Cambio euro-dollaro sopra 1,20 e la BCE subito corre ai ripari

La BCE scende in campo per raffreddare le aspettative sul cambio euro-dollaro, come se avesse un target informale. Ecco gli ultimi avvenimenti.

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La BCE scende in campo per raffreddare le aspettative sul cambio euro-dollaro, come se avesse un target informale. Ecco gli ultimi avvenimenti.

In lieve calo il cambio euro-dollaro oggi, ma restando nelle vicinanze dei massimi toccati stanotte, quando ha sfondato la soglia di 1,23, registrando i livelli più alti da oltre 3 anni. Ed ecco che stamattina arriva puntuale l’intervista del numero due della BCE, Vitor Costancio, rilasciata per il quotidiano italiano La Repubblica, nella quale il banchiere centrale portoghese spiega di essere preoccupato dai “movimenti improvvisi” (dell’euro), quando questi non rispecchiano i fondamentali dell’economia nell’Eurozona, aggiungendo che l’inflazione nell’area a dicembre è leggermente scesa e invitando i funzionari di Francoforte a fare attenzione a non “dissipare troppo presto la crescita”.

Nessun cambiamento in vista, secondo Costancio, per la “forward guidance” della BCE al board del prossimo 25 gennaio, come pure sembrava emergere dalla pubblicazione delle minute sulla riunione di dicembre, avvenuta la settimana scorsa e che ha dato vita al rally del cambio euro-dollaro di questi giorni. Non tutti la pensano come il portoghese, se è vero che proprio in queste ore un altro banchiere centrale (e di peso) si è mostrato favorevole alla fine del “quantitative easing” quest’anno. Parliamo del solito Jens Weidmann, membro tedesco e a capo della potente Bundesbank, da anni all’opposizione di Mario Draghi nelle riunioni del board e negli ultimi tempi chiusosi in una sorta di silenzio strategico, al fine di accrescere il consenso tra i governatori per la sua possibile nomina a prossimo numero uno dell’istituto. (Leggi anche: Forward guidance BCE, cos’è e come potrebbe cambiare presto)

La voluta confusione della BCE

Il cambio euro-dollaro sta ignorando apparentemente i rischi politici in Germania e Italia, prima e terza economia dell’Eurozona. Berlino attende il varo del prossimo governo da quasi 4 mesi, Roma potrebbe non essere in grado di farne nascere uno dopo le elezioni politiche del 4 marzo. E ieri, il commissario agli Affari monetari, Pierre Moscovici, ha espresso preoccupazione per il possibile esito elettorale italiano, mettendo in guardia sia contro l’instabilità, sia contro il pericolo di una vittoria dei partiti euro-scettici, in particolare, del Movimento 5 Stelle.

Il trend rialzista del cambio euro-dollaro è sostenuto anche dal contestuale indebolimento del biglietto verde, sceso mediamente ai minimi da oltre 3 anni contro le altre divise. Tuttavia, la riforma fiscale del presidente Donald Trump ha già rinvigorito il mercato azionario americano ai nuovi massimi storici di ieri, quando l’indice Dow Jones ha superato per la prima volta i 26.000 punti sull’attesa di un miglioramento degli utili delle società. L’impatto del taglio delle tasse sull’economia americana potrebbe tradursi in tassi reali più elevati per contrastare una possibile accelerazione dell’inflazione, già intorno al target della Federal Reserve da qualche mese, nel quale caso il dollaro dovrebbe risalire la china.

Emerge nitidamente, comunque sia, quanto abbiamo più volte ribadito negli ultimi mesi: la BCE farà di tutto per impedire che il cambio euro-dollaro si stabilizzi sopra 1,20, avvertendo il rischio che un rafforzamento “eccessivo” della moneta unica ri-spenga l’inflazione e deprima la crescita nell’Eurozona. Per quanto Draghi e i suoi funzionari continuino a negare che l’istituto abbia un target sul cambio e, anzi, ricordino come ciò non sarebbe nemmeno consentito per statuto, nei fatti è come se esistesse informalmente attorno quota 1,20. Quando il cross tra le prime due valute al mondo si porta sopra tale soglia, la BCE interviene con dichiarazioni finalizzate a “raffreddare” i bollori sui mercati, salvo mostrarsi più “falco” con un cambio in sosta sotto quel livello. (Leggi anche: Cambio euro-dollaro, occhio all’andamento a U)

 

 

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