‘La BCE non può cancellare i debiti’, ma Lagarde apre con una frase sibillina

Nessuna cancellazione del debito in vista a Francoforte, sebbene una precisazione del governatore aprirebbe la strada a una simile operazione.

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La cancellazione del debito in mano alla BCE è impossibile?

Intervenendo all’Europarlamento, dove ha risposto alle domande dei deputati a Bruxelles, il governatore Christine Lagarde ha dichiarato che

“una cancellazione del debito sovrano posseduto dalla BCE attraverso i programmi di QE è impossibile perché violerebbe i Trattati”.

La francese ha fatto riferimento all’art.123, che “proibisce quel tipo di approccio e io lo rispetto pienamente”. E’ stata questa la risposta che ha dato all’eurodeputato leghista Marco Zanni, che aveva chiesto spiegazioni circa la proposta del presidente dell’Europarlamento, David Sassoli, di cancellare i debiti scaturiti dalla pandemia.

Lagarde non avrebbe potuto rispondere diversamente. Sul piano giuridico, è stata ineccepibile. L’art.123 dei Trattati sul Funzionamento dell’Unione Europea recita al primo comma quanto segue

“Sono vietati la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia, da parte della Banca Centrale Europea o da parte delle banche centrali degli Stati membri (in appresso denominate «banche centrali nazionali»), a istituzioni, organi od organismi dell’Unione, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, così come l’acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali”.

In parole povere, la BCE non può monetizzare i debiti degli stati, tant’è che è costretta a comprarne i bond solo dopo l’emissione, non potendo partecipare alle aste. Fin qui, nulla di straordinario. Senonché, con un’altra frase Lagarde sembra aver fatto rientrare dalla finestra ciò che aveva fatto uscire dalla porta. Nel corso dell’audizione, infatti, ha chiarito anche che la BCE “non può fallire e né restare a corto di denaro” nel caso in cui subisse perdite sulla montagna di debiti da migliaia di miliardi di euro a bilancio.

Ha spiegato che in qualità di monopolista delle emissioni di euro “l’Eurosistema sarà sempre in grado di generare la liquidità aggiuntiva necessaria”.

Cosa significa? Ammesso che accadesse qualcosa di molto storto con i titoli di stato e le obbligazioni corporate acquistati tramite i suoi programmi monetari, la BCE non potrà mai fallire, perché potrà stamparsi tutta la moneta che vuole. Indirettamente, ha ufficializzato una posizione dibattuta proprio a riguardo della cancellazione del debito: quand’anche subisse perdite tali da finire con un patrimonio netto negativo, avrebbe modo di continuare ad operare senza alcun problema.

Sassoli rilancia il tema della cancellazione del debito in mano alla BCE

Problemi politici e di mercato

La cancellazione del debito si tradurrebbe, infatti, nella perdita per l’istituto di un credito. Ciò ridurrebbe il valore dei suoi assets, facendoli scendere potenzialmente fin sottozero, al netto delle passività. Molti commentatori e persino qualche economista – si veda il tweet di Veronica De Romanis in risposta a Sassoli – sostengono che proprio le perdite accusate impedirebbero a una banca centrale di condonare i debiti agli stati. Sul piano tecnico, sappiamo anche attraverso le dichiarazioni di Lagarde che non è così. Lo sarebbe per una qualsiasi società privata, non per un istituto che ha il diritto monopolistico di stampare moneta. Non potrà mai restare a corto di euro, dato che li può emettere senza chiedere permesso a nessuno.

E, allora, torniamo a quanto spiegato in questi giorni circa l’ipotesi lanciata da Sassoli, in verità da anni in voga tra molti economisti di matrice anti-euro. Il problema della cancellazione del debito è a tutti gli effetti duplice: politico e finanziario. Politico, perché non ci sarebbe ad oggi alcun consenso tra i governi dell’Eurozona per varare una misura così estrema; finanziario, perché è vero che la BCE può stamparsi tutta la moneta che vuole, ma se così facesse rischierebbe di perdere la fiducia dei mercati.

Come reagirebbero investitori, imprese e famiglie al fatto che Francoforte stampi euro a piacimento? Inizierebbero a sbarazzarsi delle banconote per paura che perdano valore o sarebbero soddisfatti delle conseguenze della scelta e chiuderebbero un occhio? Quando la Repubblica di Weimar stampò i marchi che il Tesoro non aveva in cassa per pagare le riparazioni di guerra a francesi, inglesi e americani, la sfiducia fu tale, che una barretta di burro arrivò a costare 5.000 miliardi di marchi. Era il 1923. Altri tempi, altre condizioni, ma la cautela resta d’obbligo.

La cancellazione del debito in mano alla BCE rafforzerebbe la Germania

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