La BCE taglia le stime di crescita dell’Eurozona, rischi da economie emergenti

La BCE abbassa le stime sulla crescita nell'Eurozona e segnala i rischi derivanti dalle economie emergenti.

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La BCE abbassa le stime sulla crescita nell'Eurozona e segnala i rischi derivanti dalle economie emergenti.

Il Bollettino economico della BCE ha aggiornato le stime di crescita e sull’inflazione dell’Eurozona per il triennio 2015-2017. Il pil è atteso a +1,4% quest’anno, per accelerare al +1,7% l’anno prossimo e al +1,8% tra 2 anni. Tre mesi fa, l’Eurotower stimava una crescita per il triennio rispettivamente dell’1,5%, 1,9% e 2%. Rispetto a giugno, l’outlook è stato, quindi, rivisto al ribasso, a causa della minore domanda estera attesa, conseguenza delle difficoltà attuali delle economie emergenti, che potrebbero impattare sul resto del pianeta.

Rispetto allo scenario dipinto a giugno, i rischi per la crescita sarebbero al ribasso, si segnala nel Bollettino. Variazioni  al ribasso anche per l’inflazione, che quest’anno è attesa allo 0,1%, ma già nel 2016 dovrebbe salire all’1,1% e all’ 1,7% nel 2017. Se da un lato, spiega l’istituto, ad agosto si è confermata un’inflazione allo 0,2% per il terzo mese consecutivo, dettata da un calo dei prezzi energetici, dall’altro si è assistito a un aumento di quelli industriali non energetici e degli alimentari. Nelle stime di giugno, l’indice dei prezzi al consumo era atteso in aumento dello 0,3% quest’anno, dell’1,5% l’anno prossimo e dell’1,8% nel 2017. Si legge nel Bollettino che la risalita dell’inflazione nell’Eurozona starebbe avvenendo con maggiore lentezza delle attese, ma che la BCE confida che la maggiore domanda, il fatto che le quotazioni del petrolio siano scese drasticamente dalla fine dello scorso anno e la materializzazione dei primi effetti dell’indebolimento dell’euro possano fare accelerare l’inflazione dalla fine del 2015.  

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