La BCE varerà gli stimoli monetari, ecco le previsioni Bloomberg

La BCE sarebbe fermamente intenzionata a varare nuovi stimoli monetari, incluso un taglio dei tassi, anche in presenza di una crescita del pil nell'Eurozona per il primo trimestre superiore alle attese.

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Anche se la crescita del pil dell’Eurozona nel primo trimestre dovesse sorprendere positivamente, la BCE di Mario Draghi sarà comunque intenzionata a varare nuovi stimoli monetari. La previsione è del quotidiano finanziario Bloomberg, che ha intervistato sul caso diversi esperti.

Il dato fondamentale dell’analisi parte da una convinzione diffusa: un sondaggio rivela che i tre quarti degli analisti interpellati da Bloomberg ritiene che la minaccia per l’Eurozona sia la deflazione, mentre un quarto la vede nell’inflazione.

 

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In più, il 32% degli investitori sostiene che l’economia dell’Unione Europea crescerà nei prossimi 12 mesi, di gran lunga superiore al 7% minimo riscontrato tra gli stessi nel novembre del 2010, quando stava per esplodere in tutta la sua carica negativa la crisi del debito sovrano europeo. Tuttavia, è un dato inferiore al 44% riscontrato per l’economia USA.

I dati sul pil nell’Eurozona usciranno il 15 di maggio. Ci si attende una crescita congiunturale dello 0,4%, ma con la Germania in accelerazione allo 0,7%. Anche Italia e Francia dovrebbero registrare una crescita, per quanto contenuta.

Taglio tassi BCE e stimoli?

Ma per Marco Valli, capo-economista per l’Eurozona di Unicredit, nemmeno una sorpresa positiva sui dati del pil farebbe desistere Draghi dal tagliare i tassi e dal varare nuovi stimoli monetari, avendo dimostrato una crescente intolleranza alla bassa inflazione. E Reinhard Cluse, economista di Ubs a Londra, spiega che pur un balzo del pil non implicherebbe nell’immediato un aumento dell’inflazione.

Dunque, le attese sono per un taglio dei tassi a giugno e per l’immissione di nuova liquidità. Valli si attende che ad essere tagliati siano non soltanto i tassi di riferimento, bensì pure quelli sui depositi overnight. In sostanza, potrebbe essere varata una misura monetaria non convenzionale, anche se dagli esiti contrastanti.

L’intento di Draghi sarà di indebolire il tasso di cambio dell’euro e per questa via di dare un’accelerazione all’inflazione, che giace sotto l’1% sin da ottobre, quando il target della BCE è di un tasso annuo appena al di sotto del 2%.

E la Spagna ha mostrato un raffreddamento dei prezzi tale, che si teme sia già entrata in deflazione, dopo che un trend simile si è già verificato in Portogallo e da diversi mesi e in misura maggiore in Grecia, con Italia e Francia apparentemente prossime a seguire.

 

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