La borsa brucia 130 miliardi da inizio anno, spread BTp-Bund ai massimi da luglio

Piazza Affari "brucia" quasi 130 miliardi da inizio anno, mentre lo spread tra BTp e Bund a 10 anni sale ai massimi dallo scorso mese di luglio.

di , pubblicato il
Piazza Affari

Giornata decisamente no per le borse europee, che risentono negativamente delle notizie sulle tensioni tra Grecia e creditori pubblici sulla riforma delle pensioni, necessaria per ottenere il rilascio della prossima tranche di aiuti da parte dei primi. Preoccupa, in particolare, la tenuta del governo Tsipras, la cui maggioranza in Parlamento è affidata a soli 2 seggi e che in questi giorni è sotto attacco per le strade di Atene da parte dei sindacati, che hanno convocato lo sciopero generale per protestare contro i nuovi tagli alla previdenza e alla quale formalmente aderisce persino Syriza, il partito del premier, chiamato ad approvare tali misure.

Se tutta Europa perde intorno al 2%, alle ore 16.00 Piazza Affari cedeva il 3,26%, scendendo con l’Ftse Mib ai livelli più bassi dal mese di settembre del 2013, ovvero da 2 anni e mezzo e bruciando dall’inizio del 2016 più del 22% del suo valore di capitalizzazione, ovvero ben 127 miliardi di euro.

Male banche e spread

Male, in particolare, i titoli bancari, colpiti dalle vendite, in relazione ai soliti timori degli operatori per l’alto livello delle sofferenze a bilancio. E così, Unicredit cede al momento il 2,57%, Intesa-Sanpaolo il 2,18%, MPS il 9,24%, Ubi Banca il 7,63% e Banco Popolare l’8,10%, solo per limitarci ai principali gruppi bancari. Preoccupante il dato sullo spread BTp-Bund a 10 anni, salito a 142 punti base, in rialzo di oltre 15 bp rispetto alla chiusura di venerdì scorso, ai massimi dallo scorso mese di luglio, mese di turbolenze finanziarie, dovute anche allora al rischio Grexit. Ma difficile capire se sia l’unico elemento di peso sul calo dei prezzi dei nostri BTp, che per la scadenza decennale rendono oggi l’1,65%.      

Pesano anche altre cause?

Sui bond pubblici si potrebbero essersi addensate anche le nubi sulle ipotetiche misure allo studio dell’Europa, miranti a sganciare i bilanci delle banche da quelli dei governi nazionali, limitandone gli acquisti e imponendo agli istituti di accantonare capitale sulla base del rischio derivante dai rating. Le tensioni sullo spread intervengono d’altra parte in una fase di scontro tra il governo Renzi e la Commissione europea sulla flessibilità sui conti pubblici, anche se il fenomeno non è circoscritto solo al nostro paese, ma a tutta la periferia dell’Eurozona.

Dall’inizio dell’anno, i rendimenti dei nostri BTp a 10 anni risultano saliti di 47 bp, quelli spagnoli di 37 bp, quelli del Portogallo di 55 bp, mentre stabili sono gli Oat francesi e in calo di 39 bp i Bund tedeschi.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , ,
>