La BCE prepara nuovi stimoli ‘senza tabù’ e pensa ai tassi negativi

La BCE valuterà ogni tipo di stimoli monetari per contrastare la bassa inflazione. Si va verso un taglio dei tassi overnight, già negativi.

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La BCE valuterà ogni tipo di stimoli monetari per contrastare la bassa inflazione. Si va verso un taglio dei tassi overnight, già negativi.

Il capo economista della BCE, Peter Praet, ha dichiarato in un’intervista all’agenzia di stampa France Presse che l’istituto non avrà tabù nel valutare tutte le possibili azioni necessarie per ravvivare il tasso d’inflazione nell’Eurozona. Praet ha spiegato che il governatore Mario Draghi ha dato mandato a tutto il board di prendere in considerazione a 360 gradi i nuovi stimoli monetari, di cui eventualmente si renderebbe necessaria l’adozione, qualora le nuove stime macroeconomiche per l’unione monetaria a dicembre lo dimostrassero.

Al contempo, ha negato che l’Eurozona stia flirtando con il rischio deflazione, sostenendo che il reale pericolo per l’area sarebbe quello di una bassa crescita dei prezzi, unitamente a un’altrettanto bassa crescita dell’economia, tali da creare pessimismo tra chi investe. Tra le misure che saranno al vaglio del prossimo board della BCE, l’economista ritiene che possa esserci anche un ulteriore taglio dei tassi sui depositi overnight delle banche, già negativi e pari al -0,2%. Spiega che dall’esperienza riscontrata anche presso gli altri paesi, risulterebbe che questa misura abbia effetti benefici sull’economia. Se è vero che i margini delle banche vengono ridotti, queste riuscirebbero a compensare con il miglioramento dell’outlook.

Prestiti Eurozona rallentano

L’ultima volta che Praet parlò di assenza di tabù per la valutazione delle misure a vaglio della BCE fu nel novembre di 2 anni fa, ovvero 2 mesi prima che fossero varati ufficialmente i nuovi stimoli monetari con il “quantitative easing” da 1.140 miliardi di euro. Sarebbe proprio un’efficacia del QE inferiore alle attese a spingere i vertici di Francoforte a ipotizzare un suo potenziamento diretto o indiretto. A settembre, i prestiti bancari alle imprese nell’Eurozona sono aumentati di appena lo 0,1% annuo, in deciso rallentamento dal +0,4% di agosto. In lieve accelerazione, invece, i finanziamenti alle famiglie, cresciuti sui 12 mesi dell’1%.        

Taglio tassi overnight avrebbe diversi effetti

A fronte dello spegnimento degli effetti degli stimoli attuati a partire da marzo, stando alle parole sia di Draghi alla conferenza post-board di Malta (“abbiamo anche discusso del taglio dei tassi”), sia di Praet di oggi, possiamo ipotizzare che la BCE taglierà i tassi overnight dal -0,2% attuale al -0,3/-0,35%.

La misura avrebbe un doppio effetto: spingerebbe le banche a non depositare denaro presso l’istituto, se non caricandosi di un costo ancora maggiore, immettendo liquidità in circolazione, aumentando i prestiti e/o ricercando al di fuori dell’Eurozona migliori attrattive. Ne conseguirebbero un aumento del credito e un deprezzamento dell’euro. Entrambi ravviverebbero la crescita dei prezzi. Ma ci sarebbe un effetto secondario non meno importante: poiché i tassi overnight rappresentano il limite minimo posto al rendimento dei bond acquistabili con il QE, un loro taglio aumenterebbe la platea dei titoli oggetto degli acquisti, riducendo le probabilità di incorrere nella carenza di offerta, già nota sin dal debutto del programma. L’efficacia di una tale misura, però, sarebbe temporanea, dato che la maggiore domanda di bond farebbe diminuire i rendimenti e sulle scadenze brevi potrebbero scendere nuovamente sotto il limite minimo fissato per i loro acquisti. Le dichiarazioni di Praet non hanno altro significato, se non di confermare al mercato l’arrivo dei nuovi stimoli, nella speranza che prima ancora che siano varati possano surriscaldare le aspettative d’inflazione, ad oggi sotto il target della BCE fino al prossimo biennio.

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