La Cina svela le sue riserve di oro, ma il dato delude e non convince

La Cina svela ufficialmente il livello delle sue riserve di oro, ma il dato delude e non convince affatto.

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La Cina svela ufficialmente il livello delle sue riserve di oro, ma il dato delude e non convince affatto.

Dopo ben 6 anni e 2 mesi, la People’s Bank of China, la banca centrale cinese, ha aggiornato finalmente i dati relativi alle sue riserve di oro. L’ultimo comunicato ufficiale si riferiva, infatti, al mese di aprile del 2009, quando l’istituto possedeva 33,89 milioni di once di oro, pari a 1.054 tonnellate. Un livello di gran lunga inferiore a quello detenuto dalle principali banche centrali del pianeta, se si pensa che la Federal Reserve ne detiene ufficialmente 8.133,5 tonnellate. Nessuno dubitava fino ad oggi che Pechino avesse in questi anni accresciuto il livello delle riserve di metallo, anche se si discuteva sulle quantità. Adesso, non dovrebbero esserci dubbi, dopo che è stato svelato che nel mese di giugno l’oro detenuto dalla PBoC è salito del 57% a 53,31 milioni di once, pari a 1.658 tonnellate. Ovviamente, nessuno crede che gli acquisti siano avvenuti nel giro di 30 giorni, visto che il mercato avrebbe molto difficilmente potuto assorbire acquisti per oltre 600 tonnellate da parte della sola banca centrale cinese, quando a giugno si è registrato, invece, un calo delle quotazioni dell’oro del 2%, a conferma che in quel mese  la domanda è stata relativamente debole.   APPROFONDISCI – Import oro, Cina apre a due banche straniere per mitigare prezzi  

Riserve oro Cina

Dunque, la Cina avrebbe accumulato 600 tonnellate in 6 anni, al ritmo medio di 100 all’anno o poco più di 8 al mese. Potrebbe sembrare tanto, mentre è una grossa delusione. Bloomberg, ad esempio, aveva stimato una triplicazione dell’oro a riserva di Pechino, basandosi sui dati delle compravendite e sull’offerta nel paese. La Cina, infatti, è il maggiore produttore di metallo al mondo, ma ne vieta l’esportazione, per cui tutta la produzione interna si traduce in consumi privati, anche a scopo industriale, oltre che in acquisti da parte della PBoC.

Si era  ipotizzato che le autorità di Pechino avrebbero svelato le reali cifre sull’oro, solo quando avrebbero raggiunto o superato il livello delle riserve della Fed. A questo punto, si comprende molto poco il senso dell’avere tenuti nascosti i dati reali per 6 anni, salvo pubblicare dopo così tanto tempo cifre non esaltanti. Che senso ha avuto nascondere al mondo ritmi di acquisto di oro del tutto ordinari?   APPROFONDISCI – Oro, continuano gli acquisti da India e Cina. Le riserve di Pechino a 5.000 tonnellate?  

Perché 6 anni di black-out sui dati?

Alla base di questa mossa dell’istituto potrebbero esservi diverse spiegazioni. La prima è che esso non avrebbe potuto procrastinare la pubblicazione dei dati aggiornati, visto che in autunno l’FMI vorrebbe inserire lo yuan tra le valute delle sue riserve SDR. Per farlo, però, ha bisogno di trasparenza nelle cifre, oltre che di dati che dimostrino la solidità della valuta cinese. E Pechino smania per affermarsi anche nel campo monetario quale nuova potenza mondiale. Altro aspetto non trascurabile è che l’oro rappresenta una garanzia per chi investe, essendo il bene-rifugio per eccellenza nella storia. La Borsa di Shanghai ha perso dal 12 giugno all’8 luglio scorso il 32%, salvo successivamente rimbalzare dell’8% e solo grazie all’intervento delle autorità cinesi, che anche oggi hanno comunicato un piano per iniettare liquidità sul mercato finanziario. Con la pubblicazione dei dati aggiornati sulle più alte riserve di oro, il paese avrà anche voluto segnalare agli investitori di essere solido.   APPROFONDISCI – La Cina supera l’India nel consumo di Oro  

Riserve reali più alte?

Queste spiegazioni appaiono poco convincenti. Infatti, i dati aggiornati dimostrano sì una maggiore quantità di oro detenuto tra le riserve, ma molto meno di quanto ci si immaginasse. In sostanza, potrebbe creare l’effetto opposto a quello desiderato, ossia di delusione, anziché di attrazione dei capitali esteri. Si pensi, ad esempio, che l’Italia, che ha un’economia 5 volte più piccola di quella cinese, detiene 800 tonnellate in più di oro, attestandosi alle spalle solo di USA e Germania.

E’ probabile, quindi, che la Cina abbia comunicato un dato falsato, molto inferiore a quello reale, ponendosi l’obiettivo immediato di rassicurare l’FMI il giusto per fare inserire lo yuan tra le valute utilizzate dall’istituto nel prossimo triennio, riservandosi di aggiornare il dato reale a quando vi sarà il famoso sorpasso sugli USA, probabilmente tra un paio di anni. Se così fosse, la credibilità della PBoC diminuirebbe drasticamente.   APPROFONDISCI – Cina, riserve di oro seconde al mondo dopo gli USA, ma il sorpasso è vicino?    

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