La bolla immobiliare in Svezia rischia di scoppiare con i profughi siriani

Preoccupa la bolla immobiliare in Svezia, che con l'arrivo di centinaia di migliaia di profughi siriani potrebbe esplodere.

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Preoccupa la bolla immobiliare in Svezia, che con l'arrivo di centinaia di migliaia di profughi siriani potrebbe esplodere.

L’incremento della popolazione in Svezia è un problema molto serio, di cui ha preso atto formalmente lo stesso governo, con il ministro per le Politiche abitative, Mehmet Kaplan, che ha suonato l’allarme sull’insufficienza di case nel paese, che potrebbe essere esacerbata a breve, a causa dell’arrivo di 360.000 profughi, molti dei quali siriani, il triplo di quanti inizialmente stimati da Stoccolma. Da diversi anni, la Svezia registra un tasso carente di fabbricazioni di nuove case, più basso della domanda, con la conseguenza che i prezzi sono triplicati negli ultimi 20 anni e dal 2009 ad oggi sono già saliti del 50%. E negli ultimi 6 anni, il tasso di crescita dei crediti concessi dalle banche è stato il doppio di quello del pil. Ne consegue che le famiglie svedesi sono sempre più indebitate, soprattutto, per acquistare un immobile, risultando tra le più esposte al mondo.

Carenza case Svezia si aggraverà con ondata migratoria

Se il problema era già notevole, adesso che l’arrivo di centinaia di migliaia di persone richiederà una loro sistemazione in alloggi, l’offerta diventerà ancora più scarsa, in relazione alla domanda. Il governo teme che i profughi possano fare saltare il tappo a una situazione di per sé pericolosa, ovvero che faranno detonare quella potente bolla immobiliare di cui si parla da anni. A ciò si aggiungono le stime pessimistiche della Federazione dei Costruttori Svedesi, secondo cui l’anno prossimo saranno costruite solamente 42.500 nuove case, 2.000 in meno di quest’anno. Il calo sarebbe dovuto alle condizioni meno favorevoli per l’ammortamento di un mutuo, che l’Associazione bancaria ha dovuto varare su pressione della Riksbank e del governo, in modo da disincentivare gli acquisti di abitazioni a debito.

Da parte sua, il Parlamento ha votato in modo bipartisan per norme fiscali meno generose per i mutuatari, i quali avranno diritto a minori detrazioni sugli interessi, ad oggi pari al 30%.  

Tassi negativi e nuovi stimoli poco avveduti con il rischio bolla

La bolla immobiliare è un problema, in particolare, nella capitale, dove un quarto delle case, si stima, viene venduto ancora prima che compaia l’annuncio. Il tema è molto sentito dalle autorità pubbliche, che si trovano nella difficile situazione di dovere contrastare le minacce deflazionistiche da un lato, attraverso una politica monetaria molto accomodante, e di evitare ripercussioni disastrose sul comparto edilizio. Il governatore Stefan Ingves potrebbe essere costretto a tagliare nuovamente i tassi già negativi per lo 0,35% e di potenziare il QE svedese, dopo che la BCE ha annunciato che a dicembre discuterà di nuovi stimoli per l’Eurozona. L’economia svedese cresce intorno al 3%, ma l’inflazione oscilla intorno allo zero e a settembre è tornata negativa, mentre la corona tende ad apprezzarsi contro l’euro nelle ultime settimane, anche se su base annua perde intorno al 2%. Condizioni più favorevoli per il mercato del credito rischiano, però, di allettare ancora di più le famiglie e di spingerle verso forme di indebitamento insostenibili.

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