Report da brivido della BRI che spinge per il rialzo globale dei tassi – a tutti i costi

Nel suo rapporto annuale la BRI, il covo dei banchieri centrali, affonda il colpo sull'austerità pretendendo come necessaria una politica monetaria e fiscale restrittiva nel bel mezzo della crisi

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Nel suo rapporto annuale la BRI, il covo dei banchieri centrali, affonda il colpo sull'austerità pretendendo come necessaria una politica monetaria e fiscale restrittiva nel bel mezzo della crisi

Telegraph – La Banca dei Regolamenti Internazionali ha messo in guardia sul fatto che l’impennata dei rendimenti dei titoli in tutto il mondo minaccia di provocare perdite per trilioni di dollari per gli investitori e il sorgere di una nuova crisi finanziaria, a meno che le banche non si rafforzino per affrontare lo shock.

L’istituzione con sede in Svizzera ha dichiarato che, per un aumento medio di 300 punti base, solo le perdite sui titoli del Tesoro USA toccheranno i 1.000 miliardi dollari, e sono possibili danni ancora maggiori in altri paesi. La perdita potrebbe variare tra il 15% e il 35%c del PIL di Francia, Italia, Giappone e Regno Unito. “Questo grande balzo può verificarsi relativamente a breve”, ha dichiarato la BRI nel suo rapporto annuale, che cita il crash obbligazionario del 1994.

Ma qualcuno infine dovrà sopportare il rischio del tasso di interesse. Poiché le banche straniere e nazionali sarebbero tra coloro che subiscono le perdite, l’aumento dei tassi di interesse rappresenta un rischio per la stabilità del sistema finanziario, se non gestito con grande attenzione.”

L’allarme arriva dopo che la settimana scorsa la Federal Reserve ha provocato il picco più drammatico del costo dell’indebitamento negli Stati Uniti da più di un decennio parlando di un ritiro anticipato dal quantitative easing (QE), mandando segnali di panico al sistema globale.

Il rendimento dei titoli del Tesoro a 10 anni è salito di 80 punti base, da quando la Fed ha iniziato due mesi fa a fare pesanti dichiarazioni, chiudendo venerdì al 2.51%.

 

L’effetto collaterale è stata una corsa sui mercati emergenti, una inversione dei flussi di hot money verso la Cina, e nuovi nervosismi sul debito in Portogallo, Spagna e Italia. Nomura ha detto che il rialzo dei rendimenti negli Stati Uniti minaccia di “esporre ancora una volta a dei crack in Europa” e mandare in corto circuito la ripresa immobiliare statunitense.

La BRI, il covo dei banchieri centrali, ha detto che le autorità devono portare avanti la stretta monetaria indipendentemente da preoccupazioni sui titoli, avvertendo che QE e tassi zero stanno già facendo più male che bene.

Più a lungo vanno avanti, e maggiori sono i pericoli.

 

“Le banche centrali non possono fare di più senza aggravare i rischi che già hanno creato”, si legge in quello che equivale a un vero e proprio assalto alla credibilità delle politiche di ultra-stimolo.

Descrivendo la politica monetaria come “molto accomodante a livello globale”, la BRI ha avvertito che “l’equilibrio costi-benefici sta diventando inesorabilmente sempre meno favorevole.”

La BRI sembra raccomandare una stretta monetaria e fiscale combinata, provocando delle brusche reazioni da economisti di tutto il mondo, secondo i quali così si rischia una seconda fase della crisi e, forse, di cadere nella depressione.

“E’ una riproposizione dell’estremo “liquidazionismo” degli anni ’30. Se applicato, porterebbe gravi danni all’economia mondiale “, dicono.

Marcus Nunes della Fundação Getulio Vargas di San Paolo ha detto che il rapporto “puzza di austriaco”, riferendosi alla linea dura della Scuola Austriaca secondo cui i fallimenti sui debiti portano a una `distruzione creativa ‘ e dovrebbero essere consentiti.

Prof Nunes teme una riedizione del 1937, quando una stretta prematura interruppe la ripresa dalla depressione. “Ciò che è implicitamente proposto è un grado di stretta fiscale e monetaria che farebbe sembrare gli eventi del 1937 come una ‘passeggiata nel parco in una giornata di sole’.

