La Cina accetterà altri default, il governo punta alla disciplina del mercato

La Cina accetterebbe altri default per segnalare al mercato la necessità di una maggiore disciplina. L'economia è gravata da un debito pari al 280% del pil.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Cina accetterebbe altri default per segnalare al mercato la necessità di una maggiore disciplina. L'economia è gravata da un debito pari al 280% del pil.

Lunedì, il default di Kaisa, la società attiva nel settore immobiliare in Cina, era annunciato da parecchio tempo, anche se in molti avevano scommesso che alla fine sarebbe arrivato l’intervento provvidenziale del governo di Pechino. Così non è stato e la società ha dovuto annunciare il mancato pagamento di un bond da un miliardo di dollari. Lo shock potrebbe essere stato il primo di una lunga serie per un’economia indebitata complessivamente per 28 mila miliardi di dollari, il 280% del pil. Parliamo di debiti delle famiglie, delle imprese e dello stato, esplosi tra il 2009 ad oggi, in seguito alla politica monetaria ultra-espansiva adottata dalla People’s Bank of China (PBoC) per evitare che anche la Cina cadesse in recessione, all’indomani del crac di Lehman Brothers.

Boom debito Cina

La conseguenza degli stimoli monetari è stato il boom del credito, specie quello erogato dallo “shadow banking”, il sistema bancario ombra, stimato al 60% del pil. Ad esso hanno fatto ricorso non solo molte società private, ma anche statali e i governi locali, tanto che adesso la banca centrale cinese ha allo studio il varo di una sorta di QE, consistente in uno switch tra i debiti degli enti locali e bond a lunga scadenza a rendimenti minori, un’operazione che potrebbe abbattere della metà gli oneri a carico dei primi.   APPROFONDISCI – In Cina c’è il 30% del debito mondiale delle imprese: $14,2 trilioni   Allo stesso tempo, però, la PBoC ha tagliato il coefficiente di riserva obbligatoria delle banche, sceso di 100 punti base per gli istituti più grossi al 18,5%, la riduzione più cospicua degli ultimi 6 anni. La misura potrebbe liberare 1.200 miliardi di yuan (circa 180 milioni di euro) di maggiori prestiti e segue la parziale liberalizzazione dei tassi sui depositi bancari delle settimane precedenti, che consentirebbe alle banche di alzare i rendimenti offerti alla clientela, seppur ancora limitati da un tetto massimo. E dal prossimo 1 maggio sarà introdotta una garanzia sui depositi in banca, che tutelerà i risparmiatori da possibili crac. L’insieme di questi provvedimenti va nella direzione di rendere il sistema finanziario cinese più libero ed efficiente, ma anche più soggetto ai fallimenti. Il governo ha inteso segnalare con il mancato intervento su Kaisa che è disposto ad accettare i casi di default, perché questi sono necessari alla disciplina del mercato. Chi presta soldi a un’impresa o a un governo locale in Cina deve iniziare a prezzare il rischio credito, a differenza di quanto accaduto sinora, confidando nei salvataggi pubblici.   APPROFONDISCI – La Cina si avvia a un altro default privato. Preoccupa il debito delle imprese  

Disciplina mercato limitata da obiettivo crescita Cina

Un mercato più disciplinato sarà in grado di far fluire il credito verso le società più affidabili, mentre quelle meno solide dovranno pagare i finanziamenti a caro prezzo o saranno anche escluse dal mercato dei prestiti. Ciò dovrebbe ridurre gli investimenti nei settori gravati da una crisi di  sovrapproduzione, come quello delle costruzioni, in favore di altri che ne hanno più bisogno e la cui capacità produttiva è magari non espressa al pieno delle potenzialità. Dunque, la Cina si avvicina al libero mercato, passando per l’accettazione della sua disciplina. E’ evidente, però, che questo discorso incontra un limite: quello della stabilità finanziaria e macroeconomica. Fino a quando sarà seriamente intenzionata Pechino ad accettare default privati o dei governi locali? Certamente, lo farà per le società di piccole dimensioni e non sistemiche, mentre la tolleranza sarà molto più bassa per quelle, le cui dimensioni metterebbero a rischio la stabilità finanziaria del Dragone e la tenuta della crescita economica. Perché se la politica è ancora disposta ad accettare che il pil cresca al ritmo più basso degli ultimi 25 anni, impedirà che questi rallenti ulteriormente.   APPROFONDISCI –  La Cina vende le riserve valutarie per difendere lo yuan, fine di un’era?      

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Argomenti: depositi bancari, Economie Asia, stimoli monetari