La Svezia ora teme la corona debole e quella di carta o metallo è quasi scomparsa

La Svezia non uscirà presto dalla lunga fase dei tassi negativi e la corona crolla contro l'euro ai minimi dal 2009. E famiglie e imprese iniziano a preoccuparsi.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Svezia non uscirà presto dalla lunga fase dei tassi negativi e la corona crolla contro l'euro ai minimi dal 2009. E famiglie e imprese iniziano a preoccuparsi.

-8,5%. E’ il bilancio della corona svedese contro l’euro nell’ultimo anno. Adesso, il tasso di cambio è di 10,55, il più debole per la valuta scandinava sin dalla crisi finanziaria del 2009. Dall’inizio dell’anno, si è indebolito del 6,7% e la Riksbank inizia ad essere sotto accusa per un esito che preoccupa milioni di cittadini e imprese svedesi. Secondo la Federazione delle Imprese, un quarto delle piccole attività importa dall’estero e solo un decimo di esse esporta. Dunque, l’indebolimento della corona svedese ai minimi da 9 anni contro l’euro starebbe traducendosi in una lievitazione dei costi e in una perdita di potere di acquisto per le famiglie. A volerla dire tutta, è proprio questo l’obiettivo del governatore Stefan Ingves, il quale punta a centrare il target d’inflazione del 2% e come tutti i suoi colleghi banchieri centrali, confida sul cambio debole per aumentare il costo dei beni importati e per potenziare le esportazioni.

Tuttavia, le implicazioni pratiche di questa politica non sono affatto gradite dagli svedesi, molti dei quali non rinuncerebbero mai e poi mai a una vacanza all’estero nel corso dell’anno, anche al costo di rinunciare all’acquisto di un bene durevole. Ma le vacanze fuori dai confini nazionali diverranno ben più care per loro questa estate, visto che recarsi in una meta dell’Eurozona, ad esempio, inciderà notevolmente sul loro budget disponibile.

La scorsa settimana, la Riksbank ha rinviato di qualche mese l’avvio della normalizzazione monetaria, che prima era atteso “nella seconda metà dell’anno”, mentre adesso “verso la fine dell’anno”, probabilmente anche per non anticipare le mosse della BCE. L’inflazione a marzo è salita al 2% dall’1,7% di febbraio, ma allo stesso tempo quella “core”, al netto della componente energetica, è rimasta stabile all’1,5%, sotto le attese dell’istituto dell’1,8%, segno che non vi sarebbe affatto alcun surriscaldamento dei prezzi in linea con l’obiettivo, nonostante si stia sgonfiando la bolla immobiliare, con i prezzi delle case ad essere già arretrati del 10% rispetto al picco toccato nel 2017.

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Svezia rimasta senza contanti

La Riskbank tiene i tassi di riferimento sottozero al -0,5%. Entro la fine dell’anno, le stime dello stesso istituto intravedono un -0,3%, ovvero un rialzo dei tassi di 20 punti base. La stretta monetaria, quando sarà avviata, si paleserà abbastanza lenta, se è vero che la stessa banca centrale più antica del mondo stima tassi ancora allo 0,9% da qui a 3 anni. Vero è, tuttavia, che l’istituto si tiene pronto ad apportare cambiamenti alla sua impostazione, spiega, nel caso le variabili macro lo rendessero necessario. Tra il 2010 e il 2011, la Riksbank alzò i tassi e l’economia scivolò in deflazione, tanto che il governatore si attirò l’epiteto di “sadomonetarista” dal Premio Nobel per l’economia, Paul Krugman. Adesso, non può permettersi di ripetere l’errore di anticipare la BCE sul rialzo dei tassi, altrimenti i capitali si sposterebbero copiosi in Svezia, la corona si rafforzerebbe eccessivamente e frustrerebbe la Riksbank, scatenando nuovi timori di deflazione e un probabile rallentamento economico.

Non solo costi più alti per le famiglie, ma imprese svedesi sempre più oggetto di scalate straniere. Essendo diventate meno care per gli investitori esteri, qui le operazioni di Merger & Acquisitions sono esplose quest’anno del 200%, quando nel resto dell’Europa occidentale si registra un tonfo del 38%. E Ingves è sotto tiro di parte dell’opinione pubblica per la scarsa disponibilità di cash. La Svezia è l’economia con più pagamenti digitali al mondo. Solamente il 2% del valore delle transazioni viene realizzato in contanti e solo un pagamento su 5 avviene in contante nei negozi, un fatto che da un lato viene salutato come il segno di un progresso tecnologico senza eguali nel resto del pianeta, dall’altro si fanno notare le conseguenze potenzialmente drammatiche su quelle fasce della popolazione, come anziani e rifugiati, che non hanno accesso ai conti bancari e alle app per pagare e che rischiano di essere tagliati fuori dalla quotidianità, divenendo pressoché complicato anche solo pagarsi un caffè, visto che molti esercizi si rifiutano di accettare ormai pagamenti cash, approfittando di un buco legislativo in materia, nonostante la corona svedese venga considerata moneta a corso forzoso.

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La Riskbank stessa ha riconosciuto che la domanda di contanti potrebbe impennarsi in situazioni di crisi, ma a causa della scarsa offerta, si avrebbero eventualmente grossi problemi nel soddisfarla. Per questo, politica e istituto starebbero ipotizzando di costringere le banche a offrire servizi con relativa iniezione di liquidità fisica in circolazione, in modo da evitare l’eccesso di una società quasi perfettamente “cashless”.

La Svezia andrà ad elezioni a settembre e la coalizione di centro-sinistra, guidata dal premier Stefan Loefven, viene data alla pari nei sondaggi rispetto ai consensi per l’opposizione di centro-destra. Tuttavia, quasi un quinto degli elettori voterebbe per i Democratici Svedesi, una formazione anti-immigrati, che farebbe da ago della bilancia. Il debito pubblico di Stoccolma si attesta al 40% del pil, in calo dal 45,5% del 2014 e il tasso di disoccupazione è sceso al 6,5%, nettamente al di sotto della media europea, in arretramento di circa un punto percentuale sotto questo governo. Sostenuti i ritmi di crescita del pil nell’ultimo quadriennio, con l’apice raggiunto alla fine del 2015, quando si oltrepasso il 5%, a seguito dell’afflusso di decine di migliaia di immigrati. Ma nulla starebbe spingendo l’inflazione stabilmente al target e Ingves, dopo essere stato tacciato di essere eccessivamente restrittivo, adesso viene accusato dell’esatto contrario.

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Argomenti: Economie Europa, tassi negativi