La Cina vende Treasuries? Ma i rendimenti non ne risentono

La Cina avrebbe venduto molti Treasuries nelle ultime settimane. L'effetto sui rendimenti non sarebbe stato così visibile.

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La Cina avrebbe venduto molti Treasuries nelle ultime settimane. L'effetto sui rendimenti non sarebbe stato così visibile.

Nel mese di agosto, le riserve in valuta straniera della Cina sono diminuite di 94 miliardi di dollari a 3.600 miliardi, stando agli stessi dati di Pechino. Ai più non  è sfuggito che questo calo sia coinciso con le turbolenze della Borsa di Shanghai e con gli aggiustamenti apportati al tasso di cambio dello yuan. In sostanza, s’ipotizza che parte di quei -94 miliardi di riserve sia da addebitare agli interventi della People’s Bank of China (PBoC), che ha cercato di porre un freno al deprezzamento del cambio, vendendo valuta straniera e acquistando yuan. Secondo questa interpretazione, abbastanza verosimile, la Cina avrebbe venduto nelle ultime settimane Treasuries, i titoli di stato emessi dagli USA, che deteneva per 1.300 miliardi di dollari alla fine di giugno. Se così fosse, ci si interroga quale potrebbe essere l’impatto di una simile azione, considerando che Pechino rappresenta il primo creditore del governo americano e che possiede il 20% dei Treasuries in mano agli investitori stranieri.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/il-giappone-si-sbarazza-dei-bond-europei-e-dei-treasuries/  

Rendimenti Treasuries poco variati

La logica conseguenza di queste azioni sarebbe la risalita dei rendimenti sul mercato secondario prima e alle aste del Tesoro dopo, per effetto della maggiore offerta e della minore domanda. Sappiamo anche che i rendimenti sovrani degli USA sono correlati negativamente sia al calo di Wall Street, sia alle tensioni economiche, finanziarie e geo-politiche rilevanti nel resto del mondo. Si tratta, infatti, di titoli considerati beni-rifugio, per cui la loro domanda aumenta, quando si verificano turbolenze sui mercati. In effetti, nelle ultime 3 settimane l’indice S&P 500 ha perso l’8% e la Borsa di Shanghai ha accusato un duro colpo il 24 agosto scorso, a causa dei timori legati alla crescita cinese e allo scoppio della bolla finanziaria nel paese. Eppure, i rendimenti dei Treasuries non sembrano averne risentito né in un senso, né nell’altro. I decennali si attestano al momento intorno al 2,2%, poco al di sotto dei livelli di un mese fa. Per quanto nella drammatica seduta del 24 agosto, siano passati dal 2,19% al 2,01%, in molti hanno notato che non avrebbero subito quella grossa variazione che ci si sarebbe potuti aspettare.   APPROFONDISCI – https://www.

investireoggi.it/economia/le-banche-centrali-vendono-treasuries-ce-una-crisi-di-fiducia-negli-usa/  

Gli USA corrono davvero un pericolo?

Per qualcuno, ciò potrebbe essere la spia che si farebbe sentire l’effetto delle vendite da parte della Cina. In realtà, va considerato che da settimane vi è attesa per un imminente rialzo dei tassi USA, che porterà a un generale innalzamento dei rendimenti sul mercato obbligazionario. Inoltre, si tenga conto che negli ultimi 3 mesi si è registrato, in ogni caso, un calo di 17 punti base sulla scadenza decennale. Dunque, l’effetto Cina non si è materializzato così come ci si sarebbe potuti aspettare. Certo, se la PBoC iniziasse a vendere Treasuries in massa, i rendimenti americani lieviterebbero, ma lo scenario appare alquanto improbabile. Per prima cosa, perché non converrebbe alla stessa Cina, dato che i titoli del Tesoro USA rappresentano un’ottima alternativa alla detenzione di liquidità, garantendo una remunerazione minima ed essendo sicuri. Secondariamente, se la Cina vendesse tutto in un colpo i Treasuries, il loro prezzo sul mercato diminuirebbe, ma ciò impatterebbe negativamente sul livello delle riserve di Pechino. Terzo, non si vede la necessità di una tale azione. Lo yuan potrebbe ancora subire pressioni al ribasso, ma non tali da procurare un simile allarme. Gli investitori dovranno semplicemente iniziare a fare i conti con un’economia cinese dal ritmo di crescita più lento. Non sarà la fine del mondo. Nemmeno per i Treasuries.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/petrolio-e-treasuries-segnalano-un-possibile-ritorno-allinflazione-zero-o-negativa/

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