La BRI ha dichiarato che lo stimolo monetario ha creato una serie di problemi, tra cui “un’aggressiva assunzione di rischio”, “l’accumulo di squilibri finanziari” e inoltre una “cattiva allocazione del capitale”.

Ha detto che il mantra della banca centrale di fare “tutto il possibile” per rilanciare la crescita ha fatto il suo tempo, e ha lasciato la Fed, la Banca d’Inghilterra, e altre, impelagate con 10mila miliardi di dollari di obbligazioni. “Le banche centrali non possono risanare i bilanci delle famiglie e delle istituzioni finanziarie. Le banche centrali non possono garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche”, ha dichiarato.

 
Le politiche di emergenze hanno fatto guadagnare tempo ai governi per mettere in ordine i loro bilanci e affrontare la crisi più profonda della caduta della produttività, ma questo tempo è stato sprecato.

La BRI ha detto che i leader hanno rimandato le riforme necessarie per potare i rami secchi e liberare energie fresche. La crescita della produttività nei paesi ricchi è scesa dall’ 1.8% del 1980-2000, all’ 1.3% del 2001-2007, ad appena lo 0.7% del 2010-2012. E’ diventata negativa in Gran Bretagna e in Italia.

 
“Estendere lo stimolo monetario impedisce la giusta pressione su coloro che devono agire. Alla fine, solo un programma forte di rimedi e riforme riporterà le economie a una crescita reale forte e sostenibile”, ha detto.

La BRI ha esercitato una forte pressione, richiamando a una draconiana stretta fiscale per evitare una futura crisi del debito in tutti i grandi paesi industriali, e al fatto che la Gran Bretagna ha bisogno di tagliare il suo budget `primario’ (al netto degli interessi sul debito, ndt) fino al 13% del PIL per sostenere i costi dell’invecchiamento.

“Il debito pubblico nella maggior parte delle economie avanzate ha raggiunto dei livelli senza precedenti in tempo di pace. Ancora peggio, le statistiche ufficiali sul debito sottostimano la reale portata dei problemi fiscali. La convinzione che i governi non affrontano un vincolo di solvibilità è una pericolosa illusione. Gli investitori obbligazionari possono punire i governi duramente e con rapidità, e lo faranno.”

 

“I governi devono raddoppiare gli sforzi per assicurare che la tendenza dei conti pubblici sia sostenibile. La crescita in se stessa non sarà semplicemente abbastanza alta. Rimandare il sacrificio comporta il rischio di dover procedere al consolidamento sotto stress – che è la situazione attuale in alcuni paesi dell’Europa meridionale”.

 

La richiesta di una doppia stretta, fiscale e monetaria, è notevole, e sfida l’opinione diffusa chel’espansione monetaria sia cruciale per spianare la strada ai tagli di bilancio e alle profonde riforme.

La BRI è in netto contrasto con il Fondo Monetario Internazionale e la maggior parte degli economisti anglosassoni, francesi, e asiatici, così come con la squadra del premier Shinzo Abe in Giappone.

Ciò che sta emergendo è una aspra disputa sulla politica economica globale in un momento cruciale.

 

I critici dicono che la BIS sta screditando i rimedi monetaria prima che sia chiaro se l’Occidente è in sicurezza fuori dal guado. Ora può essere molto più difficile far passare un nuovo QE se vien fuori che la Fed ha precorso i tempi parlando di un prossimo tapering (limitazione, ndt) dei bond.

Scott Sumner della Bentley University ha detto cher la BIS è in errore nel sostenere che ritardare l’uscita dal QE e dai tassi a zero è di per sé pericoloso. La memoria storica negli Stati Uniti nel 1937, in Giappone nel 2000, e in altri casi, ci dice che agire troppo presto può portare a una grave ricaduta dell’economia. Quando nel 1951 gli Stati Uniti rimandarono l’azione, il danno fu minore e facilmente contenuto.

Prof. Sumner ha avvertito che se l’Europa segue il consiglio della BRI e persiste nelle sue attuali politiche di contrazione, rischia di seguire il Giappone in un crollo deflazionistico.

 

Articolo originale: BIS fears fresh bank crisis from global bond spike

 

 

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