La Corte dei Conti vede rischi sul debito con la bassa crescita

Manovra correttiva per lo 0,9% del pil. La chiede la Corte dei Conti, che stima per il prossimo biennio uno scostamento cumulato di circa 15 miliardi, a causa della flessibilità utilizzata dal governo Renzi.

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Manovra correttiva per lo 0,9% del pil. La chiede la Corte dei Conti, che stima per il prossimo biennio uno scostamento cumulato di circa 15 miliardi, a causa della flessibilità utilizzata dal governo Renzi.

Nel suo Rapporto sulla finanza pubblica 2016, la Corte dei Conti ha spiegato che lo scorso anno si è registrato in Italia un calo della spesa primaria di 6 miliardi di euro, mentre le entrate tributarie dirette sono diminuite di 6,5 miliardi. Rispetto ai target fissati dal governo, chiarisce, si è trattato di uno scostamento dello 0,5% del pil per entrambe, un fatto che andrebbe monitorato con attenzione per i suoi possibili riflessi sul bilancio dell’esercizio in corso. In particolare, i giudici contabili eccepiscono che l’allentamento della politica fiscale avrebbe fatto peggiorare i conti pubblici dello 0,6% del pil, quando la Commissione europea ci aveva chiesto un miglioramento dello 0,5%. Per questo, nel biennio 2017-’18 si sarebbe già cumulato il bisogno di una correzione per lo 0,9% del pil. Sarebbero a rischio gli obiettivi sul debito, a partire da quello del 123,7% nel 2018. La Corte ricorda, infatti, che per il quadriennio 2015-’18 sono previste privatizzazioni per complessivi 1,5 punti di pil, ma se queste saranno inferiori alle stime, così come anche la crescita della nostra economia, il target potrebbe non essere centrato. Infine, sempre i giudici ricordano come la crisi economica e finanziaria esplosa nel 2008 abbia comportato un aumento del rapporto debito/pil di ben 30 punti percentuali. Presente alla lettura del Rapporto vi era anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, il quale ha puntato, invece, l’attenzione sulla necessità di politiche fiscali espansive, tenendo presente proprio la ripresa “incerta” di questi mesi, sostenendo che sarebbe obiettivo dello stato curarsi dei proprio cittadini, specie i più giovani, nonché dei loro sogni. L’esito del monitoraggio della Corte dei Conti del bilancio 2015 e l’analisi di quanto potrebbe accadere nel prossimo biennio rappresentano un campanello d’allarme, in quanto presuppongono la necessità di una manovra correttiva di 15 miliardi di euro, a causa dell’uso della flessibilità richiesta dal governo Renzi e concessa dalla UE.

 

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