La Bielorussia potrebbe rinegoziare il debito. Lukashenko ammette la crisi fiscale

La Bielorussia potrebbe avere bisogno di ristrutturare il debito pubblico. L'annuncio è arrivato direttamente dal presidente Alexander Lukashenko, che ha anche chiarito che non intende contrarre nuovo debito e che otterrebbe gli aiuti necessari dalla Russia. I rendimenti dei bond sono schizzati.

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Il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, considerato l’ultimo dittatore europeo, ha annunciato in conferenza stampa che il paese potrebbe avere bisogno di ristrutturare il debito pubblico, se ciò si rendesse necessario. Il presidente, al potere sin dal 1994 grazie a un controllo capillare della stampa e a una repressione generalizzata delle opposizioni, ha spiegato che Minsk non intende contrarre nuovo debito, ma che attingerà agli aiuti messi a disposizione da “fermi accordi” con la Russia, inclusi i 500 milioni promessi da Vladimir Putin. Dopo la dichiarazione, il bond con scadenza in agosto e denominato in dollari è sceso di 22 centesimi a 75 centesimi, mentre quello con scadenza nel 2018 e denominato anch’esso in dollari è crollato di 21 centesimi a 70 centesimi.   APPROFONDISCI – Fare impresa in Italia non conviene. Meglio andare in Bielorussia e Botswana   Già nel 2011, la Bielorussia ha dovuto ristrutturare il suo debito sovrano per 3 miliardi, nonostante avesse ottenuto nel 2009 3,5 miliardi di dollari dal Fondo Monetario Internazionale. Il piano fu guidato dalla Russia, che in cambio ottenne il controllo della rete locale del gas sotto Gazprom. L’economia bielorussa è fortemente integrata con quella russa e sta risentendo negli ultimi mesi proprio della crisi di Mosca, stretta tra le sanzioni imposte da USA e UE e il crollo delle quotazioni del petrolio, che rappresenta quasi la metà delle sue entrate fiscali. Per questo, il rublo bielorusso ha seguito le sorti di quello russo ed è crollato sui mercati, tanto che a dicembre è stata imposta una tassa del 30% sulle transazioni valutarie, vietando quelle fuori dal mercato regolamentato. La tassa è stata progressivamente rimossa, così come ha evidenziato tutta la sua inefficacia l’imposizione dei prezzi amministrati, che aveva portato nelle scorse settimane a una carenza di beni offerti sul mercato, come i pomodori, specie dopo la chiusura di numerosi negozi, accusati di non osservare i limiti ai prezzi.   APPROFONDISCI – Bielorussia, Lukashenko: i controlli sui prezzi saranno per sempre. Verità o strategia?   Tali controlli sono stati allentati, consentendo ai commercianti di aumentare i prezzi con una formula complessa, che non ha risolto alla radice, però, il problema dell’ingerenza dello stato e il pericolo che si arrivi a situazioni simili a quelle vissute da tempo in Venezuela, dove gli scaffali dei supermercati sono vuoti. Per Lukaskenko, la crisi potrebbe avere un effetto negativo sul suo consenso, quando mancano pochi mesi alle nuove elezioni presidenziali, generalmente precedute da aumenti generosi di stipendi pubblici e pensioni, cosa che non avverrà quest’anno. Nel tentativo di allontanare da sé le responsabilità della crisi, ha licenziato sia il premier che il governatore della banca centrale, capri espiatori di un sistema che non funziona.   APPROFONDISCI – La Bielorussia vara misure draconiane contro il rischio iper-inflazione. Ecco quali    

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