La BCE taglia la liquidità di emergenza per le banche greche

La BCE ha tagliato di un paio di miliardi il tetto della liquidità di emergenza per le banche greche, la cui situazione apparentemente migliora, ma solo per i controlli sui capitali.

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La BCE ha tagliato di un paio di miliardi il tetto della liquidità di emergenza per le banche greche, la cui situazione apparentemente migliora, ma solo per i controlli sui capitali.

La BCE ha tagliato da quasi 91 a 89,7 miliardi il tetto dei fondi ELA, la liquidità di emergenza per le banche greche su richiesta della Banca di Grecia, in considerazione del fatto che ad agosto si è registrato un timido miglioramento dei depositi, risaliti di 400-500 milioni di euro, dopo che dall’inizio dell’anno erano scesi di 41 miliardi a 122,5 miliardi (130 miliardi con i depositi del governo centrale). Il rallentamento della fuga dei risparmi prima e l’inversione di tendenza dopo è stata dovuta essenzialmente all’imposizione di controlli sui capitali alla fine di giugno, oltre che all’evitata uscita della Grecia dall’euro con la sottoscrizione di un terzo piano di salvataggio da 86 miliardi, ancora in via di approvazione formale in alcuni parlamenti nazionali, tra cui il Bundestag.   APPROFONDISCI – In Grecia riaprono le banche, ma restano i controlli sui capitali   Considerando che dei 91 miliardi finora messi a disposizione dalla BCE, di cui 23,5 da febbraio, le banche greche ne avevano utilizzati 85,6, resta un cuscinetto di oltre 3 miliardi ancora a loro disposizione. Che la crisi più acuta per le banche elleniche sia alle spalle può essere molto verosimile, dato che i risparmiatori non hanno nemmeno la possibilità di chiudere i conti correnti e di spostare altrove il loro denaro, intrappolato da quasi 2 mesi presso gli istituti. Tuttavia, è scarsa la fiducia sulla capacità autonoma di tenuta del sistema bancario del paese, come dimostrano i crolli in borsa dei titoli del comparto nelle ultime sedute. Dei 26 miliardi stanziati dai creditori pubblici (UE, BCE e FMI) per la Grecia, una decina sarà utilizzata entro le prossime settimane proprio per ricapitalizzare le banche e altri 15 dovrebbero essere impiegati per lo stesso scopo a novembre. Il conto delle ricapitalizzazioni non è certo, s’ipotizza che possa arrivare complessivamente anche a una cinquantina di miliardi, date le elevatissime sofferenze, ben oltre il 50% del pil. Fino alla fine dell’anno, i depositi oltre i 100 mila euro sono al sicuro, ma dall’1 gennaio saranno soggetti al rischio di bail-in, entrando in vigore le nuove norme sull’Unione bancaria, che prevedono, nei casi più estremi, il coinvolgimento dei risparmiatori nelle perdite degli istituti. E quello della Grecia è un caso estremo.   APPROFONDISCI – In Grecia i depositi delle banche saranno presto a rischio?  

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