La borsa cinese crolla alla riapertura dopo la pausa festiva. E’ l’effetto Coronavirus

La Borsa di Shanghai perde oltre l'8% al termine della sua prima seduta dopo il Capodanno Lunare. Malissimo anche Shenzen. Azioni vendute per effetto del virus cinese. "Bruciati" 420 miliardi di dollari. La Banca Popolare interviene.

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La Borsa di Shanghai perde oltre l'8% al termine della sua prima seduta dopo il Capodanno Lunare. Malissimo anche Shenzen. Azioni vendute per effetto del virus cinese.

E’ stata la prima seduta dal 23 gennaio scorso sui mercati finanziari in Cina, dopo la sospensione per le festività legate alla celebrazione del Capodanno Lunare. E come da attese, gli indici azionari sono crollati. A fine giornata, la Borsa di Shanghai ha perso l’8,31% ed è scesa a 2.729 punti, quella di Shenzen l’8,30% a 1.609. In fumo sono andati circa 420 miliardi di dollari di capitalizzazione. E’ l’effetto Coronavirus, il virus cinese che sta allarmando l’intero pianeta e che in patria avrebbe provocato almeno 361 vittime accertate, contagiando oltre 17.200 persone, numeri ben più alti di quelli della SARS nel 2003.

L’impatto del Coronavirus sull’economia cinese fa paura

Rispetto ad allora, poi, il mondo è molto più interconnesso. E Pechino sta subendo il crescente isolamento internazionale, con USA, India, Australia, Singapore, Indonesia, Israele, Russia, Nuova Zelanda e Filippine ad avere imposto restrizioni all’ingresso alle persone in arrivo dalla Cina.

I titoli azionari stanno pagando il prezzo di un’economia domestica scombussolata, con diverse province ad avere allungato le festività fino al 9 febbraio, così da limitare gli spostamenti degli abitanti tra casa e lavoro. Molte multinazionali, poi, hanno fatto da sé, chiudendo gli stabilimenti e/o invitando i loro dipendenti a lavorare da casa. Per non parlare delle numerose compagnie aeree, tra cui British Airways e Lufthansa, che hanno sospeso i voli per e dalla Cina.

Interviene la Banca Popolare Cinese

Le vendite copiose di azioni non sono solo frutto di un effetto psicologico o trainate dalle minori valutazioni degli investitori riguardo alla capitalizzazione delle società, quanto anche del bisogno avvertito di liquidità di molti sui timori di ammalarsi. In questo clima dimesso, la Banca Popolare Cinese è già intervenuta tagliando di 10 punti base il costo sui fondi e iniettando 900 miliardi di yuan di liquidità (117 miliardi di euro) con contratti di riacquisto a 7 giorni e al tasso del 2,4%, mentre altri 300 miliardi (39 miliardi di euro) sono stati messi a disposizione a 14 giorni e al 2,55%.

Nel frattempo, cede anche il cambio contro il dollaro, tornato sopra quota 7 e ai minimi da un mese e mezzo, perdendo al momento l’1,2%. Viceversa, si apprezzano i titoli di stato, con il decennale a scendere di rendimento di 17 centesimi al 2,86%, il livello più basso dal novembre 2016.

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