La Corte Costituzionale tedesca dice si all’Esm con condizioni.

Con il si della Germania al Fondo Salva Stati l'Europa tira un sospiro di sollievo e lo spread scende.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Con il si della Germania al Fondo Salva Stati l'Europa tira un sospiro di sollievo e lo spread scende.
Puntuale, alle ore 10 di questa mattina, il presidente della Corte Costituzionale di Karlsruhe, in Germania, Andreas Vosskuhle, entra in tribunale, insieme agli altri sette giudici. Dopo essersi accertato della presenza dei ricorrenti, da lettura dell’attesissima sentenza, respingendo il ricorso d’urgenza presentato dal deputato della CSU, Peter Gauweiler, e confermando la legittimità costituzionale del meccanismo di funzionamento del Fondo salva-stati permanente, l’Esm, oltre che del Fiscal Compact.

Condizioni della Germania

Unico limite – ma siamo davvero al trovare il pelo nell’uovo – è la previsione che la Germania non potrà contribuire per più di 190 miliardi di euro in favore dell’Esm, senza il via libera del Bundestag. Per cifre superiori dovrà essere il Parlamento ad autorizzare di volta in volta gli esborsi. Detto francamente, non sarebbe potuta andare meglio, visto che i 190 miliardi sono proprio la quota prevista per la partecipazione tedesca, pari al 27,15% del capitale del Fondo.
Non solo sono state respinte tutte le tesi dei “falchi” tedeschi, capeggiati dalla Bundesbank, la cui sola ipotesi di accoglimento da parte della Corte aveva fatto tremare l’intera Eurozona, ma a leggere la sentenza siamo alla conferma più totale dell’impianto del piano anti-spread di Mario Draghi e della sua BCE.
Il verdetto è stato accolto con un applauso liberatorio al Parlamento di Strasburgo, presieduto dal tedesco e socialdemocratico Martin Schulz. Ma nella stessa Berlino si guarda con soddisfazione alla decisione dei giudici, visto che il Bundestag aveva già approvato a larghissima maggioranza sia l’Esm che il Fiscal Compact, con le sole opposizioni della sinistra radicale della Linke e di alcuni settori più conservatori della maggioranza. Una sentenza anti-Esm avrebbe avuto anche il sapore di un attacco a governo e Parlamento e avrebbe rischiato di acuire il confronto in atto tra il cancelliere Angela Merkel e il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, con quest’ultimo oggi più sconfitto e isolato che mai nella sua impostazione anti-Draghi.

Effetti della decisione della Corte Costituzionale

Ma quale sarà l’effetto immediato di questa decisione? A dire il vero, già da qualche giorno i mercati scontavano una sentenza favorevole all’Esm, tanto che lo stesso spread BTp-Bund e Bonos-Bund è sceso considerevolmente, complice l’annuncio del 6 settembre del piano Draghi.
Tuttavia, l’effetto Karlsruhe dovrebbe essere visibile anche nelle prossime sedute e non è un caso che subito dopo la lettura della sentenza Piazza Affari abbia accelerato al rialzo e lo spread per i titoli decennali sia sceso, con il BTp a dieci anni a rendere appena sopra il 5% (in zona 5,06%).
Il perché è facile spiegarlo. Il piano Draghi prevede l’acquisto da parte della BCE dei titoli in crisi, ma limitatamente alle scadenze tra uno a tre anni, per non contravvenire al mandato dello Statuto. Senza un sostegno dell’Esm, il piano sarebbe rimasto monco, dimezzato; ipotesi che preoccupava la stessa Francoforte, oltre i mercati. Invece, il via libera al nuovo meccanismo di funzionamento dell’Esm garantisce ulteriore liquidità per 700 miliardi, che il Fondo potrà utilizzare per l’acquisto dei titoli a medio-lungo termine, cioè con scadenza superiore ai tre anni. Ciò implica la possibilità di assicurare più celermente il rientro degli spread lungo tutta la curva dei rendimenti, a vantaggio di una più pronta stabilizzazione dei bond sui mercati e a un loro più fruttuoso recupero di fiducia.
Resta il neo delle risorse a disposizione del Fondo. 700 miliardi non sarebbero una cifra in grado di assicurare ai mercati certezze sulla copertura di eventuali salvataggi di Italia, Spagna, Portogallo e Irlanda, anche se la BCE farebbe la sua parte sulla parte breve delle scadenze. Il rimedio ad oggi respinto dai tedeschi consisterebbe, dunque, nel concedere all’Esm la licenza bancaria, cosa che gli consentirebbe di accedere alla liquidità della BCE a tassi vantaggiosi, da impiegare subito per l’acquisto (a rendimenti maggiori) dei titoli in difficoltà. La Germania ritiene questo meccanismo una sorta di intervento indiretto dell’Eurotower per il finanziamento dei debiti degli stati dell’Eurozona, in violazione dello Statuto.

Aiuti alla Spagna? Previsione di acquisti illimitati

Poco prima della sentenza, il premier spagnolo Mariano Rajoy aveva parlato di possibile richiesta di aiuti per la Spagna, ora che sono stati messi a punto i nuovi meccanismi di intervento, mentre l’Italia ufficialmente non ha mai fatto accenno a tale ipotesi, al contrario smentita. Tuttavia, il Financial Times, alla vigilia del board del 6 settembre della BCE, pubblicava un articolo per cui Roma chiederebbe aiuto a Francoforte entro la fine dell’anno.
Ieri, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ospite alla trasmissione di La7, Otto e Mezzo, ha spiegato che il governo starebbe facendo di tutto per “evitare di chiedere aiuto alla BCE”. Insomma, si lavora per non farlo, ma non si esclude più a prescindere che non lo si farà.
Gli aiuti saranno concessi condizionatamente alla sottoscrizione di un memorandum, con cui il governo assistito s’impegna a portare avanti in tempi pre-stabiliti le riforme chieste dall’Eurotower. Non sarebbe un meccanismo automatico di salvataggio, ma subordinato allo svolgimento dei compiti assegnati.
La portata rivoluzionaria del piano consiste, invece, nella previsione di acquisti illimitati, che dovrebbero rassicurare da ora in avanti i mercati sulla stabilizzazione dei corsi dei bond oggi in crisi.
Il beneficio immediato si sta avendo anche sull’euro, con la moneta unica scambiata a 1,29 contro il dollaro. Perché oggi Karlsruhe ha salvato l’Eurozona.

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Argomenti: Economia Europa