POLITICA EUROPA

La Catalogna verso il referendum indipendentista: un video della CUP spiega la ‘direzione’ – analisi economico-politica

Il 1° ottobre dovrebbe celebrarsi il referendum per l'indipendenza della Catalogna dal resto della Spagna: un video della CUP spiega dove si sta andando.

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di Carlo Pallavicini, pubblicato il
Il 1° ottobre dovrebbe celebrarsi il referendum per l'indipendenza della Catalogna dal resto della Spagna: un video della CUP spiega dove si sta andando.

Se ne parla poco in Italia, eppure il 1° ottobre dovrebbe tenersi un referendum per l’indipendenza della Catalogna, dopo che esso è stato votato dal parlamento della Regione (che gode già di forti autonomie). In realtà, il governo centrale ha dichiarato che il referendum è anti-costituzionale e sta già mandando la Guardia Civil a presidiare la regione e a sequestrare le schede elettorali: si tratta di un momento molto delicato nella storia spagnola, ma è anche interessante il movimento che c’è alle spalle, l’idea della costituzione di una Repubblica della Catalogna di tendenze socialiste. Proprio in una delle regioni più ricche della Spagna. Del resto, Barcellona è la città che ha dato la migliore risposta al terrorismo: niente capi di stato in prima linea (il Re è stato costretto a marciare in coda al corteo) e solidarietà e apertura verso tutte le culture e le etnie.

Una mappa davvero interessante – ecco la cartina dell’Europa se vincessero tutti i movimenti separatisti.

Il video della CUP spiega qual è la direzione da intraprendere per il referendum

La CUP è un movimento di estrema sinistra nato dai centri sociali barcellonesi e della Catalogna. Conta su un discreto consenso elettorale, alle ultime elezioni più dell’8%, e si dice che sia in forte crescita. L’idea di fondo è quella di costruire una vera alternativa alla Spagna attuale attraversata da scandali di ogni genere, il più grave quello che vede coinvolta addirittura la Corona in affari con l’Arabia Saudita (vendita di armi), non proprio gli amici migliori in questa fase storica. La Spagna vende armi all’Arabia Saudita, che le rivende ai militanti dello stato islamico e così via. La CUP, invece, parla della nascita di una Repubblica che scardini quello che viene chiamato il ‘tavolo da gioco’ della Spagna attuale: una commistione di interessi e di corruzione tra chiesa cattolica, esercito e potere economico-finanziario, il tutto avallato dal potere politico di destra e sinistra.

Il video della CUP è un piccolo capolavoro di comunicazione politica:

Immagine anteprima YouTube

Uno stralcio dal manifesto per il SI al referendum

Chiudiamo l’articolo con uno stralcio del manifesto per il SI al referendum che sta circolando in Catalogna. Diciamo immediatamente che queste consultazioni non si faranno (in quanto dichiarate illegali), ma se la mobilitazione popolare dovesse essere forte, allora il governo centrale rischierebbe davvero di trovarsi in difficoltà.

Il nostro obbiettivo sarà un Processo Costituente popolare, transparente e inclusivo, con la partecipazione delle entità e dei collettivi sociali, dell’ampia rete dell’associazionismo catalano, in modo da creare un nuovo paese all’altezza della situazione, una Repubblica al servizio della classe lavoratrice. Un Processo Costituente capace allo stesso tempo d’incorporare idee innovatrici quali per esempio l’elezione, mediante un sorteggio che rispetti i criteri di diversità, di alcune migliaia di cittadini che partecipino alla redazione della Costituzione che determinerà il tipo di paese che vogliamo.

Riteniamo infine che il SI dev’essere sia il voto degli indipendentisti che di coloro che sostengono una federazione o confederazione di repubbliche libere. È possibile federare o confederare gli stati solo se precedentemente questi hanno raggiunto la propria libertà; l’esito con-federale può essere accettato solo se la federazione o la confederazione costituita riconosce la libera autodeterminazione come diritto fondamentale di ognuna delle repubbliche che la integrano.

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Argomenti: Politica Europa

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