La Costituzione cambierà entro ottobre 2014, grazie al Comitato dei 40 e i 35 saggi

Il Governo lancia il tavolo delle riforme, obiettivo ottobre 2014. Presidenzialismo e nuova legge elettorale in prima linea.

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Il Governo lancia il tavolo delle riforme, obiettivo ottobre 2014. Presidenzialismo e nuova legge elettorale in prima linea.

“Senza un concreto piano delle riforme, con una realizzazione in diciotto mesi, potrei trarre le doverose conseguenze”. Enrico Letta era stato chiaro, il suo Governo dovrà agire e non restare fermo nella palude della confusione. Ed ecco già le prime risposte, nel tentativo di aprire una strada che si prospetta lunga e tortuosa, ma che viene considerata “necessaria” dalle forze politiche. Gaetano Quagliariello ha illustrato il piano dell’iter delle riforme istituzionali che ci attendono, con l’esecutivo chiaramente chiamato a fare in fretta, entro i diciotto mesi indicati, dimostrando una efficienza riscontrata di rado dal nostro paese quando è la questione riforme radicali a finire sul tavolo. Ma tant’è che si procede, spediti, verso un progetto ambizioso, aperto dalla nomina dei trentacinque saggi che avranno il compito di aprire il dialogo e lavorare verso soluzioni condivise “lontane dai pessimismi”, e di sicuro verso un ammodernamento della Costituzione che sappia essere frutto di “una scelta calibrata da parte del Parlamento” come ha ricordato il Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Tutto pronto, quindi, per l’avvio del processo riformatore, e la notizia riguarda i tempi stretti indicati. Rispetto alle abitudini italiane, si riduce drasticamente lo scarto: soltanto quattro mesi affinchè vengano tracciate le linee guida di cambiamento alla Carta. Il ddl introduce anche il ‘Comitato dei 40’, venti deputati ed altrettanti senatori scelti tra i componenti delle commissioni Affari costituzionali, che dovranno agire in tempi risicati anche per quanto concerne l’approvazione delle leggi costituzionali: un mese soltanto rispetto ai tre attuali.

Ecco come cambierà la Costituzione.

Il Comitato dei 40, sul fronte costituzionale, avrà subito indicazioni ben precise: analizzare e revisionare alcuni Titoli che riguardano materie a lungo chiacchierate negli ultimi giorni, tornati in auge con una discreta ventata di divisioni.

Ma andiamo nello specifico. Si parte dai Titoli I, II, III e V della parte Seconda della Costituzione ovvero forma di Stato, forma di Governo e bicameralismo. Lavoro da protrarre fino a febbraio 2014, mentre per la prima lettura del progetto di riforma in un ramo del Parlamento bisognerà attendere ulteriori tre mesi seguita, entro settembre 2014, dall’altra camera. Per ottobre è infine fissato il via libera definitivo, con votazione conclusiva “salvo l’eventuale svolgimento del referendum confermativo” come specificato dal Governo in un comunicato. A tal proposito, il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello ha ricordato i punti salienti di un ddl studiato “per rispettare le scadenze indicate dal premier Letta, indicate in diciotto mesi “ al fine di “aspettare il voto del Parlamento come chiusura di un iter delle riforme incentrato su un vero e proprio crono programma”. “Crediamo – ha spiegato inoltre il ministro –   di aver ulteriormente rafforzato l’articolo 138 della Costituzione, pertanto il referendum potrà essere richiesto anche se dovesse verificarsi una approvazione della riforma per oltre i due terzi”. “L’obiettivo – secondo Quagliariello – è l’approvazione da parte delle Camere di un ddl riformatore entro ottobre, sempre in stretto legame con la relazione consegnata dai saggi”. Nessun pericolo, invece, per quanto concerne la possibile sovrapposizione tra saggi e commissione, tra un lavoro sulla Costituzione e quello parlamentare. “Ci sarà una staffetta”, spiega il ministro, il tutto “culminerà con la relazione di ottobre”. Escluso invece un lavoro sulla regolazione del conflitto d’interessi da parte del comitato. Indicato come un tema che va “oltre il contenuto delle mozioni parlamentari” è stato dribblato e rispedito al Parlamento.

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