredicesima leggera

Per il mese di dicembre solo una piccola parte sarà destinata ai regali, saranno le spese di casa quelle a cui saranno destinati i risparmi, in particolare tasse, bollette e spesa alimentare. Complessivamente la spesa sarà ridotta del 18% passando da 9 miliardi a 7,3 del 2020. 

Secondo Coldiretti, infatti: “A pesare in Italia è l’effetto congiunto dell’operazione cashback insieme al boom degli acquisti in rete. Nonostante l’emergenza per Natale, però, il 62% degli italiani ha dichiarato di considerare i negozi fisici come la principale meta per lo shopping natalizio a fronte di un 38% che predilige l’online”.

Ad avere un minor impatto sono i regali alimentari, mentre resistono i prodotti per la cura della persona, come profumi e cosmetici.

In parte resistono anche gli elettrodomestici come tv, caffettiere, robot da cucina, rasoi e prodotti per la casa. Sono scese le spese anche per vini, panettoni e prodotti tipicamente natalizi, il motivo va ricercato ancora nel divieto di festeggiamenti con molte persone, che ha spento il clima di festa. 

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